Email marketing step by step

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Da grande fan del Supersummit non potevo, dopo l’ultima giornata dedicata all’e-mail marketing, esimermi dallo scrivere un articolo dedicato appunto al marketing tramite mail, o meglio alle newsletter.

Con oltre 144 miliardi di email inviate ogni giorno infatti, l’email marketing è uno dei canali più importanti per la comunicazione aziendale.

Ma come si fa a far sentire la propria voce in mezzo a tutto il rumore che c’è nell’etere?

E perché un utente dovrebbe aprire e leggere proprio la nostra e-mail, in mezzo alla media di 20/30 email che riceve ogni giorno? (e per 20/30 stiamo parlando solo di e-mail pubblicitarie, volutamente tralasciando le e-mail di clienti o fornitori, le e-mail private, le lettere d’amore di fidanzati mollati, di ammiratori segreti, dell’amica del cuore con le crisi mistiche, della mamma inviperita perché non la chiami da un mese…)

Anche se abbiamo una mailing list infinita, non avremo mai la certezza che il nostro messaggio arrivi a tutti gli utenti iscritti! Però possiamo impegnarci affinché il nostro lavoro susciti l’interesse e la curiosità di una percentuale sempre maggiore di quegli utenti… così che le nostre nottate in ufficio non vadano sprecate!

Cerchiamo di riassumere qualche punto fondamentale.

PERCHE’ LE NEWSLETTER

1. Per vendere un prodotto

Possiamo scegliere di promuovere i nostri servizi/prodotti in modo diretto, oppure in modo più soft, auto-promuovendoci in maniera efficace, ma dando anche consigli utili e proponendo usi creativi dei nostri prodotti.

TIP: metti il focus sui benefici del tuo prodotto, prima che sulle sue caratteristiche.

È importante descrivere al meglio i nostri prodotti, per comunicare serietà e professionalità, ma in primis dobbiamo avere l’attenzione del cliente, e fargli suonare il campanello mentale “aspetta che questo mi interessa…”.

2. Per informare i tuoi clienti di eventi, prodotti in uscita, servizi in esclusiva

Diffondere informazioni interessanti e utili o servizi in esclusiva è un buon modo per accreditarsi come una fonte autorevole o un fornitore esperto.
Inoltre è un buon modo per ricordare ai tuoi clienti “Hey sono qui… non ci sentiamo da un po’… lo sapevi che sono uscite queste novità?”.
Se poi ai clienti che hanno già acquistato da te invii anche buoni sconto, offerte e promozioni, ecco che avranno un buon motivo per continuare.

3. Per mantenere le relazioni

Scrivere è sempre un ottimo modo per mantenere viva una relazione, per ricordare ai tuoi follower o ai lettori del tuo blog che sei sempre lì, a sfornare contenuti per loro, sperando che li leggano e che ti diano opinioni, suggerimenti, plausi e (perché no) anche qualche pomodoro sul faccione se scrivi qualcosa che proprio non va!
Insomma, per fare in modo che le relazioni già esistenti si rinsaldino e che portino, in futuro, nuovi frutti.

A CHI MANDARE LE NEWSLETTER

Le persone, cioè la nostra mailing list

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La nostra strategia di email marketing deve sempre tenere conto del destinatario dei nostri messaggi.

Non vorresti mai mandare un messaggio d’amore al tuo fruttivendolo… e la lista della spese al tuo innamorato! (A meno che il fruttivendolo non sia supercarino e il tuo innamorato non debba andare a fare la spesa al posto tuo!!)

La cosa fondamentale da fare è segmentare le nostre liste di contatti, creando dei gruppi differenziati a seconda di come sono arrivati al nostro sito o al nostro blog.

Si sono iscritti di loro spontanea volontà alla nostra newsletter? (Alleluia, alleluia!!!)
Sono nostri clienti? (Ancora più alleluia)
Sono nostri conoscenti?

Differenziamo il messaggio in base a chi deve riceverlo e facciamo una prima scrematura per renderlo più efficace!

COSA SCRIVERE

La domanda che devi farti è:
che tipo di newsletter vuoi mandare?

Primo: l’oggetto. Si capisce bene qual è il contenuto della mail? È abbastanza invitante? Per intenderci…Tu lo apriresti?
È importante dedicare molta attenzione all’oggetto della mail, perché rappresenta il biglietto da visita di una mail e influenza tantissimo il tasso di apertura…se i tuoi utenti non la aprono, non sapranno mai quanti contenuti interessanti gli hai mandato!

Secondo: il contenuto. Studi dicono che la strategia migliore è sempre quella di mettere i contenuti più importanti all’inizio della mail. Introducono all’argomento, quindi mantengono viva (si spera! ) l’attenzione del lettore e gli fanno venire voglia di continuare a leggere fino in fondo.
Inoltre, come tutti i contenuti, la struttura visiva è importante! Titoli, grassetti, evidenziature vanno inseriti in maniera intelligente e studiata (e non lanciandoli all’interno del testo come fossero coriandoli…), per attirare l’attenzione del lettore su alcuni punti salienti, o parole chiave.

Terzo: i link. Abbiamo mandato le nostre e-mail, ma speriamo che i lettori interagiscano! Quindi è importante inserire delle call to action che siano riconoscibili, chiare, ma soprattutto “legate” alla loro destinazione finale.
Non puoi offrire una cena promettendo aragosta e poi servire gamberetti surgelati, giusto?
Invogliali con le call to action, ma fidelizzali con i contenuti delle landing pages di destinazione! E vedrai che torneranno per farsi reinvitare a cena 😉

QUANDO INVIARE UNA NEWSLETTER

Con quale frequenza di invio scriveremo?

Non esiste una regola che stabilisca quando e quante volte sia meglio scrivere.

Possiamo sicuramente dire, seguendo le regole del buon senso, che:

  • se scriviamo troppo spesso, potremmo passare per dei disturbatori seriali e di conseguenza, rischiamo di abbassare l’interesse per quello che scriviamo e il tasso di apertura delle email;
  • se non scriviamo mai… come potremmo suscitare l’interesse dei nostri lettori?
    L’altro giorno ho beccato un “supertweet” di Cinzia di Martino, che non posso non condividere ora e a questo punto del mio articolo

     

In ogni caso si può concludere dicendo che una volta al mese è il minimo sindacale… per non sbagliare!

Il tempismo è tutto

Come in tutti gli studi, ci sono opinioni diverse in materia di tempi di invio ottimali. Tuttavia, uno studio Experian Marketing 2012 ha rilevato che il momento migliore per inviare e-mail con un tasso di apertura decente in realtà è tra le 20:00 e mezzanotte.

Experian dice anche che le email inviate durante il fine settimana hanno un più alto tasso di successo.

Come sempre, per verificare o confutare i dati di uno studio, faccio riferimento alle mie abitudini e vedo che succede: in effetti, la prima cosa che faccio al mattino, ancora fresca e prima di affrontare le peripezie della giornata, è guardare tutte le mail che mi sono arrivate e scremare quelle interessanti (magari anche da leggere dopo) da quelle inutili.
Quindi per quanto mi riguarda, mito confermato!

RICORDATI DEL MOBILE

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Studi dimostrano che il 47% delle mail che riceviamo viene aperta da mobile.

Quindi è bene progettare la “forma” della nostra newsletter, in modo che sia catchy anche da smartphone.

Alcuni suggerimenti:

  • un modello di mail a una colonna è più facile da scorrere;
  • la call to action all’inizio è più evidente;
  • mantieni gli elementi cliccabili al centro dello schermo (considerando l’ergonomia degli smartphone).
  • non mettere troppi link uno vicino all’altro (ricordati che da smartphone si clicca con le dita, non col mouse!)

E DOPO L’INVIO… ANALIZZA

Mai dimenticare di analizzare!
Misura la tua strategia. Traccia la frequenza di rimbalzo, il tasso di apertura e di conversione.

Quali sono le mail che sono state aperte di più?
In quale orario?
Qual è il titolo che è stato più “ascoltato”?

Insomma, verifica, cancella, aggiungi e migliora! Come sempre del resto…

LO STRUMENTO DA UTILIZZARE

Ci sono tanti strumenti che ti permettono una gestione facilitata di campagne e-mail.

mailchimp

Lo strumento gratuito di e-mail marketing tra i più conosciuti è Mailchimp, perché ti permette di fare tutte le cose descritte sopra:

  • creare liste separate di contatti;
  • creare in maniera semplice le mie newsletter, con il sistema drag&drop degli elementi;
  • sistema di preview della mail, anche con “mobile mode”;
  • invio immediato o programmazione dell’invio delle campagne;
  • monitoraggio dei risultati, open-rate, click-rate, e tutto l’occorrente.

Noi usiamo Brainlead, perché ci assicura una maggiore deliverability e un sistema di profilazione utente e di automazioni che Mailchimp non consente. Ma per un uso iniziale va benissimo.

AH DIMENTICAVO… l’hai sparata anche sui social, vero? 😉

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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