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seo semantica pasticciaccio

Quer pasticciaccio brutto della SEO Semantica: dai tacchini al significato delle parole

Scritto da matteo on . Postato in Web Agency

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seo semantica pasticciaccio

Da quando Google ha annunciato il nuovo algoritmo Hummingbird ad Ottobre 2013 si è cominciato a (ri)parlare in maniera massiva di Semantica associata alla SEO.
La discussione nel mondo degli studiosi SEO si è infiammata con dibattiti molto accesi, che ho deciso di riassumere in questo post per mio interesse personale e per tutti i Seofiti amanti della materia, che come me vogliono imparare dai migliori.

Rileggendo il mio articolo sulla Ricerca semantica, liberamente tradotto da un post di Amanda de Silvestro più di un anno fa, mi rendo conto di quanto vaghe possano essere certe informazioni, senza che sia fornita al contempo una base di ricerca più approfondita.
Allo stesso tempo credo che chi nutre un certo interesse per un tema specifico dovrebbe approfondirlo il più possibile, cercando e studiando tutte le fonti e le discussioni dove questo argomento viene sviscerato.
Ma siccome non tutti hanno lo “sbattimento” di seguire o trovare tutto il materiale utile alla propria crescita personale, ogni tanto è utile avere qualcuno che tira le fila al posto tuo.

Quer pasticciaccio brutto della SEO semantica

L’artificiere della tenzone sulla SEO Semantica e sull’appropriatezza o meno di questo accostamento di termini è Francesco Margherita, colui che “Lo vede che stuzzica? Che prematura anche”, il SEOciologo di Seogarden che ha iniziato dal 2013 a scrivere di LSI (Latent Semantic Indexing) e LDA (Latent Dirichlet Allocation) usata come “tecnica di posizionamento basata sulla semantizzazione dei topic all’interno di contenuti web”.
Giusto per farla semplice… di Semantica applicata alla SEO.
Il bravissimo Francesco Margherita approccia il tema del posizionamento delle pagine web sui motori di ricerca seguendo la sua estrazione di Sociologo, che vede la SEO come una scienza sociale.
Ma in particolare è il suo caso di studio SEO Semantica, un Esempio Concreto del 5/03/2014 a innescare la prima vera tenzone ideologica fra professionisti SEO.
Nella pagina di discussione aperta su Google+ Francesco trova una corrente di pensiero che tende a ridimensionare le sue proposte.
Questa corrente è rappresentata dal suo nome più autorevole in campo SEO, ovvero da Giorgio Tave, che commenta così:

Di sicuro è uno studio molto interessante, senza dubbio inserito nel contesto giusto si passano delle informazioni che ancora oggi sono dure a far capire anche a molti SEO.
Tuttavia non è Semantica pura, quello che hai fatto è uno studio sull’espansione della query prendendo come buono il concetto dell’LSI (che funzionava molto), che oggi è ampiamente superato (anche se non fa assolutamente male parlarne ;))

In questa discussione lunghissima che coinvolge tantissimi SEO da tutta Italia e assume a tratti toni parecchio accesi, Giorgio cita un topic del 17/12/2005 “Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare…” iniziato da Enrico Altavilla, per spiegare le origini della svolta nel modo di fare SEO della comunità GT, orientato allo studio dell’Information retrieval e alla comprensione delle logiche che muovono i motori di ricerca.


Anche per chi non ci capisce una mazza di matematica questa discussione storica merita una lettura, perché permette di comprendere meglio la posizione di Giorgio, anche in ottica di quello successo pochi giorni fa.

Dai tacchini all’importanza delle parole

Nel gruppo Fatti di SEO su Facebook il 3/09/2014 esce il bell’articolo di Antonio Ricciardi La semantica, le parole e la keyword research che innesca una nuova precisazione di Giorgio, non tanto per la riflessione filosofica di Antonio a partire dal concetto di “keyword” (della quale consiglio la lettura), quanto per un passaggio nel quale Antonio sostiene che Google usa gli algoritmi LSI e LDA: affermazione falsa per Giorgio, secondo il quale

Ci sono vari articoli in giro di persone che studiano quello e dicono che è una bufala al pari della keyword density. E lo dicono in modo forte e palese.

Insomma, veste i panni di Michele Apicella alias Nanni Moretti nell’indimenticabile Palombella Rossa quando si rivolge alla giornalista dicendole “Ma come parla? Le parole sono importanti!”.
A parte gli scherzi, i toni di Giorgio sono decisi, ma molto più pacati rispetto a quelli di Morettiana memoria.
Le repliche non si fanno attendere, in particolare riporto quella di Francesco Margherita:

Per me la sfida è sempre stata trovare quello che manca, proprio perché cerco di evitare di cadere nel famoso paradosso del “tacchino induttivista”.

Che ridano pure…

05/09/2014 – In Che ridano pure… Francesco Margherita riassume e sostiene la bontà della sua posizione sulla Semantica applicata alla SEO, proponendo in maniera ironica la sostituzione all’algoritmo LSI con quello PAP (pasta al pomodoro – idea di Alex Alessadrini) e rivendicando la possibilità di percorrere nuove strade, seguendo i risultati positivi ottenuti dal suo lavoro sul campo.
Il commento molto completo e dettagliato di Giorgio Tave all’articolo a livello concettuale si riassume con l’affermazione seguente:

Lo ripeto: funziona quello che fai, ma arrivi a delle conclusioni errate. Che producono, di riflesso, articoli e divulgazione sbagliata.
Io non sono “solo” un divulgatore come dici tu, ma sono di frontiera molto più di quello che pensi, solo che quando si tratta di fare informazione corretta, bisogna che tutti diamo i nomi giusti alle cose.
Detto questo, le cose che stai facendo, trovare strade non battute, noi le facciamo da una vita.

A livello tecnico viene rafforzato da un suo successivo post sul Forum GT datato 06/09/2014 con tante fonti utili per SEO, LSI (Latent Semantic Indexing), la Semantica e quello che prima dovresti sapere.
In particolare consiglio la lettura della discussione del 27/11/2013 dal titolo Sviluppo tool basato su algoritmi IR, nella quale Giorgio Tave ha coinvolto Enrico Altavilla (padre putativo di questo argomento sul Forum GT), il quale ha commentato nel modo seguente:

Il problema non è costituito solo dal fatto che le formule usate da Google sono sconosciute ma anche dal fatto che Google applica queste formule all’intero web. Per esempio, se io volessi calcolare un indice di vicinanza semantica tra due parole potrei sfruttare la loro co-occorrenza sul web. Quindi per fare questo calcolo ho bisogno di analizzare l’intero web e questa quantità di dati ce l’hanno solo Google, Bing e pochi altri.

La comunità SEO cresce, quindi anche i clienti?

Questo tipo di accese discussioni fanno sempre bene alla crescita di una comunità scientifica, perché sono il simbolo di una vitalità intrinseca, che afferma la sua identità grazie alle sue differenze interne.
Chissà se anche i clienti che mi chiedono la SEO per triplicare il fatturato o che non hanno idea di cosa significhi il termine “SEO” (casi reali) potranno un giorno migliorare la loro consapevolezza della materia, anche (e non solo) perché ho usato i termini nella maniera appropriata.
Vedremo. Nel frattempo mi auguro che tra “SEO informatici” e “SEO letterati” continui questo bel dibattito, dandosi sempre più la possibilità che a crescere non siano le creste, ma le teste di tanti tacchini Seofiti che farebbero volentieri a meno di trovarsi un bel giorno cotti in tavola.

E tu che ne pensi?
Se mi sono perso qualcosa sarò contento di leggermelo e condividerlo;-)

PS: A proposito di crescita comune, vorrei citare l’iniziativa di Beatrice Niciarelli La vita è ora!
Un esempio di passione e di coraggio che mi fa bene al cuore e che andrebbe condiviso con tutti quelli che conosciamo e anche di più.

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Commenti (7)

  • I fattori di posizionamento SEO 2013

    |

    […] a migrare completamente il suo algoritmo verso la ricerca semantica, da non confondere con la SEO semantica. Ecco perché in un sito web rimane ancora importante scrivere descrizioni di pagina originali, […]

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