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Blog e ecommerce: serve?

Il blog è utile a un sito e-commerce?

Scritto da Filippo Jatta on . Postato in Web Agency

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Blog e ecommerce: serve?

Negli ultimi anni son sempre più gli e-commerce che hanno un blog informativo.

L’idea è quella di aumentare la visibilità su Google tramite la produzione di articoli informativi, dai quali si linka alle schede prodotto dell’e-commerce.

È davvero utile far questo?

In questo articolo ti mostro come impostare un blog in un sito ecommerce, al fine di migliorare le performance del sito senza incorrere in problemi di cannibalizzazione dei contenuti.

Ho arricchito l’articolo di esempi pratici per rendere più concreti i concetti che andrò a esporre.

Prima di tutto è necessario spiegare cosa sia la search intent e la cannibalizzazione dei contenuti.

Cos’è la search intent e perché è fondamentale nel posizionamento su Google

La search intent è, in italiano, l’intento di ricerca. Per ogni ricerca effettuata Google cerca di stabilire (tramite Hummingbird e, per le ricerche mai effettuate prima, tramite Rankbrain), quale sia l’obiettivo della ricerca.

Se cerchi, ad esempio, “migliori macchine caffè”, Google capisce che vuoi avere informazioni e ti proporrà dei blog, perché Google associa a questa ricerca un intento informativo.

Se invece cerchi “macchine caffè” Google sarà più propensa a mostrarti degli e-commerce, perché associa a questa ricerca un intento di acquisto.

Vien da sé che se dobbiamo posizionare su Google il sito web per una determinata parola chiave dobbiamo prima capire che contenuti offrire, perché con un blog avremo più difficoltà a posizionarci per una parola chiave transazionale.

D’altra parte, se abbiamo una scheda prodotto di e-commerce, difficilmente questa si posizionerà per una parola chiave di tipo informativo.

Per comprendere quale tipo di contenuto sia il migliore e più idoneo a posizionarsi sul motore di ricerca possiamo semplicemente eseguire la ricerca su Google, e studiare che tipo di risultati ci vengono proposti.

Controlliamo se in prima pagina ci sono schede prodotto, articoli pieni di informazioni, pagine con molte immagini e così via. Cerchiamo insomma di capire quali contenuti sono nel caso specifico graditi a Google, in modo tale da offrire qualcosa di coerente e apprezzato.

Se cerchiamo parole chiave informative intorno alle quali metter su il nostro blog la prima cosa da fare quindi è concentrare l’attenzione sul tipo di prodotti che vendiamo e ricercare parole chiave e ricerche di tipo informativo ad esse associate.

Ci vengono in aiuto diversi tool, come ad esempio il buon Answer the public, tra quelli gratuiti.

Poniamo che vendiamo bomboniere per il matrimonio.

Cercando “bomboniere matrimonio” su Google ci troviamo dinanzi a e-commerce, quindi Google associa a questa ricerca un intento transazionale, d’acquisto.

Bene, utilizzando un tool come quello appena nominato possiamo trovare molte idee per articoli da scrivere. Ecco un esempio, proprio riferito alle bomboniere per il matrimonio:

Parole chiave cercate con Answer the public

Come puoi vedere in pochi istanti abbiamo ottenuto i risultati che cercavamo: potremmo scrivere articoli riguardanti diversi argomenti, come “quando dare le bomboniere da matrimonio”, o “come fare bomboniere matrimonio fai da te”, e così via.

Queste idee possono essere ulteriormente scremate ricercando il volume di ricerche mensile, al fine di concentrare la nostra attenzione sulle idee più cercate, e che ci porterebbero maggior traffico.

Attenzione alla cannibalizzazione dei contenuti!

Non è tutto così semplice però. Bisogna stare molto attenti a dettagli tecnici che, se trascurati, potrebbero portare alla cannibalizzazione dei contenuti.

In sostanza, quando Google controlla il nostro sito, dovrebbe avere un’indicazione chiara riguardo quale sia la pagina di riferimento per una determinata ricerca.

Poniamo che abbiamo un giornale di gossip.

Durante l’estate vogliamo posizionare il sito in prima pagina su Google per la ricerca “gossip estate 2017”.

Sul nostro sito ci saranno centinaia di articoli con argomento “gossip estate 2017”. Questi articoli avranno spesso la parola chiave in questione nel titolo, nella URL, nel testo, nelle immagini.

Gli articoli prodotti andranno a sostituirsi man mano che vengono prodotti, scalzando l’uno il posto dell’altro.

Google a un certo punto non capirà qual è la pagina, o l’articolo, che deve stabilmente posizionarsi per la parola chiave in questione.

Proporrà quindi di mano in mano articoli diversi, andando leggermente in confusione.

Quello che c’è da fare, quindi, è creare una sezione specifica del sito, una categoria.

La categoria sarà ottimizzata per la ricerca in questione, e ad essa saranno collegati i vari articoli.

Google comprenderà quindi la struttura, e andrà a posizionare stabilmente, per la ricerca desiderata, la pagina di categoria così creata.

Bene, quindi la cannibalizzazione è un problema di struttura del sito, e di scarsa chiarezza.

Tornando al nostro esempio, mettiamo che dobbiamo posizionare su Google una scheda prodotto per la ricerca “bomboniere matrimonio economiche”.

Bene, ottimizziamo la scheda prodotto e poi decidiamo di rafforzarla. Potrebbe venirci l’idea di scrivere articoli su articoli del nostro blog su questo argomento.

Il problema è che c’è un rischio di cannibalizzazione, ovvero che Google vada a posizionare gli articoli del blog per questa parola chiave, invece che la scheda prodotto dell’e-commerce.

Questo porterebbe a un numero di visite organiche simile, ma a minori conversioni, dato che invece che acquistare il prodotto i visitatori leggerebbero un semplice articolo!

Dobbiamo risolvere a monte il problema in 2 modi:

  • gli articoli informativi saranno ottimizzati per argomenti correlati, ma diversi
  • gli articoli informativi linkeranno alle categorie o schede prodotto dell’e-commerce

Prima di tutto, se dobbiamo posizionare l’e-commerce in prima pagina per “bomboniere matrimonio economiche”, gli articoli del blog potranno riguardare le bomboniere matrimonio, ma dovranno puntare a parole chiave e ricerche informative differenti, come quelle viste prima.

L’obiettivo del blog dev’essere duplice: da una parte portare più visite, dall’altro passare link juice all’e-commerce.

Per raggiungere il primo obiettivo (ed evitare la cannibalizzazione) non andremo a ottimizzare gli articoli informativi del blog esattamente per la stessa parola chiave, ma per sue variazioni informative.

In tal modo ci sarà solo un contenuto sul sito ottimizzato per la ricerca in questione, e Google non avrà difficoltà a individuarlo.

In secondo luogo è importante considerare, oltre che la struttura dei menu, anche quella dei link interni, al fine di evitare la cannibalizzazione e passare contestualmente link juice e autorità all’e-commerce.

Nell’esempio in questione, quindi, gli articoli del blog riguardanti un determinato argomento linkeranno, spesso con anchor text esatta (ma mi raccomando a non esagerare) alla scheda prodotto o categoria dell’e-commerce, che vende i prodotti in questione.

In tal modo otterremo diversi risultati positivi:

  • il blog otterrà visite
  • il blog non ostacolerà il posizionamento su google dell’e-commerce
  • il blog porterà i lettori a visitare le pagine linkate in cui si vendono prodotti, generando più vendite.

Autore

Filippo Jatta, SEO Specialist. Si occupa di posizionamento siti web ed è autore di JFactor.it, il suo blog sul posizionamento su Google.


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