SEO White Hat: come posizionare al meglio il proprio sito su Google

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white-hat-SEOGiocare secondo le regole con pazienza e costanza per raggiungere i propri obiettivi di business o usare tecniche automatizzate a rischio di penalizzazione per risultati immediati?
Ho già spiegato in un precedente articolo che le tecniche SEO White Hat rispettano i criteri stabiliti da Google e i principali motori di ricerca per il posizionamento delle pagine web.
Queste tecniche comprendono la costruzione di siti user-friendly e informativi, nonché di materiali multimediali qualitativi per ottenere alto apprezzamento dagli utenti web e di conseguenza dai motori di ricerca.
Le tecniche SEO Black Hat, al contrario, mirano a ingannare i motori di ricerca facendo credere al contempo che le regole vengono rispettate.
Siamo alla gara tra tartaruga e lepre. In velocità pura non c’è storia, ma alla lunga vince chi gioca pulito, chi ha la costanza e la passione di creare qualcosa di utile per i propri utenti sul lungo periodo.
E allora vediamoli insieme alcuni consigli sul gioco pulito non per tagliare il traguardo per primi, ma per raggiungere il traguardo che conta: la considerazione e l’interesse degli utenti web.

Cose da non fare

Prima di approfondire la guida per la perfetta SEO White Hat, soffermiamoci su qualche punto critico. E non parlo di keyword stuffing o di link building di bassa lega, quanto di errori nei quali capita di incappare anche ai SEO professionisti.
1) Privilegiare la quantità sulla qualità. Sembrerebbe una banalità, ma dal momento che il web è sempre più inondato da materiale pietoso, forse non è un concetto completamente assorbito da tutti. Meglio creare 5 pezzi ben sviluppati e informativi piuttosto che dieci simili e di bassa qualità. Creare contenuti belli premierà i tuoi sforzi molto più di tanta fuffa inutile.
2) Mantenere i contenuti generici.  Tante aziende hanno una gran paura di infondere personalità e spirito nei loro contenuti. Per aumentare le visite e suscitare interesse nel proprio pubblico bisogna avere il coraggio di dare sfogo alla propria voce e diventare una personalità facilmente individuabile. Non si può essere d’accordo con tutti sempre: avere una propria opinione ed esprimerla, a costo di essere scomodi, alla lunga è l’atteggiamento che il lettore privilegia.
3) Non riuscire a fornire valore. Un sacco di contenuti di marketing ad oggi (nonostante tutti i buoni propositi) finiscono per limitarsi alla vendita palese da parte delle aziende dei loro proddotti e servizi tramite autoincensazione. Quello che vuole sapere un consumatore sono i vantaggi che può ottenere da una transazione e si ferma a cercarli solo se attirato da dettagli che ritiene rilevanti.

Offri ai tuoi clienti potenziali

  • informazioni approfondite;
  • approfondimenti sul come fare;
  • widget funzionali e inerenti al loro tema di interesse (non solo ai tuoi prodotti e servizi).

Sembrano piccoli accorgimenti ma sono fattori in grado di rendere un’azienda sul web un’azienda di successo piuttosto che la solita tra le tante presenti su Google.

4) Cercare di ingannare i motori di ricerca. Non bisogna confondere la SEO con una sfida ai motori di ricerca, e non parlo solo dei webmaster o dei SEO professionisti, mi riferisco anche a tanti clienti che si aspettano risultati immediati pagando solamente trecento euro al mese. La qualità paga nel lungo periodo, ma spesso si può creare soltanto se il cliente comprende il suo ruolo attivo all’interno delle attività che compongono le campagne di ottimizzazione SEO, di promozione SEM, di inbound marketing e social media marketing.

Il test per una perfetta SEO white hat

Per essere sicuri di svolgere un lavoro di qualità quando si pubblica un articolo con obiettivi di marketing, basta porsi le seguenti domande:

  1. Sto dicendo qualcosa di originale, o sto offrendo un approfondimento su un argomento conosciuto, ma da un’angolatura che non è ancora stata affrontata?
  2. Sarei orgoglioso di mettere il mio nome su questo pezzo, e non solo quello della società che rappresento? Posso mostrarlo con orgoglio ad amici e colleghi?
  3. Questo contenuto riuscirà a spingere i miei lettori a commentarlo e/o a condividerlo?
  4. Ho curato abbastanza la grammatica e la struttura delle frasi?

Se per una di queste domande la risposta è no, il contenuto non è pronto per il debutto.
Google privilegia la personalizzazione dei contenuti, e di conseguenza guadagna posizioni sulle pagine dei risultati solo chi produce qualità reale per gli utenti.

Altri suggerimenti sulla White Hat SEO

Al di là dei trucchi del mestiere per quanto riguarda i contenuti, ci sono altre pratiche di SEO White Hat dalle quali si possono trarre importanti benefici.

  • Estendi le tue campagne SEO su più domini e indirizzi IP. Utilizzando Hosting IP di Classe C, puoi migliorare i tuoi risultati di ottimizzazione in modo significativo. L’Hosting a fini SEO è molto diverso dal tradizionale modello di Hosting, dal momento che un IP di Classe C ti dà la possibilità di diversificare le tue campagne di marketing su più indirizzi IP. Questa è anche la soluzione di hosting ideale se stai cercando di creare collegamenti tra vari siti web, per migliorare il posizionamento dei siti che promuovi. Ovviamente l’efficacia della Web Hosting SEO dipende dai singoli obiettivi delle campagne, non sempre adatti a questo tipo di tattica.
  • Focalizzati sulle conversioni prima di tutto. Molte campagne SEO si concentrano troppo sulla creazione di traffico web, e non abbastanza sul come convertire i clienti una volta che arrivano sul nostro sito web. Il tuo sito web va studiato e curato con estrema premura. Da un lato devi popolarlo di contenuti di qualità, ma – prerequisito altrettanto cruciale – devi studiare i percorsi di conversione degli utenti in modo che garantiscano il maggiore tasso di conversione possibile. Senza questa priorità ben stampata in mente tutte le pratiche SEO sono gettate alle ortiche.
  • Trasforma il tuo link building in un link burning altamente infiammabile. Proprio come per i contenuti, fare link building tanto per fare mucchio non porta a niente di positivo, anzi. La parola chiave non è più solo “costruire” backlink di qualità, essenziali per qualsiasi strategia di SEO, ma portare gli utenti a creare, a condividere, a linkarsi ai tuoi contenuti, insomma ad appiccare un fuoco che possa propagarsi alla grande nel bosco sociale digitale:
  1. Qualità,
  2. diversificazione;
  3. relazioni contestuali con altri siti autorevoli (meglio se influencer del settore);
  4. condivisione sociale virale.  

E dalle ceneri della mediocrità nascerà la fenice del tuo successo sul web.

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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7 comments
consulente seo says 09/09/2013

ciao, ottimo articolo. ti volevo fare una domanda perchè anch’io credo nei contenuti e nell’ abbassare la frequenza di rimbalzo ad esempio, o nel rendere un contenuto virale. noto spesso però che sui miei siti, o quelli che gestisco arrivano commenti con link a siti con keyword ( praticamente come ho fatto io adesso) l’ unica differenza è che tu ad esempio parli di seo ed il mio sito è seo, mentre quelli che arrivano a me sono siti in altre lingue di altre nicchie etc etc. la mia domanda sul white hat seo è questa comunque : i commenti fatti in questo modo, ( che prima venivano abusati) servono ancora ? tu li usi, e soprattutto google li considera black hat seo ? sarei grato di una risposta perchè la domanda è reale, non ho mai usato i commenti se non per interagire con i proprietari dei blog. ciao da roberto

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    Matteo Landi says 13/09/2013

    Ciao Roberto, secondo me pensare come vorrebbe Google (quindi White hat) è pensare a cosa può essere utile agli utenti web. Un sito di Viagra che commenta genericamente in inglese un articolo in italiano non apporta nessun valore. Quindi la risposta alla tua domanda è No, i commenti fatti in questo modo non li uso, e Sì, per me è SPAM (il black hat che molti continuano a fare, ma che non apporta nessun valore reale, quindi a che pro?).

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      consulente seo says 04/10/2013

      Grazie della risposta. sai qual’ è il problema. è che negli anni ho notato persone , anzi agenzie posizionare interamente i propri siti con commenti di questo tipo. un po di fifa l ho sempre avuta io personalmente di utilizzarlo sui siti dei miei clienti e quindi non l ho mai fatto, ammazzandomi di lavoro.
      Oggi però , che sembra viaggiare tutto contro i commenti ed i relativi backlink da commenti ho deciso di fare una prova.
      commentare siti a tema e vedere che succede creando una certa % di backlink follow e nofollow.
      ho iniziato con consulente seo, la key che vedi. il tuo sito mi restituisce un nofollow, ma nonostante ciò, in pochi giorni il mio sito per quella keyword è salito in terza posizione su google a livello italiano. che non sia realmente considerato spam come lo faccio io ? oppure c’è sempre il desiderio di non svelare il fatto che i commenti sono una manna dal cielo ( puoi rispondermi anche in privato). ciao e complimenti

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        Matteo Landi says 07/10/2013

        Ciao Roberto, come ti dicevo secondo me commentare in maniera contestuale e intelligente non può essere considerato spam da Google. Poi magari hai fatto il commento per migliorare il tuo posizionamento o quello dei tuoi clienti, ma se il commento è ragionato e alimenta discussioni è comunque un bene per l’intero meccanismo dell’interazione utenti/motori di ricerca. Che poi il tuo sito si sia posizionato in terza posizione su Google.it per un commento nofollow la vedo molto dura (forse intendevi in terza pagina?), anche se mi farebbe molto piacere per entrambi;-)
        Comunque grazie dei complimenti e buona sperimentazione.

        Ps. Fammi sapere se dopo questo commento migliori ancora…

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Alessandro says 12/09/2013

Questo articolo riesce a dare, con apprezzabile chiarezza, le idee di base per alcune buone pratiche SEO. Lo condividerò sui miei canali social. 🙂

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Felice says 27/09/2013

ciao, io volevo fare una domanda.
Ho un portale di annunci immobiliare di milano. chiaramente il sito presente una lista di annunci di vario genere di milano e provincia, annunci, che sono visibili anche su altri portali. com’è possibile in questo senso (cioè avendo contenuti duplicati) rispettare le regole che hai scritto in basso? (Qualità, diversificazione). Credo che sia un bello spunto. un saluto,
Felice.

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    Matteo Landi says 09/10/2013

    Ciao Felice,
    ogni sito web prevede soluzioni differenti. Nel tuo caso potrai migliorare la navigazione per l’utente a livello grafico e di usabilità, potrai ottimizzare il codice delle tue pagine e creare dati strutturati per Google, potrai mantenere attivo il blog, così che gli utenti abbiano sempre un punto di riferimento utile nel proprio settore di ricerca.
    Personalizza fin dove puoi, ma chiaramente se il sito è fatto per condividere contenuti duplicati manterrà sempre certi limiti strutturali. Considera però che la tua nicchia di mercato prevede le stesse difficoltà anche per i concorrenti, dunque alla linea di partenza l’handicap è comune;-)

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