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Come uscire da una penalizzazione manuale di Google

Come siamo usciti dalla penalizzazione manuale di Google

Scritto da matteo on . Postato in Web Marketing news

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Come uscire da una penalizzazione manuale di Google

Dal 2012 in avanti, con il rilascio dell’aggiornamento di Google chiamato Penguin, il mondo della link building ha subito un grosso contraccolpo. In particolare negli anni successivi al 2012, a ogni aggiornamento di Penguin, l’attenzione del motore di ricerca sulla qualità dei link e i sui profili innaturali di backlink si è fatta più consapevole.

Ogni aggiornamento di Google Penguin (versione 2.0 nel Maggio 2013, seguita dalla 2.1 a Ottobre 2013 e dalla 3.0 a Ottobre 2014) ha portato nuove penalizzazioni automatiche a tanti siti che avevano creato link selvaggiamente.

Ma la nostra storia non tratta come uscire da una penalizzazione automatica di Google Penguin, bensì narra come siamo riusciti a uscire da una delle penalizzazioni peggiori che un sito web possa subire: una penalizzazione manuale che prevede il ban dell’intero dominio.

L’inizio: quando servivano link in quantità

Nel laboratorio e-max si studiano SEO e tecniche di link building fin dagli albori di queste discipline.

Quando Christian, il nostro sviluppatore e webmaster, decide di condividere gratuitamente con la community di sviluppatori plugin e moduli personalizzati per Joomla!, inserisce i crediti sotto forma di backlink con anchor text esatto sulle parole chiave “web agency” e “web marketing”.

Questa tecnica di link baiting era parecchio diffusa a quell’epoca soprattutto negli USA, mentre in Italia chi la usava la teneva per sé, con ottimi risultati.

Anche Christian i risultati li ottiene. Anche troppi. Siti web da tutto il mondo installano i plugin di e-max e i backlink aumentano a dismisura. Il profilo di link si sbilancia innaturalmente sulle due ancore “web agency” e “web marketing”.

Questa sproporzione e l’avvento dell’aggiornamento Penguin 2.0 inizia a preoccuparci, così decidiamo di cambiare. Aumentiamo il numero delle pagine di riferimento oltre alla Home page e differenziamo le ancore, inserendo ancore ibride con il nome del brand, come “e-max.it: ottimizzazione siti web”.

Purtroppo questa modifica non porta ai cambiamenti sperati, soprattutto per un fenomeno che non avevamo considerato: i portali distributori di plugin non aggiornati sparsi per il web mondiale (siti scritti in lingue incomprensibili, dall’arabo al cirillico fino al cinese). Questi portali continuano a servire siti web con i nostri moduli o plugin obsoleti, ancora legati alle versioni con ancore secche.

Chiariamolo subito, prima della penalizzazione non avevamo capito a fondo il rischio che comportava la nostra posizione di visibilità da un lato (primi sulle SERP per le due parole chiave con ancora secca) e il profilo di link completamente sbilanciato.
Così non ci siamo preoccupati più di tanto di questi siti che continuavano a portare vagonate di backlink.

Penalizzazione manuale: da segnale sociale?

Il 6 Maggio 2014 esce sul blog del Tagliaerbe l’articolo “Google, paladino del web o arbitro incapace?” che scoperchia il vaso di Pandora.

Non solo abbiamo un profilo pompato, ma molti link sono anche nascosti, ovvero l’utente non li visualizza se non accedendo al codice sorgente. Apriti cielo. Alcuni developer (i migliori e senza macchia) ci segnano con la lettera scarlatta, altri sanno che il link si può rimuovere e lo fanno, altri ancora sanno che queste cose sono la prassi sui rivenditori di software più quotati (Adobe in primis) e non ci danno peso.

Io provo a rispondere spiegando il mio punto di vista e nel frattempo inserisco il nofollow ai link nei plugin, per azzerare ogni polemica. Ma ormai il fattaccio è arrivato alle orecchie dell’Inquisizione Googoliana.

Il 29 Maggio il nostro dominio – quindi non solo il sito web, ma anche il blog e la directory – scompare dalle SERP di Google, colpito dalla mannaia del team antispam.

Sui Webmaster Tools, sotto “Azioni Manuali” appare il gelido avviso della Penalizzazione manuale per schemi di link non naturali o a pagamento.

Considerato il nostro profilo di link il pensiero iniziale è quello di aprire un nuovo sito web su un nuovo dominio e abbandonare e-max.

Però la cosa non mi va giù.
Nonostante l’azione di link baiting abbia raggiunto livelli incontrollabili è l’unica tecnica “black hat” che abbiamo usato. Inoltre questa macchia nera non può lordare tutto il valore aggiunto che Christian ha portato alla community di Joomla!, non solo per i plugin e moduli gratuiti, ma anche per l’assistenza continua che ha fatto agli sviluppatori sparsi per l’Europa che gli chiedevano consigli su bug, installazioni e nuove feature.

Così abbiamo provato l’impresa di uscire dal buco nero del ban.

I passi per uscire da una penalizzazione manuale

  1. Abbiamo raccolto documentazione utile su Moz, Search Engine Watch e su Google (link non naturali che rimandano al tuo sito);
  2. abbiamo inserito il link nofollow a tutti i plugin (sarebbe stato meglio mettere un credito testuale, ma avevamo voglia di verificare in prima persona se i nofollow contano qualcosa per Google);
  3. abbiamo aggiunto ovunque le indicazioni su come togliere il link nofollow;
  4. abbiamo contattato tutte (quelle che abbiamo trovato) le piattaforme non ufficiali che distribuivano i nostri plugin non aggiornati con il link nofollow;
  5. laddove era impossibile arrivare (i nostri plugin gratuiti erano finiti in tutto il mondo) abbiamo fatto una mega tabella scaricando i siti segnalati sui WMT nella voce “link che rimandano al tuo sito” e proceduto all’invio delle richieste di rimozione/aggiornamento plugin a tutti i webmaster che li avevano installati;
  6. richiesta di disavow (ovvero il rifiuta link) per quelli che al terzo contatto non avevano risposto;
  7. invio di tutta la documentazione al team di Google che ha riconsiderato il sito web ma non la directory (non so ancora bene perché);
  8. richiesta di aiuto al forum per i webmaster e dopo varie incomprensioni e tentativi andati a vuoto, riconsiderazione completata in toto.

Il testo della mail per essere riconsiderati

Di seguito riporto il testo della mail che io e Christian abbiamo scritto al team antispam di Google:

Gentile Google Webspam Team,
In data 30/05/2014 abbiamo ricevuto da Google una penalizzazione manuale per link non naturali che puntavano al nostro sito web “e-max.it”.
Prima di tutto mi voglio scusare per il problema che ho creato e ringraziarvi per la pazienza che mostrate nel leggere questa mia richiesta di riconsiderazione.
Con “e-max.it” non abbiamo partecipato a schemi di link o comprato link per manipolare i motori di ricerca, abbiamo invece iniziato a fine 2010 a condividere gratuitamente con la comunità mondiale Joomla! plugin e moduli con backlink hide al nostro sito web, principalmente con ancore quali “web agency” e “web marketing”.
All’inizio lo abbiamo fatto per ottenere popolarità nella community, poi ci siamo accorti che il vantaggio era tangibile in termini di posizionamento e la situazione mi è sfuggita di mano.
Dal 2013 ho provato a diversificare le ancore, ma la condivisione dei plugin aveva raggiunto livelli esorbitanti, che hanno reso innaturale il nostro profilo e inutile ogni tentativo che non fosse il disavow di tutti i siti web con i nostri plugin installati.
Poco prima di ricevere la penalizzazione stavo impostando il link nofollow a tutti i plugin e moduli creati, su suggerimento del nostro SEO.
In tre mesi di lavoro, con l’aggiornamento dei widget e i contatti con i webmaster dei siti web che li avevano installati ho portato a zero i milioni di link segnalati sui Google Webmaster Tools.
Tutto il mio lavoro per questa richiesta di riconsiderazione potete trovarlo nel documento al link seguente:

(qui avevamo linkato la tabella fatta su Google Drive con tutti i domini indicati nei webmaster tools, il numero di link, le URL coinvolte, le pagine di destinazione dei link, il nome del plugin/modulo, la versione del plugin/modulo, l’anchor text, lo stato del link, l’email di contatto, un campo note dove scrivere i siti che avevano aggiornato i plugin o dei quali avevamo chiesto il disavow, il campo con le mail per trovare gli “spacciatori” di plugin obsoleti).

In tale documento vedrete la lista di tutti i domini con link che puntavano al nostro sito web, gli indirizzi o form di contatto dei webmaster ai quali ho comunicato di aggiornare i plugin con il backlink nofollow, le date di invio della richiesta, più la tipologia di plugin installato, con tanto di ancora e link status (sia per il dominio con www sia senza).
Ci sono vari fogli compresi nel documento, per mostrarvi la mail di contatto che ho inviato ai webmasters e anche l’indicazione, per coloro che volessero eliminarlo, di come togliere il link nofollow.
Per tutti i domini che davano errori vari (404, account sospesi, malware) con link sospetti al nostro sito, ho allegato la richiesta di disavow inoltrata martedì 5 Agosto, ovvero 2 giorni fa. Per quelli che non ci hanno risposto non l’abbiamo ancora inoltrata, ma qualora fosse necessario provvederò a inviarla immediatamente.
Mi spiace molto per la mia leggerezza nel gestire questa situazione, che come azienda stiamo pagando a caro prezzo.
Ho predisposto tutto affinché da ora in avanti non si ripetano fenomeni di manipolazione del ranking di questo tipo, cosicché il nostro sito web sia sempre in linea con le linee guida di Google per i webmaster.
Rimango in attesa di un vostro gentile riscontro e mi scuso ancora per l’inconveniente.
Christian Lacchei
e-max srl

Dopo circa due settimane di attesa il sito web e il blog sono usciti dalla penalizzazione manuale per tornare ai vecchi livelli, anche di posizionamento.

Per la directory abbiamo dovuto penare qualche altro mese, con vari tentativi, link nofollow, mail sul Forum per i Webmaster di Google (grazie per la disponibilità a Roberta Remigi & Co.), salvo scoprire alla fine che il nostro blackhole bloccava i bot di Google, rendendo inattuabile ogni richiesta di riconsiderazione. Tolto il blackhole tutto è tornato a posto.

E il nostro profilo di link attuale?

Siamo passati dal seguente profilo datato 25 Agosto 2014:

Profilo di link e-max 2014
Anchor Text link e-max 2014

Al profilo attuale del 9 Giugno 2015:

Link e-max 2015
Anchor text e-max 2015

La differenza la fanno gli oltre due milioni di link nofollow raggiunti attualmente, una maggiore diversificazione dei testi di ancoraggio e delle pagine di destinazione.

C’è ancora strada da fare, per il fatto che gli “spacciatori” di plugin continuano a sporcare il profilo, ma col tempo la torta diventerà sempre più omogenea;-)

Conclusione

Le strategie di posizionamento si sono evolute con l’intelligenza di Google.
Tralasciando nicchie ancora ferocemente black hat, ciò che fa la differenza è la creazione di un piano di marketing che sappia integrare al meglio Content marketing, Social media marketing e SEO (intesa come ottimizzazione on-site).

La creazione di valore, da progettare insieme al cliente e NON per il cliente, è una strada più ostica rispetto alla link building vecchia maniera, ma che porta molto più vicino al perché, ovvera la chiave di una consulenza web efficace.

Perché stai vendendo i tuoi servizi? Quali valori unici ti spingono?

Comprendere il perché cambia prospettive, focalizza le azioni, porta i risultati.
Lo avessimo capito prima saremmo stati fenomeni. Oggi possiamo continuare a migliorarci sempre.

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