Bologna Web Project 2014: la mia giornata

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Attestato per il Bologna Web Project

Mercoledì 9 Aprile, come quasi duecento persone, posso dire con orgoglio di avere partecipato al Bologna Web Project, evento gratuito organizzato da Gt Idea, rappresentata dall’ormai “mitico” Giorgio Tave.
Avevo immaginato che, trattandosi di un evento non a pagamento, ci sarebbe stato da “sgomitare” per ottenere una buona posizione di ascolto, ma non pensavo a un’affluenza così numerosa. Anche lo staff organizzativo credo abbia alzato le braccia davanti a cotanta partecipazione, preferendo accogliere tutti, a costo di piazzarli a sedere per terra, “Piazza Verdi style”.
Tutte donne le oratrici, sarà dovuto a questo il boom di partecipanti? (Giorgio dixit).
Il risultato è stato che durante i primi due interventi mi sono trovato a fissare la colonna che copriva lo schermo di proiezione, poi ho deciso di rimanere in piedi, spostandomi strategicamente sul lato esterno della saletta.
Tralasciando i miei personali imbarazzi alla ricerca di una visuale accettabile la mattina è iniziata, dopo una breve presentazione del progetto, con l’intervento di Deborah Del Cortona, alle ore 10.51.

SEO, come cambia in relazione al prodotto: le strade da percorrere per muoversi rapidamente

Deborah Del Cortona
Deborah è in gran forma, inizia a spiegare le basi di un progetto web – faccio fatica a capirla, voce bassa o lontano dal microfono, le fanno notare – a partire dalla ricerca delle parole chiave con il Keyword Planner di Google.
Le sue slide sono simpatiche e chiare, sottolinea l’importanza di sincronizzare nel migliore dei modi SEO classica + geolocalizzazione + Local SEO, così come di non trascurare l’ottimizzazione delle immagini sulle SERP, per portare l’utente a compiere un’azione, oppure incrementare l’importanza del brand.
Suggerisce infine l’uso (moderato) dei Rich Snippet, di Schema.org e di strumenti di analisi dei dati, quali W3C Validator, Rich Snippets Test Tool, Screaming Frog Seo.
A suo agio, ma non molto incisiva sull’audience.

Consumer Behaviour 3.0: come gli utenti diventano clienti

Carlotta Carucci
Carlotta parte sparata, tutto un altro ritmo. Parla del digital bon ton efficace per le aziende. Ovvero, come distinguersi visivamente nella massa che tutto assorbe del mare magnum virtuale. Offline la parola d’ordine è: POINT OF PURCHASE (POP). Merce, musica, profumi, prezzi, nulla deve essere lasciato al caso.
Online l’azienda ha strumenti diversi per conquistare l’utente, a partire da SEO e SEM fino al Social Media Marketing e alle App. Date un occhio alla community Dalani e ricordate questi preziosi consigli:

  • Investite sulla vostra immagine (buone foto, buona grafica);
  • Siete quello che dite;
  • Siate sempre onesti;
  • Siate social;
  • Ricordatevi le 4P’s;
  • Date risposte ai bisogni dei vostri utenti;

Super markettara, efficace.

Di quale video hai bisogno?

Anna Covone

Slide di Anna Covone

La piccola grande Anna inizia il suo intervento con una slide stupenda che non posso non condividere. La citazione testuale di Kafka è bella, ma la Luna di Georges Méliès per me lo è ancora di più. Sarà che mi sono spostato in piedi, ma respiro un’aria più familiare.

Poi Anna introduce la slide nella quale spiega come l’esperienza visiva deve essere sinestetica e io sono pronto a far partire la ola, ma niente, Anna vola. Vola sull’importanza dei video e del canale You tube, sulla strategia di video marketing per non fare morire il proprio investimento e sulla prudenza che ogni azienda dovrebbe avere nel creare un video di prodotto (a meno che il vostro prodotto non sia il deodorante Poo-pourri…).
Cosa funziona al 100% per ottenere un ottimo video?

  • la qualità,
  • deve cavalcare le tendenze,
  • deve includere una call to action efficace,
  • deve essere creativo sapendo intrattenere l’utente,
  • deve essere ottimizzato lato SEO,
  • deve essere promosso su canali differenti.

Prima di terminare Anna strappa anche un applauso – quando afferma che su Internet la velocità diventa fondamentale, al contrario del sesso – ma lei niente, continua imperterrita nella sua trance agonistica, determinata a terminare il suo corposo intervento.
Orgogliosa del suo essere Donna. Tostissima.

Web marketing: il successo di un sito

Chiara Francesca Storti
Se Anna era veloce, Chiara la batte. Inizia con grande verve il suo assolo – sarà che avverte l’incombenza della pausa pranzo? – prendendo in esame le nuove tendenze digitali, dal pubblico mobile ai video fino al remarketing, con particolare accento sul settore turistico. La carrellata è variegata e punta sulla cura che le aziende turistiche devono mettere nelle relazioni sociali, anche se coltivate in un contesto virtuale. L’aspettativa del cliente va soddisfatta in pieno, altrimenti nell’era della condivisione sei fritto. Fritto? Chi ha detto fritto? Tutti a mangiare!
Treno in corsa.

Strumenti per fare Google+ Marketing

Michaela Matichecchia
Michaela inizia incerta, voce bassa, e non decolla, purtroppo. Peccato perché l’argomento è interessante e i tools molto utili per gestire le cerchie, programmare post, potenziare la comunicazione visiva e controllare performance ed engagement. Ricordiamo tra i più interessanti CircleScope, ClicktoTweet, Quick Pin, Scoop.it, Rebelmouse, DOSHARE, Hootsuite, CircleCount.
Mi desto dalla digestione post pranzo solo quando Michaela ci fa sorridere perché nessuno usa Sprout Social (lei compresa): le sarebbe piaciuto avere qualche feedback in merito (meglio Hootsuite, senza dubbio).
Online è molto più brava (che poi è quello che conta).

Conversion rate optimization, la web analytics che non ti aspetti!

Valentina Pasquali
Con Valentina si parla di ottimizzazione del tasso di conversione (CRO), di come raggiungere gli obiettivi aziendali tramite un processo oggettivo di analisi, ipotesi, azioni e test (A/B test come parte finale imprescindibile). Caso di studio snello.
Sfavillante.

Conosci veramente i tuoi competitor?

Silvia Mantovan
Alle 15.40 Silvia apre il suo intervento chiedendosi se il web marketer non si sia affiancato troppo alle strategie di promozione/vendita tradizionali e alle analisi di mercato offline, senza prendere in considerazione la possibilità (necessità) di un’analisi del mercato digitale.
A tal proposito introduce una case history sulla vendita online di Parmigiano Reggiano, per capire come applicare i principi del marketing tradizionale a un progetto web, così da

  • monitorarne l’efficienza e l’efficacia
  • misurarsi con le strategie dei competitor relativamente al modello delle “4P”.

Molto spassosi i tentativi di soccorso di Giorgio, che in tutti i modi si industria con la bottiglietta dell’acqua e intervenendo di persona per soccorrere la povera Silvia, in continua carenza di voce, strozzata dalla paura da palcoscenico.
Applauso di incoraggiamento per lei.

Blogghiamo insieme?

Beatrice Niciarelli
E siamo alla fine. Mi preparo a un ultimo intervento veloce, ma devo ricredermi.
Beatrice è una bomba. Le manca un pizzico di coraggio nell’interazione con il pubblico per essere da lode. Capace e divertente, sfora la sua mezz’ora mantenendo vivo l’interesse. Gli argomenti sono più che noti: nel blogging ciò che conta è la definizione degli obiettivi e del come raggiungerli, scrivere sempre pensando agli utenti, donare qualcosa che sia utile, non pensare al profitto ma alla reputazione. Il mondo delle relazioni digitali va vissuto senza censure, in maniera trasparente e attiva, monitorando al meglio le discussioni sul proprio brand o sui propri prodotti. Beatrice è un’attaccante pura e mette a segno un’azione da manuale.
Prorompente.

Tavola rotonda

Nelle domande conclusive viene preso in mezzo solo Andrea Pernici (che in teoria era spettatore, o almeno credeva…) direttamente da Deborah, che lo invita a condividere la sua visione sul futuro della SEO.
Andrea pone l’accento sull’importanza sempre maggiore che assumeranno i markup strutturati nella creazione di motori di ricerca verticali, pensati sulle esigenze specifiche degli utenti. Insomma un universo SEO lontano da Google (almeno come è oggi, aggiungo io) e sempre più orientato verso la semantica (attenzione però a parlare di SEO semantica…).
Per le ragazze nessuna domanda degna di nota, si chiude la giornata in un applauso.

Considerazioni conclusive sul Bologna Web Project

Ho assistito a una bella carrellata di interventi, una boccata d’aria fresca per tutti coloro che vogliono approcciarsi al mondo del web. Tanti giovani professionisti come me hanno bisogno di guardarsi in faccia di tanto in tanto e sentirsi circondati da persone reali, non solo da profili sociali. Sono grato al gruppo di GT Idea e li ammiro per il progetto ambizioso che stanno portando avanti.

Mentre cammino per via Oberdan c’è però un piccolo senso di insoddisfazione che avverto dentro. Come possiamo rendere meno frontale questo processo di conoscenza? Non sarebbe anche utile – se si parla a giovani freelance o impiegati precari – portare esempi concreti o linee guida su come trasmettere ai propri capi d’azienda prima, e ai propri clienti poi, il VALORE effettivo del lavoro che stiamo svolgendo?

Ho sentito tanti ragazzi e ragazze sfogare la loro frustrazione per un lavoro impegnativo, altamente competitivo e specialistico, che non viene riconosciuto come dovrebbe (sia in termini economici, sia di relazione con i superiori).

Allora ecco la mia proposta: in una prossima giornata gratuita – più che fornire un’infarinatura sul web marketing e dintorni – potrebbe essere molto stimolante una riflessione sulla COMUNICAZIONE DEL VALORE, affinché chi si approccia a questo mestiere abbia ben chiaro dove dirigersi, e possa spiegarlo in maniera consapevole a coloro che dovrebbero rappresentare il suo futuro.

Voi che dite?

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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