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Cos’è una campagna virale?

Chiariamoci subito: Virale non è You Tube.

Una campagna virale è un contenuto talmente innovativo o talmente attuale che tutti ne parlano volontariamente.

Il passaparola è il detonatore più potente che esiste a livello di diffusione del messaggio.

Quindi una campagna virale non ha necessariamente a che fare con i nuovi media digitali, in quanto lo scopo che si prefigge è far parlare le persone del marchio o del prodotto che vuole promuovere.

Certo oggi abbiamo la grande fortuna di avere i social networks, i blog, i forum di settore, le community, ovvero amplificatori naturali che diffondono esponenzialmente e gratuitamente il contenuto che vogliamo promuovere nella nostra campagna.

Teoricamente si potrebbe creare una campagna virale a costo zero con un ritorno dell’investimento altissimo… Sempre che si abbia un’IDEA che entusiasmi le persone e le spinga verso una condivisione con gli amici e i conoscenti.

Ricordate la campagna della Diesel Be Stupid? e il successo che ne seguì?

Quella campagna di marketing è diventata virale perché le persone l’hanno trovata così accattivante che non hanno potuto fare a meno di condividere con altri la loro esperienza.

Una campagna di marketing si deve progettare, e per fare in modo che si diffonda in maniera virale bisogna progettare al meglio come essere il più attraenti possibile per tutti coloro che entreranno a contatto con il nostro messaggio.

Come facciamo a capire se siamo sulla strada giusta? Con il Test Virale.

Quando ti viene un’idea che pensi sia quella giusta scrivila su un foglio di carta o una lavagna così come la pubblicizzerebbero i media.

Inizia il Test Virale chiedendoti:

Vale la pena che si scriva della mia idea? 

Poi immaginati di essere un utente normalissimo che si imbatte nella tua idea. La migliore reazione che potrebbe avere sarebbe una cosa del genere:

Non posso crederci! Lo fanno davvero?? Bellissimo.

Se questo è il tipo di emozione che vorresti suscitare non ti resta che un’azione da compiere:

Metterti all’opera.

PS. Non dimenticare di dire la verità nelle tue campagne di marketing: le bugie hanno tweets molto lunghi…

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Passo 3: partecipa ai Social Media

Ecco il momento di mettersi al lavoro! Ora hai già una strategia e hai iniziato a creare relazioni sulla rete. È tempo di generare valore: lascia commenti nei blog, costruisci community su Twitter o carica foto su Flickr.

Vediamo più attentamente come fare.

Crea degli accounts ed entra in contatto con il tuo pubblico. Segui coloro che forniscono informazioni valide e interessanti. Interagisci con loro. Prendi parte a un dibattito già esistente prima di crearne uno tu. Certe azioni incoraggiano gli altri a condividere. Partecipa a conversazioni che trattano esclusivamente la tua materia e, quando lo fai, sii pronto a rispondere ai commenti e alle domande.

Tieni vivo l’interesse di chi ti segue fornendogli ciò che può avere un valore per lui. Ricorda che essere sincero e diretto con il tuo pubblico lo fa sentire speciale.

Inoltre potrebbe essere utile per i tuoi collaboratori creare un calendario di azioni sui social media. Un piano dell’azienda sui social media potrebbe aiutare la tua campagna di SMM a ingranare, specialmente se tu o la tua azienda siete nuovi nell’ambito. Tanto più diventerai esperto tante più conversazioni cresceranno intorno ai tuoi prodotti/servizi. Avrai bisogno di tanto tempo per ascoltare e rispondere ai post meritevoli, ai tweets, ecc.

Quando è possibile automatizza alcuni passi del SMM servendoti di software specifici (ad esempio auto-follow o auto-DM su Twitter, che rispondono in maniera automatica e fanno sapere alle persone che i loro commenti e le loro idee sono importanti per te).

Questa è la tipologia di cose che ti darà un margine su molti concorrenti, specialmente su quelli che non hanno mai sviluppato ottimamente delle strategie di SMM.

Un valido insieme di strumenti come HootSuite può aiutarti con il crescente carico di lavoro su Twitter. Gestisce il fluire delle conversazioni su Twitter con account multipli dalla stessa piattaforma. La pianificazione aiuta a scrivere tweets in anticipo ed è utile per la pubblicazione di annunci o di prodotti in momenti specifici.

Se compirai questo passo nel migliore dei modi otterrai un successo assicurato!

 

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Passo 2: Sviluppa la tua strategia

Escogita un piano realizzabile

Disponibilità delle risorse e livello di conoscenza delle persone con le quali vuoi lavorare.

Vuoi tenere un gruppo di consulenza esterna per alcune funzioni, scegliere membri del tuo gruppo, aggiungere membri al tuo gruppo o probabilmente hai bisogno di provvedere alla formazione di coloro che sono coinvolti?

Anche in questo caso, sappi che ci sono molte tecniche non provate in circolazione in internet, che ti farebbero sprecare un sacco di tempo e denaro.

Il trucco sta nell’individuare e nel rimanere fedele al parere di esperti. Imparare dai professionisti significa diventare un professionista.

Impiega uno schema predefinito che aiuti il tuo piano di azione a prendere vita. Altrimenti potrebbe fallire facilmente. Molto spesso i piani di marketing sono ridotti a documenti blandi che finiscono per riassumere banalità. Piani che richiedono del tempo, come ad esempio il piano realtivo al social media marketing, verranno seguiti costantemente se qualcuno si è preso la briga di farli non solo accurati ma anche interessanti.

Per prima cosa dovrai scegliere chi verrà coinvolto, poi dovrai creare un piano di azione e mettere nero su bianco la tua strategia. Ricordati che può essere costoso concentrare tutti i tuoi sforzi verso un unico canale, come ad esempio solo su Facebook, solo su LinkedIn o su Twitter.

Generalmente un metodo in assoluto non fa ottenere il lavoro finito. Il modo migliore è scegliere differenti canali e distribuire fra essi il tuo tempo piuttosto che perdere la testa soltanto sulla prima scelta.

I social media evolvono in continuazione. Sarebbe illogico sponsorizzare una strategia corretta e immutabile. Prima dovrai crearti delle relazioni con i tuoi potenziali clienti su internet, affinché siano loro a fornirti spunti di riflessione dai quali partire per migliorarti.

Poi a seconda di come la tua “comunità” cresce, anche le strategie evolvono naturalmente a seconda dei bisogni delle persone che seguono il tuo profilo sui social media. Ecco perché i modelli di business non possono standardizzarsi. Vanno personalizzati con estrema cura e in un certo periodo di tempo.

Per riassumere:

  • avrai bisogno di prodotti validi, che si tratti di servizi o informazioni;
  • dovrai selezionare attentamente gli strumenti giusti che dovrai impiegare nel tuo piano;
  • dovrai circondarti di persone scelte con le quali instaurare dei legami profondi;
  • dovrai decidere quanto tempo tu e i tuoi collaboratori dovrete investire nel social media communications e nel social media marketing.

 


Prima di partire vuoi approfondire il tuo Perché? Richiedi una consulenza web!


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Links generici

Un altro tipo di links che vi consiglio di evitare sono i link “a tutto il sito”. Questi sono di solito i link ai “siti” o sezioni di un blog. Ciò significa che il tuo link appare su ogni singola pagina generata dal tuo sito.

Questo non è un problema per un piccolo blog, ma se il tuo link con lo stesso testo di ancoraggio appare su centinaia e centinaia di pagine di un singolo blog, come credi che Google lo vedrà?

Io non raccomando di focalizzarsi nella ricerca di links reciproci (bidirezionali o a due vie), poiché i links di questo tipo sono in genere meno preziosi di quelli a una via.

Questo include tattiche come l’utilizzo di trackback sui blog. La mia opinione è che il tempo che serve per creare un link reciproco, ovvero il tempo che serve per accordare due persone, può essere speso meglio per creare links a una via, che di norma valgono di più.

Può esistere una eccezione a questa regola a patto che il link reciproco si trovi su una pagina che ti può inviare un traffico significativo, o una pagina potente e autorevole.

Tuttavia, c’è un “ma” per i links reciproci. Nel mio lavoro di testing e di ricerca sui siti in concorrenza con i miei clienti sto notando sempre più siti che si posizionano bene con pochi links reciproci. Anche se questo risultato non è affatto strano, la cosa strana è che non accadeva negli anni precedenti.

Il mio consiglio? Scova qualche opportunità di link reciproco da pagine con Pagerank buono relative alla tua nicchia di mercato e alle tue parole chiave. Poi dedicati completamente allo sviluppo di one way links.

È possibile trovare partner potenziali facendo ricerche per termini come “invia il tuo link”, o “scambia il link con noi” per esempio.

Guarda la pagina in cui il tuo collegamento reciproco appare: se ha Pagerank di 2 o più nella barra degli strumenti di Google nel tuo browser (o con il plugin che preferisci) e se la pagina soddisfa i giusti requisiti aggiungi un link alla tua pagina e contatta l’altro sito perché faccia lo stesso con te.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro
  28. Il valore dei link .gov
  29. Proteggi la tua home page, non linkarla
  30. Links da evitare

 

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Links da evitare

Attento! Non tutti i link ti danno dei vantaggi anzi, alcuni link possono realmente danneggiare il tuo posizionamento, penalizzandoti sui motori di ricerca.

Nelle sue linee guida per i webmaster Google afferma quanto segue:

“Non partecipare a schemi di link progettati per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio PageRank. In particolare, evita link a siti di spam o “cattivi vicini” sul web, poiché la tua classifica personale può essere influenzata negativamente da tali collegamenti”.

Cerca di tenere i collegamenti di una determinata pagina in un numero ragionevole (inferiore a 100). Il posizionamento del tuo sito nei risultati di ricerca di Google si basa in parte sull’analisi dei siti che contengono link al tuo.

La quantità, la qualità e la pertinenza dei links verso il tuo sito hanno un peso predominante nel determinare la tua classifica.

I siti che linkano al tuo possono fornire dati sul contesto del tuo sito, e possono indicare la sua qualità e popolarità.

Tuttavia, alcuni webmaster partecipano a programmi di scambio link e costruiscono pagine partner esclusivamente per il cross-linking, senza tener conto della qualità dei link, delle fonti, e dell’impatto a lungo termine che questo tipo di link building avrà sui propri siti.

Violare con questo tipo di campagna le linee guida di Google per i webmaster influirà negativamente sul posizionamento del tuo sito nei risultati dei motori di ricerca principali.

Esempi di schemi di link possono includere:

• Link intesi a manipolare il PageRank;

• link a siti di spam o non conformi sul web;

• link reciproci eccessivi o scambio abusato di link (collegati a me e io mi collego a te);

• acquisto o vendita di link per aumentare il PageRank.

Vi è un elemento di rischio in qualsiasi link che creiamo. Tuttavia, con una conoscenza di un certo livello è possibile determinare rapidamente il rischio reale coinvolto nella costruzione di un determinato link.

Alcuni dei servizi di scambio o acquisto link lasciano un’“impronta” sul tuo sito: i motori di ricerca riconoscono, monitorano e penalizzano i siti che sono macchiati da questa “impronta”.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro
  28. Il valore dei link .gov
  29. Proteggi la tua home page, non linkarla

 

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Proteggi la tua home page, non linkarla

Se si controlla dove puntano i link nella maggioranza dei siti, troveremo troppo spesso un concentramento pericoloso sulla homepage.

L’idea è linearmente quella giusta: spingo la pagina che ritengo più importante compaia per prima sui motori di ricerca. Notizia bomba: non è il metodo da perseguire se vuoi costruire un sito web potente.

Cosa devi privilegiare? Il tuo obiettivo principe deve mirare a generare collegamenti su tutte le pagine del tuo sito, per spingere il power di ogni pagina, aiutandola a posizionarsi al meglio in accordo con le parole chiave della pagina stessa, invece di contare unicamente sulla potenza di collegamento della pagina principale.

È qui che bisogna spremersi le meningi.

Solo costruendo link di buona qualità, con testo di ancoraggio ottimizzato per i motori di ricerca avrai finalmente una vera strategia di link building. Ricorda sempre di seguire la nicchia di mercato e le parole chiave che si differenzieranno per le varie pagine del tuo sito aziendale.

In questa maniera massimizzi il potenziale dei link, e allo stesso tempo riduci al minimo il rischio di essere penalizzato dai motori di ricerca.

Sto parlando di costruire un firewall tra i link che andremo a fare e la pagina principale del tuo sito, contribuendo a proteggerlo dalle attenzioni di Google in modo da accrescere il numero totale dei link nel tuo dominio.

Si tratta di generare un numero elevato di link di “classe 1” alle pagine che sono a un link di distanza (poi 2 e 3 se si vuole fare un lavoro ancora più strutturato) ma non alla home page.

Questa procedura attribuisce potere alle pagine stesse, e ne porta di conseguenza anche alla home page, migliorando in generale i risultati.

Un gioco che mi piace fare è pensare alle pagine del sito web come a una squadra di calcio, e considerare una vendita come un goal. Il sito è il tuo stadio, e il pubblico i tuoi potenziali clienti.

Ovviamente se avessimo un super attaccante e il resto della squadra facesse ridere i polli non avremmo molte speranze di vincere il campionato, vero?

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro
  28. Il valore dei link .gov

 

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Il valore dei link .gov

Secondo te un link da un sito con dominio .edu o .gov vale di più secondo Google?

Ti anticipo subito che non c’è assolutamente alcuna prova concreta sulla quale basarsi per una risposta certa. Abbiamo indizi corposi, ma pur sempre indizi.

Questo è ciò che Matt Cutts ha da dire in proposito:

“In genere, la nostra politica è un link è un link. In molti chiedono delucidazioni sui link da DMOZ, collegamenti da .edu o da .gov, e ci domandano se non ci sia una sorta di spinta in più, o se non sia un link migliore se proviene da un .edu. Ecco, la risposta breve è: no, non lo è. Semplicemente i collegamenti .edu tendono ad avere un PageRank più alto, perché più persone si linkano ai .edu e .gov”.

Stando alle parole schiette di Matt sembrerebbe che tutti i singoli link abbiano il medesimo valore. I siti .edu e .gov sembrano ottenere il potere attraverso link che soddisfano i criteri che abbiamo già delineato nei post precedenti. Vediamoli in breve:

  • hanno un profilo naturale di collegamento misto con alta rilevanza;
  • un Trustrank elevato;
  • un Pagerank elevato;
  • costante flusso di link da siti di qualità.

Ci riescono perché sono su server fidati e sono collegati perlopiù a siti didattici, anch’essi su server fidati e con ottimi contenuti. Esattamente quello che si deve fare per avere un sito ben indicizzato…

Devi essere un’organizzazione registrata di insegnamento a livello nazionale se vuoi sperare di ottenere i domini .edu (in Italia .gov.it). Questo significa che le probabilità che il proprietario del dominio e il suo contenuto siano di qualità e fiducia sono eccezionalmente elevati.

Quindi se volessimo tirare le nostre conclusioni? Ecco, forse potremmo avvicinarci al vero supponendo che i collegamenti .edu e le varianti TLD dei vari paesi (come .gov.it) sono link così potenti sia perché hanno un alto Trustrank, sia perché rispettano le regole, ma anche perché, proprio per queste ragioni, potrebbero essere i beneficiari di un bonus addizionale da Google che li valorizza ulteriormente.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro

 

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Link building da 1000000 di euro

Nel post precedente abbiamo assodato che una campagna di link building che sia limitata nel tempo e allo stesso tempo di estremo successo è perlomeno sconsigliabile.

Ora, a titolo di esempio, ti propongo una pianificazione che io utilizzo spesso:

Step 1.

Hai un nuovo sito indicizzato. Inizia a creare alcuni link di qualità in modo da costruire una buona credibilità per l’occhio che tutto vede di Google. Non trascurare questo primo approccio del quale non parla mai nessuno, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Step 2.

Sviluppa il contenuto. Fai crescere la fiducia in questo modo e continua a cercare link pertinenti e di qualità. Assicurati che la ricerca della nicchia di mercato e delle parole chiave siano fatte a regola d’arte e che il testo di ancoraggio e i contenuti on-page la riflettano. Non sottovalutare l’importanza della ricerca della nicchia di mercato e il targeting delle parole chiave.

NB: se non usi parole chiave che riflettano il tuo settore, con buon traffico, poca competizione e buona monetizzazione, non otterrai mai un buon posizionamento. Fai un buon lavoro di ricerca della nicchia di mercato e delle parole chiave prima di costruire i contenuti e i links.

Step 3.

Questa parte di solito può essere sviluppata da circa 3 a 6 mesi dopo che il sito è stato indicizzato. Inizia ad ampliare lo spettro di tipi di links da costruire e includi links apparentemente meno rilevanti, come i collegamenti ai profili e commenti su blog non pertinenti. Continua a sviluppare i tuoi contenuti per costruire autorità.

Step 4.

Dopo circa 9-12 mesi, si dovrebbe vedere il tuo sito più o meno statico nella SERP. Google ha iniziato a fidarsi di te e puoi vedere dove ti posizioni. Ora puoi iniziare a generare per il tuo sito maggiori volumi di link generati dagli utenti, anche servendoti di strumenti e servizi esterni.

Step 5.

Analizza. Guarda le analisi del tuo sito. Impiega queste informazioni per definire le aree del sito dove apportare eventuali miglioramenti (parole chiave, contenuti, conversioni, nuovi links con testi di ancoraggio particolari, ecc.). Continua a costruire links mixando i vari tipi con cadenza settimanale.

È tanto lavoro, e ci vuole una certa esperienza per integrare questo sistema e adattarlo a ogni esigenza specifica, ma porta grandi risultati, e ne vale davvero la pena.

 

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  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
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  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro

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La risposta da 1.000.000 di euro

Hai bisogno di un profilo di link naturale, cioè tanti collegamenti da molte fonti diverse.

L’ideale sarebbe se questo profilo di link fosse diviso in due grandi gruppi:

Links generati dall’utente

Quelli che puoi creare tu stesso, o pagare qualcun altro affinché li generi al posto tuo. A cosa mi riferisco? Mi riferisco ai links sui vari profili, ai commenti sui blog, ad articoli/presentazioni e più in generale al contenuto dei social media e e dei bookmarking.

Links naturali

Ecco la parte più dura di una strategia di link building. Si tratta di recensioni scritte spontaneamente, o link ai tuoi contenuti. Si tratta di fornire link bait (letteralmente: esche per links) e contenuti di cui le persone vogliono parlare o che desiderano condividere. Dove sta il vero intoppo? L’avrai già capito, questi links non puoi generarli personalmente, a meno che non paghi per ottenerli.

Il concetto base è che nel 2011/2012 si avrà bisogno di un sacco di link generati dagli utenti, link che dovranno essere supportati da contenuti corposi e di alto livello per attrarre i links che non puoi fare da solo. Mi segui? Sto parlando della piattaforma di lancio del successo vero, quello ottenuto senza sotterfugi.

Hai bisogno di una strategia di link building che copra i metodi più efficaci per ottenere tutti i tipi di collegamenti possibili in maniera proporzionata e in un arco temporale esteso.

La tua strategia non dovrebbe essere quella di generare milioni di link al tuo sito, o in alternativa crearne un po’ e aspettare che il tuo sito si indicizzi. Non funziona proprio così.

Dovrai costruire il sito e la campagna di link building in vari step successivi. Pianifica et impera.

Non c’è una risposta veloce, nemmeno per chi la può pagare, non basta trovare il vaso di Pandora, bisogna saperlo gestire, con cautela ed esperienza. E come si fa? Organizzando una strategia che tassello dopo tassello, giorno dopo giorno, concretizzi la tua consapevolezza di web marketer in risultati di successo per il tuo business aziendale sulla rete.

Prendiamo un attimo fiato. Al prossimo post è il caso di vedere insieme un esempio concreto di come costruire una procedura che possa darti risultati concreti e duraturi.

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  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
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