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Seo Audit: come fare l'analisi di un sito web

Audit SEO di un sito web in 18 passi

Scritto da matteo on . Postato in Web Agency

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Seo Audit: come fare l'analisi di un sito web

Fare l’analisi (audit) di un sito web è uno dei compiti più importanti di un professionista SEO.
Purtroppo ancora molti sviluppatori di siti web (e di CMS) ignorano alcuni passaggi fondamentali per rendere accessibili le singole pagine web ai crawler dei motori di ricerca.

Audit SEO: elementi principali

Il tuo sito web deve avere una base solida di ottimizzazione SEO se vuoi che ottenga una certa visibilità sui motori di ricerca.
Vediamo i passaggi chiave che devi compiere quando decidi di fare l’audit SEO di un sito per individuarne eventuali criticità.

  1. Usabilità
  2. Accessibilità
  3. Controllo sui motori di ricerca
  4. Analisi delle parole chiave
  5. Audit dei contenuti duplicati
  6. Controllo delle URL
  7. Verifica dei tag title e description
  8. Analisi dei contenuti
  9. Verifica dei Meta robots
  10. Verifica della/e Sitemap e del file robots.txt
  11. Analisi dei reindirizzamenti
  12. Controllo dei link interni
  13. Evitare sottodomini non necessari
  14. Geolocalizzazione
  15. Check dei Link esterni
  16. Tempo di caricamento della pagina
  17. Tag Alt delle immagini
  18. Qualità del codice

Usabilità

Memori anche delle direttive Google sull’usabilità per i dispositivi mobili possiamo considerare questo fattore la base primaria dalla quale iniziare la nostra analisi SEO. L’usabilità di un sito web infatti può influire sul tasso di conversione e sulla possibilità che le persone condividano o linkino le tue risorse.

Accessibilità / Crawlability

Assicurati che il tuo sito sia strutturato per accogliere in maniera agevole gli spider dei motori di ricerca. Uno degli strumenti migliori a tua disposizione per fare il crawling del sito web è Screaming Frog SEO Spider.

Controllo sui motori di ricerca

Inizia da questi tre passaggi:

  • Effettua una ricerca tramite operatore site:tuosito.it. In questo modo potrai vedere le pagine del tuo sito web indicizzate dai motori di ricerca. Confronta il numero di pagine che ottieni con quelle che pensi di avere nel tuo sito. Dall’ordine di apparizione inoltre puoi capire se Google e compagnia hanno capito il valore di priorità che vuoi attribuire a ogni singola pagina web.
  • Fai una ricerca per il nome del tuo brand e controlla di essere tra le prime posizioni (se non ci sei come possono trovarti i tuoi clienti?).
  • Controlla che nella cache di Google ci siano le stesse versioni delle tue pagine reali. Ti basta fare una ricerca tramite operatore cache: digitando il nome del tuo sito.

Per saperne di più sull’importanza dell’attributo priority per una corretta indicizzazione puoi leggere Cosa significa ottimizzare un sito web per i motori di ricerca sul blog Seogarden di Francesco Margherita.


Analisi delle parole chiave

I tuoi contenuti sono ottimizzati per le giuste parole chiave? I flussi dei contenuti seguono le logiche di ricerca degli utenti? Ci sono più pagine che si posizionano per la stessa keyword (ovvero c’è cannibalizzazione delle parole chiave)?

Audit dei contenuti duplicati

La prima cosa da controllare è che la versione senza www delle tue pagine (per esempio: http://tuodominio.com) sia reindirizzata in modo permanente (301) alla versione con il www (per esempio: http://www.tuodominio.com) o viceversa.

Inoltre controlla di non avere anche pagine https:pagina doppioni di http:pagina.

Poi assicurati di non avere contenuti di pagina duplicati. Per fare questa verifica ti basta copia incollare stringhe di testo tra virgolette alte (“Testo di prova”) per comunicare a Google che stai cercando quella frase esatta.

Se il tuo sito è zeppo di pagine almeno controlla quelle principali e procedi alla verifica quando inserisci un contenuto nuovo.

Puoi usare anche gli operatori di ricerca inurl: e intitle: per scovare eventuali contenuti duplicati. Hai delle URL con parti specifiche (per esempio “server-blu-2010” o “4345454”)? Cerca queste parti con il comando inurl: e scopri se ottieni più di una pagina.

Infine controlla che a una URL corrisponda un solo contenuto. Sì lo so, è un compito molto difficile, soprattutto quando si ha a che fare con e-commerce che generano URL multiple. Una pezza per indicare al motore di ricerca qual è la versione da tenere in considerazione per l’indicizzazione è l’uso dell’attributo rel=”canonical”.


Sull’uso degli URL canonici ti rimando alla guida per i webmaster di Google.


Controllo delle URL

Assicurati di avere delle URL pulite, corte e descrittive. Descrittive significa keyword-rich ma non keyword-stuffed (sovraottimizzate). Cerca di evitare parametri inutili – spesso numerici – e mantieni corte le tue URL per facilitarne la lettura sia ai bot dei motori di ricerca sia ai tuoi utenti.

Verifica dei tag title e description

Fai in modo che ogni meta tag title delle tue pagine web sia unico e descrittivo. Siccome devi riuscire a rientrare nei 60 caratteri – pena la non visualizzazione nelle SERP – ti consiglio di evitare il nome del tuo brand, dove non sia davvero pertinente. Anche la meta description va curata, non tanto ai fini di un migliore posizionamento (non serve), ma per invogliare gli utenti a visitare la tua pagina: una buona description migliora il click-through rate della pagina. Ti sembra poco?

Analisi dei contenuti

I tuoi contenuti hanno abbastanza testo? La percentuale del numero di pagine web con pochi contenuti è molto alta rispetto al numero di pagine totali?

Verifica dei Meta robots

Cerca di tenere a mente per il bene della tua architettura dell’informazione quali pagine hanno un tag meta robots. Gestisci le indicazioni Noindex/Index, Nofollow/Follow in funzione delle tue esigenze di indicizzazione e passaggio di link juice.


Sull’uso dei meta tag ti rimando al datato ma sempre attuale post di Enrico Altavilla.
Se vuoi sapere come deindicizzare una pagina web invece puoi leggere il mio articolo.


Verifica della/e Sitemap e del file robots.txt

Usa lo strumento di verifica dei Webmaster Tools di Google per controllare il tuo file robots.txt. Cura anche la/e Sitemap in modo che contengano tutte le tue pagine canoniche.

Analisi dei reindirizzamenti

Controlla tramite un servizio come Uri Valet che tutti i reindirizzamenti usati sul tuo sito restituiscano un codice di stato HTTP 301 (reindirizzamento permanente, migliore lato SEO di un codice di stato 302, temporaneo).

Controllo dei link interni

Occhio al numero complessivo di link su ogni pagina. Google ci avvisa di non superare i 100 link per pagina, anche se quelle più importanti spesso superano questo numero.

Anche l’uso dei testi di ancoraggio (anchor text) va curato, e per curato non si intende sovraottimizzato con ancore corrispondenti solo a parole chiave. Va bene usare le keywords, ma solo quando sono pertinenti al link in questione, altrimenti puoi rischiare anche una penalizzazione (ma più che altro preoccupati del fatto che non stai fornendo una buona esperienza di navigazione ai tuoi utenti).


Se vuoi saperne di più su come ottimizzare la struttura dei tuoi link interni e quali strumenti ti possono servire per controllarli ti consiglio di leggere attentamente questo articolo di Giovanni Sacheli. Davvero ben fatto.


Evitare sottodomini non necessari

I motori di ricerca potrebbero decidere di NON passare per intero trust e link juice ai sottodomini. Questo perché, nell’ottica del motore di ricerca, un sottodominio potrebbe essere gestito da una terza parte, e dunque necessita di una valutazione differente. Nella stragrande maggioranza dei casi i contenuti di un sottodominio possono essere inclusi in una sottocartella.


Per saperne di più su sottodomini e sottocartelle puoi leggere questo dibattito sul Forum GT.


Geolocalizzazione

Se il tuo dominio ha come target un Paese specifico (per esempio l’Italia) per iniziare su una buona base puoi seguire queste indicazioni:

  • Dominio locale (ccTLD, ovvero Country Code Top Level Domain) per esempio un .it;
  • Hosting nel Paese di attività;
  • Indirizzo fisico ben evidente (formato testo) in ogni pagina del tuo sito web;
  • Opzioni di geotargeting nel Google Webmaster Central;
  • Link da siti web del tuo stesso Paese;
  • Uso nel sito della lingua di origine del Paese.

Se invece il tuo obiettivo è posizionarti su Google per pizzeria Roma (parola chiave locale), perché hai una pizzeria a Roma, assicurati che il tuo indirizzo fisico sia su tutte le pagine del tuo sito web e controlla Google Local per vedere se compari per le chiavi desiderate.


Approfondisci Google My Business con Salvatore Russo.


Check dei Link esterni

Controlla i tuoi link in entrata. Puoi usare tool gratuiti come Link Diagnosis o Majestic Site Explorer per farti una prima idea di base e poi procedere con strumenti a pagamento (Majestic, Ahrefs, Semrush, SEO PowerSuite) per un’analisi approfondita. Fai attenzione ai profili innaturali con testi di ancoraggio troppo keyword oriented. Il tuo brand dovrebbe essere l’ancora più usata, seguita poi dalle tue parole chiave.

Non trascurare i link alle pagine interne del tuo sito web. Vengono chiamati deep links e sono utili per migliorare il posizionamento delle diverse aree del tuo sito.

Assicurati anche che i tuoi link esterni sembrino (se lo sono tanto meglio!) naturali e non frutto di un acquisto palese.

Confronta il tuo profilo di link con quello dei tuoi principali concorrenti. Hai abbastanza link? Il rapporto tra link di qualità e link di basso livello è in linea con quello degli altri?

Tempo di caricamento della pagina

Il tempo di caricamento delle tue pagine web è eccessivo? Supera i 3 secondi? Una eccessiva lentezza potrebbe portare difficoltà nella scansione e quindi potresti avere una struttura web non indicizzata a dovere. Per non parlare di tutti i potenziali clienti che potresti perdere.

Usa strumenti come Page Speed Insight di Google o GtMetrix per controllare la velocità di caricamento delle tue pagine web.

Tag Alt delle immagini

Le tue immagini hanno il tag ALT ottimizzato con la keyword che ti interessa posizionare? Fornisci informazioni coerenti ai motori di ricerca, in modo che possano capire di cosa parlano le tue illustrazioni.


Ti consiglio a tal proposito la guida SEO sull’ottimizzazione delle immagini di Alessio Pomaro.


Qualità del codice

Anche se la validazione W3C non è una specifica che i motori di ricerca richiedono in maniera esplicita, un controllo del codice è sempre una buona idea. Molti errori lato codice possono avere alcuni effetti indesiderati. Puoi usare lo strumento gratuito W3C Validator per vedere come i motori di ricerca vedono le tue pagine.

Bene! Per il momento è tutto… se l’articolo ti è piaciuto condividilo o metti un like😉
Se vuoi contribuire ad approfondire questa piccola guida all’Audit SEO fammelo sapere nei commenti. Grazie!


Post liberamente ispirato a The Art of SEO, prima edizione, pagg. 106-110.


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