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3 errori SEO da evitare negli ecommerce

I 3 errori SEO più comuni negli e-commerce

Scritto da Filippo Jatta on . Postato in Web Agency

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3 errori SEO da evitare negli ecommerce

In questo articolo voglio mostrarti quali sono i tre principali errori SEO che mi trovo spesso a fronteggiare quando devo ottimizzare un e-commerce per migliorarne il posizionamento su Google.

La SEO, cioè l’ottimizzazione dei siti web per i motori di ricerca, ha come obiettivo quello di portare un sito web ad essere visibile su Google e gli altri (molto secondari come importanza) motori di ricerca.

La logica di base è questa: Google vuole mostrare i siti migliori e più autorevoli, quindi cerca di ragionare come fosse un essere umano.

Tutto il lavoro che vien fatto sull’algoritmo di Google, infatti, ha l’obiettivo di rendere il motore di ricerca sempre più intelligente, e rendere le SERP ricche di risultati apprezzati dagli utenti.

Per ottimizzare un sito web e posizionarlo su Google, quindi, in parte bisogna immedesimarsi nei potenziali visitatori che visitano il nostro sito web.

Questa operazione non è però sempre soddisfatta, perché spesso si è troppo concentrati sul proprio progetto e troppo poco sugli utenti che potrebbero cercarlo e visitarlo.

Nelle decine di e-commerce che ho ottimizzato ho spesso riscontrato un problema di “immedesimazione”, appunto. In realtà si tratta di errori “tecnici”, cioè di impostazioni errate dei siti.

Lasciando perdere per un attimo il posizionamento su Google, però, questi errori non verrebbero alla luce se si pensasse con le menti di chi ha bisogno dei prodotti che vendiamo.

Iniziamo allora.

Errore SEO 1: mancanza di parole chiave obiettivo

Il primo passo da compiere per posizionare un sito web in prima pagina su Google è quello di decidere per quali ricerche (parole chiave) si vuole raggiungere la prima pagina.

Detto così può sembrare scontata, ma non lo è.

Per farlo si possono usare diversi tool che mostrano le ricerche e i relativi volumi, ma in molti casi i proprietari di e-commerce non li usano.

In pratica non decidono per quali ricerche arrivare in prima pagina, e poi ovviamente si lamentano del fatto di non avere visibilità.

Se tu vendi un giubbino rosso da donna, ad esempio, è utile controllare se “giubbino rosso donna” ha un numero di ricerche rilevante.

In caso affermativo tali termini vanno poi inseriti nei punti strategici della pagina web (titolo, url e così via).

Troppo spesso, invece, mi trovo dinanzi a e-commerce che, nei punti strategici hanno invece sigle e codici, ad esempio “giubbino mod.89328”. Questo perché incollano nelle loro pagine web gli stessi titoli e contenuti che gli vengono forniti dai produttori.

Il problema è che i produttori organizzano il proprio magazzino basandosi su metodi di ricerca interna, ordinando i prodotti per codici e non per descrizioni.

Tale metodo di gestione è certamente efficiente per loro, perché riconduce a ogni singolo codice un singolo prodotto.

Tuttavia è arduo pensare che una ragazza alla quale serva un giubbino, invece che “giubbino rosso donna”, cerchi “giubbino mod.89328”.

All’interno delle pagine web degli e-commerce vengono lasciate quindi le sigle fornite dai produttori, facendo posizionare le pagine per parole chiave con ricerche prossime allo zero.

Come rimediare

Il metodo per rimediare è abbastanza intuitivo a questo punto: dovresti, quando si inseriscono contenuti nel sito web, pensare (come accennavo prima) con la testa dei visitatori: come cercherebbero loro i miei prodotti?

Come potresti presentare ciò che offri in maniera accattivante?

Ecco, ponendosi una tal domanda verrebbe spontaneo inserire dei testi e descrizioni più interessanti per chi cerca i nostri prodotti, evitando inutili sigle e codici.

Errore SEO 2: contenuti duplicati

Una conseguenza di questo è l’utilizzo dei materiali testuali forniti dai produttori come contenuto delle pagine web.

Qui sorge un altro problema: il produttore fornisce gli stessi materiali testuali a tutti gli e-commerce. Quindi tutti gli e-commerce che li usano avranno una quantità non indifferente di contenuti duplicati sul proprio sito web.

Google non ama i contenuti duplicati. Google sa che per gli e-commerce, tuttavia, esiste un problema di questo tipo, quindi la duplicazione non comporta direttamente una penalizzazione.

La maggior parte delle penalizzazioni dovute a contenuti duplicati, infatti, sono dovute (almeno nella mia esperienza) a contenuti duplicati internamente allo stesso sito, e non tra diversi siti. Ma non approfondisco questo aspetto perché meriterebbe un intero articolo.

Tornando a noi, si otterrebbe certamente un miglioramento della visibilità inserendo dei contenuti unici e corposi nelle pagine web, sia nelle categorie che nelle schede prodotto.

Le pagine si indicizzerebbero per un numero maggiore di ricerche, a beneficio della visibilità online.

Come rimediare ai contenuti duplicati

Negli e-commerce ci sono spesso centinaia o migliaia di schede prodotto. Creare e inserire dei contenuti unici per ciascuna di esse sarebbe davvero complicato e dispendioso.

Puoi quindi concentrare l’attenzione sulle pagine web che ottengono più visite organiche.

Utilizzando Google Analytics vai su Comportamento -> Contenuti del sito -> Tutte le pagine

Qui trovi l’elenco delle pagine web più visitate e puoi scegliere per quali valga la pena lavorare sui contenuti.

Mi raccomando a scegliere “traffico organico” come sorgente di traffico.

Pagine più viste su Google grafico Analytics

Un altro modo per ottenere contenuti unici con poco sforzo è quello di incoraggiare gli utenti a lasciare recensioni.

Amazon fa in questo senso un gran lavoro, e le loro schede prodotto sono ricche di contenuti generati dagli utenti stessi.


Approfondisci l’argomento Audit SEO di un sito web su come evitare i contenuti duplicati.


Errore SEO 3: un ego troppo grande?

Con questo titolo un po’ provocatorio, o comunque curioso, voglio chiarire un concetto importante.

Prima di tutto, un appunto tecnico.

Il posizionamento su Google ha nella link juice uno dei cardini. Detta in poche righe, vuol dire che la “forza” scorre tra una pagina e un’altra del sito grazie ai collegamenti (link) fra le varie pagine.

Pagine più linkate ottengono più forza e si posizionano meglio.

Conseguenza di questo concetto: dobbiamo linkare in particolare pagine che sono effettivamente importanti per la vendita e per i risultati economici del nostro business.

Il menu di navigazione principale, per esempio, è forse la sezione più importante di un sito, perché deve dare una panoramica di quel che viene offerto.

Troppe volte però l’ego del webmaster, o del proprietario dell’azienda, prende il sopravvento.

Cosa succede allora? Che nel menu di navigazione trovo spesso voci come “chi siamo”, “dove siamo”, “perché sceglierci”, “la nostra mission”.

Bene, chiariamo alcuni aspetti da tenere in considerazione soprattutto per e-commerce che vendono prodotti “standard”.

La voce “dove siamo” è completamente inutile: se l’e-commerce vende in tutta Italia non ha francamente senso specificare dove sono i magazzini o la sede legale: al visitatore non interessa.

Io acquisto spesso da Amazon e non ho idea di dove siano i loro magazzini.

La voce “la nostra mission” o “chi siamo” è secondaria. Se l’e-commerce vende articoli “standard” (come ad esempio cavi o televisori), del chi siamo non importa molto ai visitatori. Ci sono metodi migliori per aumentare il trust e portare a completare l’acquisto, rispetto alla pagina “chi siamo”. E la mission del sito… Be’, la mission del sito è semplicemente vendere. Tutto qui.

Ovviamente diversa la situazione nel caso in cui l’e-commerce venda prodotti di lusso o particolarmente personalizzati.

Come rimediare

Rimediare è concettualmente semplice: invece di pagine di importanza secondaria puoi inserire nel menu di navigazione direttamente le categorie e i link ai prodotti maggiormente venduti o più importanti.

Questo ha un duplice effetto:

  1. nei confronti degli utenti rende chiaro al visitatore cosa può acquistare sul sito, inoltre rende più semplice fare acquisti e aumenta le conversioni.
  2. Nei confronti di Google fa capire al motore di ricerca quali sono le pagine principali da posizionare, e un’impostazione più orientata ai prodotti rende più efficace il sistema di link juice di cui parlavo prima.

Autore

Filippo Jatta, SEO Specialist. Si occupa di posizionamento siti web ed è autore di JFactor.it, il suo blog sul posizionamento su Google.


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