Google Hummingbird 2013: la rivoluzione del Colibrì

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Google-hummingbird
È già operativo da oltre un mese, il nuovo algoritmo di ricerca che Google ha chiamato “Hummingbird”, Colibrì. La rivoluzione è iniziata in punta di piedi ma è dai tempi di Caffeine (2011) che il motore dei motori non effettuava una rivoluzione di questa portata: l’algoritmo si avvicina all’utente ed è in grado di comprendere e rispondere a query di ricerca complesse, mentre non avrebbe come obiettivo l’indicizzazione delle pagine.
Dopo pinguini e panda, è il tempo dei colibrì, perché l’esigenza era di avere un algoritmo “preciso e veloce” – spiega Amit Singhal, ingegnere informatico e vice presidente di Google Inc. – ma, a differenza dei suoi illustri predecessori, Hummingbird non è un aggiornamento: qui siamo di fronte a un algoritmo completamente nuovo, che risponde alle esigenze del nuovo utente sulla rete.
Penguin e Panda, sono stati dei “tagliandi” al motore di Google. Hummingbird è un motore diverso, che tuttavia utilizza ancora alcune componenti del vecchio, inclusi gli oltre 200 fattori che determinano il posizionamento. Ma parliamoci chiaro: se influenza il 90% delle query di Google, Hummingbird è Google.

In viaggio verso la ricerca semantica

Nell’era del Colibrì, la ricerca viene elaborata su modelli conversazionali.
L’obiettivo è riuscire a comprendere il significato di query complesse.

Un algoritmo che per la prima volta penetra i misteri della semantica?

Certamente parliamo di un balzo in avanti verso il linguaggio naturale, dove ogni parola ha un peso specifico maggiore nell’ambito del senso generale della frase; passo obbligato per seguire i progressi della ricerca vocale e una rivoluzione nell’ambito dell’interazione uomo-macchina.
Sono tre gli elementi che Hummingbird utilizza per analizzare la query e individuarne il significato:

  • la posizione dell’utente;
  • la sua identità;
  • la cronologia delle richieste precedenti.

Se la query fosse: “Dove trovo il cinema più vicino?”, il risultato della SERP potrebbe includere la geolocalizzazione per individuare la posizione, l’analisi dell’identità e una selezione di risultati che escluda i film non adatti ai minori, se l’utente ha meno di 18 anni.
Se poi la query successiva fosse “Come ci arrivo?”, Hummingbird la metterebbe subito in relazione con la precedente fornendo il percorso per arrivare al cinema anche se del luogo non si fa menzione. È il terzo l’elemento “conversazionale” che consente a Hummingbird di mettere in una relazione di significato le due query, su base cronologica.

Che succede al Page Rank e alla SEO?

Il Page Rank non scompare, ma resta un piccolo meccanismo in un enorme ingranaggio che considera molti altri elementi. E la SEO? Niente paura, ci rassicurano, le regole fondamentali restano invariate: contenuti di qualità e originali. Il Colibrì è tra noi, in incognito, da oltre un mese, non dimentichiamolo: dunque è cruciale analizzare con attenzione i risultati delle statistiche dell’ultimo mese per sapere se c’è qualcosa di cui preoccuparsi.
Bisogna ammettere che alcuni test lasciano ancora più di qualche dubbio circa le capacità dei meccanismi interni del nuovo cervello di Google. Ma intanto Google ha già annunciato una prossima evoluzione verso il concetto di assistente personale. A quel punto, a seguito di una precedente richiesta del tipo “Pioverà domani?”, ci sentiremo ricordare, il giorno successivo, di “Non dimenticare l’ombrello!”, ma per questo dovremo aspettare…

Aggiornamento 09/2014: SEO semantica: quer pasticciaccio brutto

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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5 comments
Seo Semantica: il pasticciaccio brutto says 11/09/2014

[…] quando Google ha annunciato il nuovo algoritmo Hummingbird ad Ottobre 2013 si è cominciato a (ri)parlare in maniera massiva di Semantica associata alla SEO. […]

Reply
Come usare Google+ al meglio nel 2014 says 24/09/2014

[…] dove profilare l’identità degli autori”, il che non guasta, dato che con la rivoluzione di Google Hummingbird tre sono diventati i punti fondamentali che il colibrì utilizza per analizzare la query e […]

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Seo Burning: il termine SEO diventa OC/DC? says 24/09/2014

[…] e crea link interni per unirli tra loro. Rinnova le parole chiave. L’aggiornamento di Google Hummingbird ha posto un’enfasi nuova sulla semantica delle parole chiave all’interno dei tuoi […]

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SEO copywriting: ma come scrivi?! Il nuovo decalogo says 04/12/2014

[…] del linguaggio naturale ha continuato a evolversi e migliorare anche con l’arrivo di Hummingbird, gli atteggiamenti nei confronti del copywriting per il web sono rimasti al palo. Ok, è vero che […]

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Algoritmo di Google: cronologia aggiornamenti nel 2014 says 18/12/2014

[…] variano da Paese a Paese. Alcuni di questi cambiamenti non sono molto rilevanti, altri invece come Hummingbird, Panda o Penguin portano a delle vere e proprie rivoluzioni nel mondo del web e della […]

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