Codice etico del web marketing

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C’era una volta in cui il processo di ottimizzazione era semplice e la concorrenza molto rara, per cui per indicizzare una pagina bastava inserire alcune parole chiave attraverso l’uso dei meta tag, ripetendole nei contenuti della pagina. Vi erano anche poche aziende specializzate nelle pratiche di SEO.

Oggi questo settore (SEO – Search Engine Optimization) è altamente competitivo. Ci sono migliaia di aziende che offrono consulenza SEO. C’è anche un numero sempre in crescita di siti web, e di questi i siti ben indicizzati, sono sempre di più. Questo rende la competizione serrata.

Questo rende le cose difficili per chi offre servizi di SEO / SEM (Search Engine Marketing) e porta una buona percentuale di aziende ad utilizzare tecniche poco orientate al valore pur di ottenere la prima pagina di google.

Questo raramente fornisce alle aziende che utilizzano queste tecniche un vantaggio competitivo in quanto le aziende più solide e rispettabili che cercano servizi SEO oggi riconoscono che la garanzia del top 10 di google suona quantomeno sospetta.

Immaginiamo una società denominata “PincoPallino”, la quale ha un sito che vende alcuni prodotti. Ad eccezione della pubblicità del prodotto, questo sito non contiene tutte le informazioni utili per i visitatori ed il sito non è in alta classifica nei motori di ricerca.

Il signor Pinco Pallino (titolare della PincoPallino ovviamente) assolda la “GattoelaVolpe” sedicente azienda di web marketing per aiutarlo nel far salire al suo sito le SERP (Search Engine Results Page) perchè il signor Gatto sostiene che può indicizzare qualsiasi sito in prima pagina.

Il signor Volpe inizia il suo “lavoro di indicizzazione” e inizia a creare links di tutti i tipi, non pertinenti al settore del cliente, che puntano alla PincoPallino, crea un sistema di collegamenti con migliaia di links nascosti ed implementa alcune tecniche avanzate di spamming come la generazione di pagine dinamiche occultate, ecc…

Come risultato, la classifica della PincoPallino è inizialmente molto potenziata. Le visite crescono a dismisura e Pinco Pallino è molto felice e paga GattoelaVolpe.

Questi visitatori, però finiscono sul sito da parole chiave non inerenti al prodotto in vendita e non sono in relatà interessati ai contenuti di Pinco, anzi rimangono disturbati dalla differenza tra ciò che cercavano e ciò che in relatà è sulla pagina. Il risultato è che quasi nessuno di questi navigatori ha una conversione, cioè diventa cliente.

Come risultato il signor Pinco ottiene molto traffico inutile (e nel caso abbia una banda mensile di traffico, anche un aumento dei costi del sito) e nessun profitto reale.

Il motore di ricerca intanto, inizia a far scendere di popolarità il sito di Pinco, poichè si è accorto che il contenuto del sito è irrilevante alle parole di ricerca. Il motore di ricerca ha anche migliorato la sua capacità di riconoscere le tecniche “illegali” e fa crollare il sito del signor Pinco fino a toglierlo (per sempre) dai risultati di ricerca.

Naturalmente Pinco è molto insoddisfatto del risultato ottenuto con “GattoelaVolpe” e cerca di ottenere un rimborso che il più delle volte non riesce ad ottenere. La migliore delle ipotesi è che Pinco si veda restituito il suo denaro, ma il suo sito è ormai compromesso e deve investire per crearne un altro da zero.

Nessuno è soddisfatto in una situazione come questa, ma ciò purtroppo avviene molto spesso.

L’unica soluzione a queste situazioni è abbandonare del tutto le tecniche pericolose ed affidarsi ad un codice etico rigoroso che garantisca i nostri clienti da tecniche che mettono a rischio i loro investimenti distinguendoci dall’ondata di sedicenti aziende che offono servizi di web marketing miracolosi (noi ti posizioniamo nella prima pagina di google! e cose così…)

Noi abbracciamo e sosteniamo il codice etico di un noto esperto del settore: Bruce Clay

Codice etico del web marketing

È molto difficile definire, descrivere o persino caratterizzare accuratamente le tecniche etiche della SEO, in quanto ciò che viene autorizzato e accettato dai motori di ricerca è soggetto a costante perfezionamento.

Sebbene alcune pratiche siano inequivocabilmente spam, altre tecniche possono essere sia adoperate per scopi leciti, sia abusate con il fine di influenzare eccessivamente o ingannare i motori di ricerca.

La maggior parte degli operatori SEO capisce la differenza fra tecniche spam e antispam. Eppure non sempre gli operatori aderiscono a quelle antispam. Prendere la via più breve sui progetti dei propri clienti significa non apportare valore, se non causare danni irreparabili.

Tutte le parti coinvolte in un piano di sviluppo web devono lavorare per offrire informazioni rilevanti e di alta qualità agli utenti.

Come operatori del settore aderiamo volontariamente al Codice di Condotta SEOToolSet® che si riferisce all’ottimizzazione per i motori di ricerca:

  • Nessun operatore SEO utilizzerà intenzionalmente pratiche che presentino un determinato contenuto per i motori di ricerca e un contenuto visualmente diverso per gli altri visitatori.
  • L’ideale sarebbe che OGNI richiesta inviata ad uno specifico URL avesse lo stesso contenuto del server.
  • La dissimulazione non è di per sé dannosa, ma usarla per ingannare un motore di ricerca non è accettabile.
  • OGNI testo di un documento HTML dovrebbe essere visibile e di facile lettura per i visitatori del sito.
  • Poiché i motori di ricerca determinano l’attinenza di una pagina attraverso una parola chiave basata in parte dal “contenuto visibile”, l’utente del motore di ricerca si merita di vedere lo stesso “contenuto visibile” quando clicca su quella pagina.
  • Qualsiasi ricerca che offra due risultati diversi tra il contenuto che lo spider del motore di ricerca vede e quello che vede l’utente viene condisiderata un inganno.
  • L’uso della tecnologia con l’intento di celare il contenuto o l’importanza di determinati contenuti all’utente è del tutto inaccettabile.
  • Questo include l’utlizzo di tecniche di ottimizzazione ‘on-page-  e ‘bait and switch’, i controlli sul server e tutte le altre tecniche sviluppate per ingannare i motori di ricerca o gli utenti dei medesimi.
  • In parole povere,  indubbiamente esistono parecchi modi per “nascondere” il contenuto di un sito, i quali sono tutti ingannevoli e inaccettabili.
  • Nessun operatore SEO utilizzerà intenzionalmente il reindirizzamento (redirection) in maniera tale che i motori di ricerca (search engines) vedano un determinato contenuto e i visitatori dei ‘non-search engine’ ne vedano un altro.
  • L’ideale sarebbe che OGNI richiesta inviata ad uno specifico URL approdasse e rimanesse su quell’URL.
  • Non è accettabile trasferire rapidamente gli utenti ad una pagina che non abbia un contenuto indicizzato, usando comunemente il reindirizzamento o la programmazione ad eventi (event-driven).
  • Nessun operatore SEO produrrà intenzionalmente pagine multiple di contenuto identico o quasi identico allo scopo di influenzare i motori di ricerca.
  • L’ideale sarebbe che tutte le pagine del sito fossero uniche e che comprendessero un contenuto di valore per coloro che cercassero informazioni.
  • Ovviamente parecchi siti possono ristampare articoli, elaborare nuovi feed e vendere gli stessi prodotti, ma le informazioni esperte sono tali solo se sono uniche.
  • Non si arricchisce l’esperienza dell’utente con i risultati ai primi posti aventi versioni artefatte del medesimo contenuto.
  • Nessun operatore SEO utilizzerà software per creare automaticamente  pagine di alcuno o di limitato valore.
  • Le pagine create automaticamente contengono di solito il cosiddetto ‘gibberish’ (termine generico per indicare un gioco linguistico consistente nel formare parole senza senso) e solitamente sono prive di significato grammaticale o logico, quindi nuocciono l’esperienza dell’utente.
  • In generale è sottinteso che la creazione di centinaia o migliaia di pagine indicizzabili, nel tentativo di effettuarne il posizionamento, è inaccettabile.  Tuttavia, anche le pagine ‘database driven’ sono generate automaticamente così pure sono i risultati dei motori di ricerca stessi, perciò non tutte le pagine automatiche si possono ritenere negative.
  • Nessun operatore SEO parteciperà intenzionalmente ad una ‘Link Farm’ (pagina o sito web che contengono un numero notevole di link). Nessun sito può controllare chi si collega a loro. Tuttavia il vostro sito non deve partecipare ad un programma in cui i siti indipendenti si collegheranno l’un l’altro allo scopo di aumentare artificialmente il posizionamento. Se il link è valido, va benissimo così. Viene invece considerato inaccettabile qualsiasi link avente il fine di ingannare i motori di ricerca.
  • Ogni operatore SEO adopererà tutta la propria abilità per mantenere l’integrità dell’esperienza di ricerca.
  • Noi tutti dobbiamo considerare gli effetti dei nostri sforzi di ottimizzazione, sia riguardo al posizionamento del sito del cliente, sia riguardo complessivamente ai risultati del motore di ricerca.
  • Se qualunque tecnica di ottimizzazione riducesse l’esperienza dell’utente di un motore di ricerca, non varebbe la pena usarla. Dopo tutto, l’obiettivo dell’ ottimizzazione di un motore di ricerca non è semplicemente raggiungere il  posizionamento dei siti, ma è rendere le informazioni esperte più accessibili agli utenti mediante le ‘query’ ad un motore di ricerca.
  • Ogni operatore SEO adopererà tutta la propria abilità per mantenere l’integrità dell’industria SEO.
  • Tutti gli operatori SEO si devono impegnare a sostenere il comportamento etico e professionale nel praticare l’ottimizzazione dei motori di ricerca.  Questo impegno fermo e costante migliorerà la reputazione dell’operatore SEO come professionista onesto e operoso.  Inoltre, aiuterà l’operatore a mantenere onesti e sani rapporti con i loro clienti, i motori di ricerca e gli altri professionisti SEO.
  • Ciò a sua volta contribuirà a migliorare la reputazione dell’industria SEO nel suo insieme.

Ti invito anche a leggere come intendiamo noi una consulenza web di valore.


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