SEO burning: chi odia il termine SEO?

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Qualche giorno fa ho letto questo articolo di Sean Jackson (Copyblogger) nel quale senza mezze misure rivela di odiare l’acronimo “SEO”. La sua missione? Sradicare il termine SEO una volta per tutte.
Solo il termine però, non le pratiche. Vuole sostituire il termine con ciò che intendiamo davvero quando diciamo “SEO”.
E sotto ispirazione rockettara propone OC/DC (Optimizing Content for Discovery and Conversion), un termine più preciso di SEO, che descrive esattamente ciò che una strategia di marketing dei contenuti deve racchiudere per avere successo.

Io personalmente mi ci sono affezionato a questo acronimo, l’ho visto evolvere in Search Experience Optimization e l’ho ribattezzato Sognare, Essere, Osare. No, sono decisamente contrario alla pena di morte.
D’altro canto è vero che il bisogno di ampliare gli orizzonti della Search Engine Optimization deriva anche dall’accezione “spammosa” che ha assunto il termine SEO negli ultimi anni.

Facendo questo mestiere so bene che troppo spesso il lavoro dei SEO viene confuso con pratiche poco professionali, quali l’acquisto di link e/o lo spamming per ottenere migliori posizionamenti su Google. E ho trovato conferma di questo disagio anche nell’articolo di Dario Ciracì, che spiega in maniera interessante la competenza profonda che invece racchiude la professione del SEO.

Ma torniamo all’articolo super ROCK di Sean.

Cosa intendiamo quando parliamo di “SEO”?

Raramente un SEO professionista si limita all’ottimizzazione del codice delle pagine web per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.
In realtà, la maggior parte delle persone che hanno iniziato come esperti SEO hanno trasformato i loro servizi nel corso degli anni fino a comprendere l’intera gamma di attività realative al Content Marketing (e non solo, aggiugerei io).

“OC/DC” — il nuovo SEO

Quello che la gente intende quando dice “SEO” è l’idea di ottimizzare i contenuti affinché vengano trovati e generino conversioni attraverso un ampio spettro del mondo web… non solo attraverso i motori di ricerca.
Pensaci: quando ottimizzi il tuo sito, è solo per indicizzarlo su Google o anche per obiettivi più specifici?
Chiaro che per molti siti il traffico proveniente da Google è importante. Ma i siti ottengono traffico da un’ampia varietà di fonti: Social media, blog correlati, e così via.
Sono solo i motori di ricerca l’unica fonte di traffico seria? Certo che no. Eppure noi continuiamo a chiamare “SEO” tutto l’insieme di tecniche per ottenere traffico organico. Un po’ limitativo, sono d’accordo Sean.
Ottimizzare i contenuti affinché vengano letti e possano portare conversioni, “OC/DC” in breve (Optimizing Content for Discovery and Conversion… in italiano non è proprio immediato), racchiude l’idea di amplificare la portata e i risultati dell’azione di creazione dei contenuti.

OC/DC definisce un nuovo ruolo per l’attività di SEO, ampliandone lo scopo e l’applicabilità a ciò che realmente compie un marketer online professionista.
Le vere rock star della Search Optimization hanno sempre saputo che è altamente svalutante misurare il successo del loro lavoro in funzione del raggiungimento di una prima posizione su Google.
Ora è giunto il momento per OC/DC di sostituire SEO nel lessico del marketing online… e lasciare gli spammer e i contrabbandieri di link nella pattumiera della storia (Amen Sean).

OC/DC può essere pensato su due distinte aree di intervento:

  • Ottimizzazione esterna
  • Ottimizzazione on-site

Con ottimizzazione esterna si intende il traffico generato verso il tuo sito, e le finezze necessarie per migliorare la quantità e qualità di questo traffico in entrata.
La parte esterna di OC/DC comprende numerose sorgenti di traffico – i motori di ricerca, i siti di social media, i blog, i siti di condivisione come Slideshare.net e le fonti di contenuti RSS come Business Insider.

L’ottimizzazione on-site finalizza la maggior parte di questi sforzi esterni. Migliorare la quantità e la qualità del traffico infatti aiuta solo se i visitatori quando arrivano sulle tue pagine web compiono le azioni che desideri.
I tempi di caricamento, l’utilità dei contenuti, il design responsive e la facilità di conversione sono tutti racchiusi all’interno della parte on-site di OC/DC.
Una volta compresa l’ampiezza di ciò che comporta OC/DC, è facile comprendere il suo ruolo cruciale nella realizzazione di una strategia intelligente di marketing dei contenuti.

Scopriamo OC/DC nella pratica

Armati di questo concetto nuovo e migliore, come possiamo applicarlo al nostro marketing online?
Qui di seguito ecco sei tattiche che si possono attuare subito come parte del tuo impegno per ottimizzare la visibilità e la capacità di conversione dei contenuti.

1. Migliora la simmetria dei contenuti

Tutti i pezzi di contenuti sul tuo sito dovrebbero essere coerenti tra loro e integrarsi alla perfezione.
Se sei stato attivo nella creazione di contenuti, questo può essere un buon momento per fermarsi e modificare i contenuti esistenti.
Per esempio…
Modifica i titoli. Si parla molto dell’importanza dei titoli, quindi non può essere una sorpresa che noi spesso aggiustiamo i titoli di contenuti già pubblicati su Copyblogger (sempre Sean che parla;-). Soprattutto questa pratica è utile nei post che hanno ottenuto poco successo in termini di visibilità.
Controlla i link interni. Magari in alcuni post non hai linkato i tuoi precedenti articoli che trattavano un argomento simile. Dai uno sguardo ai primi articoli che stanno portando la maggior parte del traffico, e controlla se puoi linkare un tuo lavoro recente. (Ricorda: il tempo di permanenza conta per aumentare le conversioni, quindi più link fai alle tue risorse interne, maggiori saranno le possibilità di tenere gli utenti sul tuo sito.)
Migliora le Call to action. Chi se ne frega se hai portato un sacco di visitatori se poi questi visitatori non compiono le azioni che desideri. Fai dei test per vedere quali sono le forme e i contenuti più efficaci per le tue call to action.
Trasforma le tue liste in post singoli. I post fatti a lista sono il format ideale per attrarre visitatori sul tuo sito. Se sei alla ricerca di nuove idee e contenuti crea dei post usando i singoli punti delle tue liste di successo e crea link interni per unirli tra loro.
Rinnova le parole chiave. L’aggiornamento di Google Hummingbird ha posto un’enfasi nuova sulla semantica delle parole chiave all’interno dei tuoi contenuti. Ancora una volta, trascorri qualche ora a rivedere i tuoi vecchi post per controllare se si indicizzano sulle parole chiave giuste (scopri di più sulla SEO Semantica).

2. Il design mobile responsive è un requisito imprescindibile

Il traffico Web da dispositivi mobili è in continua crescita.
Se il tuo sito non è correttamente ottimizzato per la miriade di dispositivi mobili in circolazione, allora stai gravemente limitando i tuoi sforzi di OC/DC.
Fortunatamente, ci sono molti template in commercio già perfettamente ottimizzati per i dispositivi mobili e pronti da usare.

3. Punta a 3 secondi di caricamento (al max)

Gli adepti OC/DC sono convinti che un sito lento porti a una perdita in termini di business.
Quindi è importante usare un Hosting provider serio, veloce, affidabile e sicuro e controllare il tempo di caricamento delle vostre pagine web utilizzando strumenti come WebPageTest.org e trovando modi per ottimizzare il caricamento della pagina.

4. Studia i metodi di attribuzione del contenuto al di là di Google

L’authorship di Google ha ottenuto un sacco di pubblicità nella comunità del content marketing. AGGIORNAMENTO 2014:Google ha abbandonato il progetto dell’authorship, deludendo parecchi webmaster e SEO.
Bing dal canto suo sta iniziando a integrare nei risultati di ricerca il profilo LinkedIn, una sorta di risposta all’authorship di Google.

5. Riproponi contenuti già pubblicati

Business Insider è l’esempio per eccellenza.
In pratica riposta contenuti autorevoli usando il meta tag “rel=canonical” per fare un backlinck al post originale (una volta ottenuto il permesso dall’autore).
I siti citati incrementano la loro visibilità, mentre Business Insider può offrire un sacco di contenuti agli utenti. Una strategia win-win.
Dunque per rendere più visibili i tuoi contenuti cerca siti disponibili a ripostare i tuoi articoli con il tag “rel=canonical”.

6. Crea le tue survey personali

Pubblica i dati delle tue ricerche di mercato e diventa una vera rock star del tuo mercato.
Una volta che hai completato sondaggi e ricerche, pubblicali in tanti formati diversificati:

  • Report scaricabile dal tuo sito;
  • Infografica con i dati salienti;
  • Presentazione da condividere su SlideShare.net;
  • Video da postare su YouTube;
  • Webinar per discutere i risultati dell’analisi;
  • Comunicato stampa;
  • Guest post sui risultati della ricerca;
  • Presentazione dei dati in un public speaking.

Con qualche centinaio di dollari hai almeno otto modi per generare contenuti… da una sola ricerca (insomma trasformi le tue analisi di dati in link bait molto utili). Et voilà, ottieni visibilità.

Grande Sean, grazie dell’articolo molto rock. Ovviamente il termine SEO tormenterà i nostri incubi, perché brucia in un rogo inesauribile di significazione.
E assumerà nel tempo le forme che i mangiafuoco SEO decideranno di assegnargli.

SEO is Dead - Infographic
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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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3 comments
Alessandro says 26/03/2014

Oh, ogni tanto capita di leggere qualcuno che dice chiaramente che la SEO non è banalmente il dare la caccia alla prima pagina su Google! Articolo che contiene anche altre verità. Molto ben fatto!

Reply
SEOCIAL: non è un paese per backlink says 18/12/2014

[…] il fattore predominante per il posizionamento su Google) ad oggi non è più così. Ovvio? Per i mangiafuoco SEO forse, per i loro clienti molto meno. Sai bene che Google è e sarà sempre più efficace nel […]

Reply
E-commerce SEO: creare link senza scrivere contenuti says 18/12/2014

[…] tue azioni SEO (qui intendo la SEO nella sua accezione allargata di SEO BURNING) la creazione di contenuti di qualità è solo una parte del mosaico che devi […]

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