ico social tw  ico social fb  ico social gplus  ico social linkedin  ico social pinterest  ico social feed

white hat o black hat seo

Voglio arrivare primo su Google!

Scritto da e-max on . Postato in Web Marketing news

Share Button

white hat o black hat seo

Il nostro studio fornisce servizi di web marketing, e molto spesso ci viene fatta la domanda: posso arrivare nei primi posti su google?


La risposta è “dipende da molti fattori” e dato che il posizionamento “organico” su google e gli altri motori di ricerca non è acquistabile, il modo migliore è conoscere le tecniche che consentono alle nostre pagine web (si indicizzano pagine, non siti) di essere meglio piazzate sui motori di ricerca.

Promettere i primi risultati di google è impossibile prima di una analisi specifica del caso, e non corretto nemmeno dopo avere analizzato il potenziale del vostro progetto. Si possono fare stime di realizzabilità e dare percentuali di riuscita. Con la conoscenza si possono mettere in atto tutte le tecniche perché i motori di ricerca “ci prendano in simpatia” e ci portino in “alta classifica” ma le società che promettono i primi 10 o 5 risultati di google stanno sicuramente barando. (a vostre spese)

Le tecniche di web marketing si dividono principalmente in due filosofie opposte: “White Hat SEO” e “Black Hat SEO“. (e tante sfumature di Grey Hat SEO che analizzeremo in seguito)

Per i nostri clienti noi utilizziamo esclusivamente tecniche di “White Hat SEO”. Crediamo che la creazione di valore reale sia l’unica strada che possa portare a un successo duraturo sul web. Su questo impostiamo tutto il nostro lavoro consulenziale di SEO e/o web marketing.

Nella terminologia dell’ottimizzazione sui motori di ricerca, White Hat SEO si riferisce all’uso di strategie SEO, tecniche e tattiche che si concentrano su un pubblico umano (il pubblico non umano  non proviene da Marte, si tratta di programmi che fanno funzionare i motori di ricerca, detti spider o crawler), rispetto ai motori di ricerca, e seguono completamente le regole del motore di ricerca e le sue politiche. Ad esempio, un sito web ottimizzato per SEO che si concentra sulla pertinenza e il posizionamento organico è considerato essere ottimizzato usando pratiche White Hat SEO.

Alcuni esempi di White Hat SEO includono l’utilizzo di parole chiave e di analisi delle parole chiave, back linking, link building per migliorare la link popularity e la scrittura di contenuti per i lettori umani. Coloro che intendono effettuare un investimento a lungo termine, sul loro sito web utilizzano tecniche di White Hat SEO. White Hat SEO è anche chiamata Ethical SEO (http://www.webopedia.com/TERM/W/White_Hat_SEO.html).

Black Hat SEO si riferisce all’uso di strategie di SEO aggressive, le tecniche e tattiche che si concentrano solo sui motori di ricerca e non su un pubblico umano, e che di solito non rispettano le regole dei motori di ricerca. Alcuni esempi di tecniche Black Hat SEO comprendono keyword stuffing, testo invisibile, e le backdoor pages. Black Hat SEO è più frequentemente utilizzato da coloro che sono alla ricerca di un rapido ritorno finanziario sul loro sito web, piuttosto che un investimento a lungo termine.

Le tecniche di Black Hat SEO possono eventualmente portare a buone posizioni in tempi molto brevi, dal momento che l’obiettivo principale di queste tecniche è il ritorno a breve termine. La maggior parte degli esperti che usano tattiche Black Hat SEO ritengono irrilevante il rischio di essere bannati (eliminati e segnati come illeciti) dai motori di ricerca a fronte di posizionamenti migliori in tempi più brevi. Black Hat SEO può anche essere indicato come contrario all’etica SEO o semplicemente Spamdexing. Il prezzo da pagare è a lungo termine… E ‘importante ricordare che questi metodi illegali che possono portare a risultati veloci oggi sul lungo periodo creano danni irreversibili.


Sull’argomento puoi leggerti il nostro articolo su come siamo usciti da una penalizzazione manuale di Google catastrofica…


Per i curiosi circa l’origine di questi due termini, White Hat e Black Hat fa riferimento ai film western. I buoni nei film portavano sempre un cappello “bianco”, e i cattivi portavano sempre un cappello “nero”.

Alcuni dei metodi Black Hat SEO sono molto datati, e i robot dei motori di ricerca sono già stati aggiornati a riconoscerli. Altri sono più ingegnosi e tecnicamente complicati ma è questione di tempo prima che ogni tecnica di Black Hat SEO venga riconosciuta e penalizzata.

Il senso comune è la vostra migliore guida nel corso di una campagna SEO. Per determinare se una strategia di search engine optimization sarà considerata spam, nel 2010 Matt Cutts, allora Software Engineer di Google, suggeriva che i webmaster avrebbero dovuto porsi le seguenti domande:

* I contenuti di questa pagina web sono di aiuto agli utenti finali?
* Eseguiresti questa strategia di ottimizzazione se il motore di ricerca non esistesse?

In sostanza, vogliamo che i migliori risultati di ricerca per gli utenti siano i primi su Google“, diceva Cutts.

È possibile accedere e leggere linee guida di Google in materia di tecniche di promozione etica qui:

http://www.google.com/webmasters/seo.html

http://www.google.com/webmasters/guidelines.html

http://www.google.com/contact/spamreport.html

Entreremo nel dettaglio delle diverse tecniche di SEO “buono” e “cattivo” nei prossimi post.

Se avete dubbi sulla “bontà” di alcune tecniche SEO che avete applicato o volete utilizzare, potete contattarci per una consulenza web personalizzata.

Alla prossima!

Massimo

Share Button

Tags:

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...