Tag Archives for " Strategia social media marketing "

Digital Marketing: come definire un piano strategico

Piano di digital marketing
Un piano strategico di digital marketing è un percorso ciclico, che va individuato a partire dagli obiettivi che la tua azienda vuole raggiungere.
Per comprendere come definire un piano strategico di marketing digitale dobbiamo specificare le cinque fasi che non dovrebbero mai mancare:
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Google plus: esperti dietro lo specchio

Gli esperti SEO su Google Plus

Oggi voglio ringraziare un po’ di persone. E lo faccio parlando di Google plus, non da esperto, ma da fruitore di questo social ibrido.

Ti parlo delle belle avventure che si vivono in un mondo di condivisione sociale, dove l’identità conta su tutto e la parola “amico” non è contemplata, che sollievo.

Ci spendo due righe non perché debba dire che Google plus è meglio di Facebook o di Linkedin, ma solo perché ci lavoro e me gusta.

Frequentando questo piccolo microclima a tema SEO/web marketing ho potuto apprezzare professionisti operanti nel mio settore, da Francesco Margherita a Giorgio Tave a Maurizio Ceravolo, passando per Martino Mosna, Enrico Altavilla, Dario Ciracì e Maria Pia De Marzo, Riccardo Esposito, Claudio Gagliardini, Salvatore Russo, Valentina Falcinelli, Michaela Matichecchia, Giovanni Sacheli… segue lista infinita;-)
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Come monitorare la tua brand reputation online?

Monitoraggio della brand reputation
Avere sotto controllo la reputazione del tuo brand online è fondamentale per capire come vieni percepito dai tuoi potenziali clienti.
Fino a 10 anni fa capire come monitorare la tua brand reputation era molto più semplice. Ad oggi, con l’affermarsi di social media e piattaforme di discussione tematiche il controllo è parecchio più complesso.

Ti stai chiedendo perché devi conoscere la reputazione del tuo brand online? Semplice, perché il tuo brand non è quello dici tu, ma quello che dicono gli altri (cit).
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I segreti di Google+: 6 modi creativi per guadagnare +1

GOOGLEPLUS CREATIVE TIPS

Se facciamo una ricerca su google digitando “Googleplus“, troveremo milioni di risultati che ci spiegano quali e quanti (DAVVERO TANTI!) sono i vantaggi dell’utilizzo di questa piattaforma per il vostro brand, ma anche per il vostro PERSONAL branding.
Per un novizio di questa piattaforma, sono tutti dei #mustread, e anche noi in questi mesi ne abbiamo parlato in tutte le salse!

Abbiamo visto cosa sono le cerchie, le community, cosa si fa e COSA NON SI FA SU GOOGLEPLUS, abbiamo parlato dell’utilità di GoogleLocal per la Local Seo, e dell’importanza dell’attribuzione dell’Authorship per il ranking dei contenuti.

Oggi, sull’onda della creatività, voglio condividere con voi altri modi alternativi di sfruttare questa piattaforma!

1. CREA ALBUM FOTOGRAFICI TEMATICI

Lo sai già, le tue foto su Googleplus possono essere raccolte in album fotografici, e gli album condivisi in un post.
Quali e quanti modi creativi puoi trovare per utilizzarli? Te ne indico solo alcuni:

  • racconta una storia: la tua azienda si sta impegnando in un nuovo progetto? Gli scatti più divertenti o significativi li puoi raccogliere in un album e condividerli con il tuo pubblico, per renderlo partecipe della tua iniziativa! Più storytelling di così 🙂
  • crea un album di ricette: sei una food blogger? Tieni corsi di cucina online? Crea degli album fotografici tematici dove tutti possono vedere le tue creazioni finite, e nella descrizione inserisci lo shortlink alla pagina del tuo blog con la ricetta completa!
  • presenta un menù fotografico: ristoratore, ecco un ottimo modo per presentare le tue specialità culinarie!
  • fornisci istruzioni e tutorial: le foto le puoi usare per tutto! Quante volte mi hanno chiesto dei piccoli manuali di istruzioni con degli screenshots a prova di imbranato per capire meglio il procedimento da seguire? Beh, perché non farlo con Googleplus? Se i passaggi sono pochi, puoi utilizzare un unica gif animata, ma se cominciano a diventare molti, meglio raccogliere i passaggi in un album, corredando le foto di brevi descrizioni dei singoli passaggi!
  • implementa gallery fotografiche per alberghi e locations: la prima cosa che vado a vedere quando scelgo un posto per le vancaze sono le foto (..e dopo le recensioni!). Se sei una struttura alberghiera (ma anche un piccolo albergatore), su Googleplus puoi integrare tantissimi vantaggi – dalla Local Search, al servizio di recensioni, all’organizzazione di eventi. E allora, integra anche le photogallery! Puoi presentare le camere, le foto della struttura e dei dintorni, ma anche alcuni scatti relativi alle attività esterne che proponi, cosicché tour guidati, gite in barca, e passeggiate a cavallo diventino dei veri foto album che raccontano le storie di chi si è divertito grazie a te!

Untitled design (1)

2. USA GLI HANGOUT PER TOUR VIRTUALI

Avevamo già parlato dei 7 meravigliosi modi di utilizzare Google Hangout per il proprio business.

Oggi ne aggiungo un altro, e ti dico che Hangout è perfetto per creare dei tour virtuali, che possono essere visualizzati in tempo reale con Hangout on Air, o registrati per condividerli e visionarli in futuro.

Le possibilità? Anche qui, infinite!
Sei un agente immobiliare? Puoi far fare al tuo cliente che abita lontano un tour in diretta della villa che vorrebbe comprare.

Sei un artista? Offri ai tuoi fans un tour virtuale del backstage del tuo prossimo concerto!

Sei un brand? Condividi la tua storia! Come ha fatto Coca Cola qualche anno fa, organizzando un Hangout on Air nel quale ha presentato ai suoi fans un tour virtuale degli archivi, regalando un “dietro le quinte” davvero memorabile!

3. ENTRA IN MODALITA’ PARTY

Lo sapevi che gli eventi creati in Google Plus dispongono di una funzione di condivisione di foto built-in chiamata “Party Mode”?
Se organizzi un evento collettivo, devi per forza attivarla! In questo modo, permetterai a tutti i partecipanti al tuo evento di caricare automaticamente le proprie foto o video in un singolo “punto di raccolta” (il tuo evento) a cui tutti possono accedere.

I partecipanti al tuo evento che hanno risposto “Sì” al tuo invito, riceveranno una notifica che chiede loro di attivare la modalità Party quando inizia l’evento.
L’effetto ECO è garantito!

4. INVIA LE TUE NEWSLETTER

Ebbene sì, Riccardo Esposito e Salvatore Russo mi hanno svelato che Googleplus si può utilizzare ANCHE per inviare le newsletter al proprio pubblico!

Utilizza le cerchie per segmentare il tuo pubblico, e crea dei post con contenuti interessante da condividere con la tua cerchia “newsletter”, inviando al tempo stesso una notifica via mail ai destinatari con la funzione “invia anche un’email a [nome della cerchia]”.

Per i dettagli vi rimando alle guide ufficiali:
SALVATORE RUSSO -> Google Plus: usare le Cerchie come una Newsletter
RICCARDO ESPOSITO -> Come trasformare Google Plus in una Newsletter

5. CONDIVIDI I TUOI POSTS SULLE ALTRE PIATTAFORME SOCIAL.

Il cross posting è sempre un ottimo sistema per aumentare la propria visibilità. Inoltre i posts di Google+ sono unici nel loro genere, in quanto sono trattati come singole pagine web, con indirizzo URL personale, e vengono indicizzati nella ricerca.

Quindi, come direbbe Salvatore Russo, #SMARMELLA i tuoi post su facebook, pinterest, scoop.it e twitter, e convergi il traffico diretto a altre piattaforme social anche su Googleplus!

*NOVITA’ DEL GIORNO*
Anche a twitter piace Googleplus! Giusto ieri, Twitter ha introdotto la funzione “Riepilogo” per i posts di Googleplus. Se twitti un URL plus.google.com/blablabla e clicchi su “Riepilogo”, potrai vedere un’anteprima del titolo e di circa 150 caratteri della descrizione.

6. GOOGLEPLUS PER IL NO PROFIT

Come per rimarcare che Googleplus proprio non ha limiti, Valentina Lepore ci regala un bellissimo intervento raccolto in uno slideshare, dove ci spiega come organizzazioni no profit, onlus e associazioni possono trarre vantaggio da Googleplus per farsi conoscere e condividere le proprie idee e i propri valori con un numero maggiore di utenti.

Ecco le slide dell’intervento, con tanti ringraziamenti all’autrice!! 🙂

E voi, quali altri utilizzi creativi di GooglePlus avete trovato?

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Google authorship: come e a chi attribuirla

google-authorship

L’altro giorno mi dannavo cercando di risolvere un problema riguardante l’authorship di un cliente quando ad un certo punto, nella disperazione più totale, mi sono rivolta alla community dei Gplussers per cercare consolazione 🙂

La soluzione del mio problema in realtà era semplicissima, e sarebbe bastato riavviare il cervello e mettere i pezzi uno dietro l’altro.

Come però avviene, o DOVREBBE avvenire nelle migliori communities, la discussione ha preso una piega differente, deviando sul significato dell’attribuzione della paternità di un contenuto ad un’entitá (una pagina aziendale) invece a che a una persona fisica, e i vantaggi/svantaggi di questa operazione.

Indipendentemente da quale sia la soluzione oggettivamente migliore (sempre che ce ne sia una), ti consiglio di andare a leggerti le opinioni che sono state espresse nei commenti a questo post e, se vuoi, di condividere anche la tua!

Non potendo embeddare posts da community, ti regalo uno screenshot con il link
al quale puoi trovare e commentare tutta la discussione

gplussers-community

In ogni caso questa discussione mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non mi era ancora ben chiaro in testa il significato di Authorship, Publisher, Author Rank e chi più ne ha più ne metta, e ho deciso di scriverci un post.

Un po’ per usarlo come reminder personale, un po’ per raggruppare e riordinare tutte le idee, un po’ per condividere la mia ritrovata chiarezza con il resto del mondo web!

IL PRESUPPOSTO

Pinguino, Panda o Colibrì… qualsiasi sia l’animale del momento, una cosa è chiara ormai:

“You’re nobody ‘til Google loves you”.

Se non piaci a Google, non andrai lontano.
Google è in grado di giudicare l’autorità di un sito web sulla base di una serie di fattori chiave come il traffico, la qualità dei contenuti, ecc., ma finché non ti vede in faccia, è difficile che ti consideri.

L’AUTHORSHIP

Che cosa è l’Authorship?
E’ una metrica che identifica l’affidabilità della pagina web. Rappresenta l’appartenenza di un contenuto a un’entità, possibilmente un essere umano reale.
Google ti permette infatti di linkare i tuoi contenuti al tuo profilo G+, in modo da poter aggiungere il tuo copyright in calce a tutto ciò che scrivi.

Creare questa connessione tra te e il tuo contenuto aiuta Google a rendere quello stesso contenuto più vero, più affidabile e quindi più “meritevole” di essere visto dai lettori del web, perché quel contenuto è rilevante per la loro specifica query di ricerca.

Quando viene stabilita la tua paternità, Google visualizzerà il tuo faccione, nome e numero di seguaci Google+ accanto all’anteprima del tuo contenuto, e sarai ufficialmente riconosciuto da Google come l’autore di quei testi.

Un esempio del risultato finale:

rich-snippet

IN PRATICA COME SI FA

Collegare il proprio profilo personale ai propri contenuti è abbastanza semplice.
La guida la trovi qui.

In pochi semplici passi devi:
– creare un profilo personale Google+ e inserire nella sezione “link” per quali siti web sei autore;
– assicurarti di avere una foto profilo decente (ricorda, questa è la foto che apparirà nei risultati di ricerca di Google!);
– verificare il tuo indirizzo e-mail su Google+;
– assicurarti che sul blog/sito per il quale scrivi ci sia un sottotitolo con il tuo nome (che deve corrispondere a quello del profilo googleplus);
– verificare che tutto sia andato a buon fine, grazie al tool fornito da Google.

Se ancora hai dei dubbi, le istruzioni ufficiali le trovi qui.

Ti consiglio inoltre di tenere sempre sott’occhio questo post, che contiene un sacco di indicazioni utili e complete.

 

QUALI SONO I BENEFICI

L’attribuzione della paternità dei contenuti su Google ha evidentemente triliardi di benefici, ed è importantissima per aiutare a convertire il traffico verso il tuo sito web o blog.

Il perché te lo spiego in poche parole:

  • è “visual“. Il tuo faccione (o snippet per gli amici) accanto ai tuoi contenuti li fa spiccare rispetto agli altri. La visualizzazione della foto dell’autore richiama l’attenzione verso l’articolo nella pagina dei risultati della ricerca, mentre i contenuti orfani vengono notati meno facilmente;
  • è affidabile. Il fatto che ci sia una persona VISIBILE dietro a un contenuto crea una sorta di legame emotivo con gli utenti che hanno digitato la query di ricerca, e sono più invogliati a cliccare sul tuo testo. Inoltre l’utente ha in un solo colpo d’occhio la possibilità di vedere l’anteprima del tuo articolo e il tuo profilo Google+, dove troverà il numero dei tuoi followers e delle tue visualizzazioni. Insomma, può farsi un’idea di chi sei!
  • è potenziante. L’Author Rank è il “punteggio” che Google dà alla qualità dei contenuti che un autore ha pubblicato. Se un autore pubblica contenuti su un determinato argomento, il suo punteggio (Author Rank) aumenterà e sarà considerato più autorevole per quello specifico argomento, posizionando al meglio le sue pagine web.

CHIUNQUE PUO’ IMPOSTARE L’AUTHORSHIP?

Ecco il nodo della questione.
Tecnicamente sì, è possibile attribuire la paternità dei contenuti sia a pagine aziendali (o locali) che a persone fisiche.
Se però tutti possono impostare la paternità dei contenuti, non tutti avranno invece la possibilità di avere il “rich snippet” (o faccione) applicato ai contenuti.

Google suddivide infatti le paternità in varie classi:

Prima classe: servizio completo, foto, byline (nome / sottotitolo) e numero di seguaci Google+;
Seconda classe: o mezza pensione; byline (nome / sottotitolo) e numero di seguaci Google+, ma niente foto;
Terza classe: nessuna informazione riguardante la paternità visualizzata.

Se vuoi approfondire la questione puoi leggere questo articolo di Mark Traphagen Authorshipocalypse! The Great Google Authorship Purge Has Begun.

CONCLUSIONI

Una volta chiarito perfettamente il concetto, la questione diventa allora come sfruttare le possibilità dell’authorship nel modo corretto.
Certamente, per un’azienda, è importante fornirsi da copywriters autorevoli che scrivano contenuti di qualità e che abbiano un buon seguito sociale, commenti e link, in modo da poter amplificare la voce e l’influenza della propria azienda sul web.

Ma la domanda rimane: meglio metterci la faccia dell’autore, la faccia dell’azienda o la faccia del CEO?

Tu cosa ne pensi?

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Google HANGOUT: la videochiamata coi baffi

Hangout

PREFAZIONE
No, non è un omaggio alla viralissima pubblicità di Maurizio Costanzo degli anni ’80 e alle sue camicie.

E nemmeno al fantastico chef tatuato e baffuto (anche lui virale a più non posso!) che fa battere i cuori a tante donzelle e riempire gli stomaci agli italiani.

Questo articolo è un omaggio a Google Hangout, un’altra delle fantastiche features che Google ci mette a disposizione.
Oggi ti snocciolo 7 meravigliosi motivi per cui d’ora in poi (se già non lo facevi prima…) non potrai più smettere di usare la funzione Hangout di Google!

Attenzione: l’uso continuativo di questa lista può causare effetti collaterali, come ad esempio l’ira funesta di Madre che non capisce perché non potrà più utilizzare Skype per chiamarti, dopo averci messo 6 mesi solo per imparare ad “accenderlo” 😉

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Le 10 estensioni per Chrome che “boostano” il tuo Googleplus

gplus-chrome-extensions

Trotterellando per il bosco di Googleplus ignara di cosa stava per succedermi, come cappuccetto rosso intenta ad andare dalla nonnina, mi imbatto in questo post, un po’ datato ma non troppo (a riprova che i contenuti di valore hanno davvero LUNGA VITA su Googleplus).

Eccola qui, l’arma definitiva, la katana del geek-samurai.
Una LISTA ENORME, INFINITA, SENZA FONDO, di estensioni per Chrome.

la trovate QUI -> PLUSYOURBUSINESS FINAL WEAPON <- QUI

E c’è proprio di tutto, perfettamente diviso in categorie di utilizzo, per facilitare la lettura:

  • Developer
  • Screen Capture
  • Security/Privacy
  • Task Manager
  • URL Shorteners
  • Data Management
  • ….

Insomma, solo le categorie sono una lista lunghissima!! 🙂

La prima cosa che ho fatto, oltre ad una standing ovation a Martin Shervington e a tutto il gruppo di Plusyourbusiness, è stata quella di salvare questo articolo insieme ai “don’t forget” nella mia community privata, che utilizzo come archivio. Ti ricordi? Lo spiegavo qui.

Poi, una volta finito l’effetto “sbronza”, ho pensato a come potevo utilizzare queste nozioni ed estrapolare una mini-lista di estensioni che fosse utile (a me e anche ai lettori di questo post spero!) per il mio lavoro di social-cosa in divenire e smanettona tuttofare.

Innanzitutto, il presupposto per trarre beneficio da questo articolo è che usiate il browser Chrome sul vostro computer.
Non mi voglio soffermare sulle caratteristiche tecniche del browser, e nemmeno aprire un’enorme parentesi sui benefici di un browser rispetto all’altro. Vi dico la mia: per me è il miglior browser in assoluto, non solo perché è di Google (già sentita questa eh?), ma anche perchè è veloce, l’interfaccia è semplice e intuitiva, ed inoltre ha un sacco di possibilità di “espansione” grazie agli extra, alle app e alle estensioni disponibili.

Come appunto Google ci dice, le estensioni di Chrome sono “Piccoli programmi che aggiungono nuove funzioni al tuo browser e personalizzano la tua esperienza di navigazione”.

In questa lista trovate davvero di tutto, sia che siate dei programmatori, grafici, SEO, social media manager, analisti, panettieri…

Ma quali sono le estensioni che rendono la mia vita di social-cosa più semplice?

Di seguito la mia personale selezione, in attesa di avere la vostra!

1. LINK SHORTENER: “BIT.LY”

Che ve lo dico a fare! Il più famoso tra i link shorteners, funziona che è una meraviglia! Anche perché, oltre a fornirvi uno short link da condividere, vi permette di salvare i vostri link in gruppi e vedere le analytics dei click ricevuti. Oltretutto potete anche creare degli short links per i vostri gplus post!
Ah…l’ho usata anche per fare tutti gli shortlink di questo articolo!
La trovate qui -> http://bit.ly/1jQHunh

2. EDITOR PER GPLUS: “POST EDITOR”

Questa estensione vi permette di formattare in maniera semplice i vostri posts, aggiungendo grassetto, sottolineato e corsivi senza utilizzare i codicini * _ ecc.
Molto utile per gli “utenti occasionali”, ma anche per snellire il lavoro ai più esperti.
La trovate qui -> http://bit.ly/1jdo7VQ

gplus-post-editor

3. PROGRAMMAZIONE DEI POST SU GPLUS: “DO SHARE”

Ottimo per chi fa un sacco di posts su gplus e ha bisogno di programmarli (per ottimizzare il proprio tempo). Inoltre al momento è l’unico tool che fornisce questa possibilità.
La trovate qui -> http://bit.ly/1jdBZNF

4. GESTIONE DELLE CERCHIE: “CIRCLECOUNT”

Un’applicazione davvero interessante che permette di gestire in maniera ottimale le proprie cerchie, saperne di più sugli utenti Gplus, trovare gli influencers di un determinato settore.
Funziona sia per i profili che per le pagine e le community. E a anche una parte di analytics per controllare la propria “follower history”, il numero medio di +1 sui propri post, le condivisioni e i commenti che abbiamo ricevuto.
Ora (e già da un po’…) anche in versione “Chrome extension”.
La trovate qui -> http://bit.ly/1pgrD72

5. HANGOUTS: “GOOGLE HANGOUTS”

Per chi utilizza gli hangout per lavoro (come alternativa a skype ve lo consiglio caldamente) è un po’ scomodo avere sempre aperta la propria scheda personale googleplus.
Con questa estensione avrete hangout sempre connesso, con ricezione delle chiamate in tempo reale.
La trovate qui -> http://bit.ly/1jQHKTn

6. CONDIVIDERE SU GOOGLEPLUS: “GOOGLE +1 BUTTON”

Carina, un’estensione che vi permette di regalare un +1 o condividere una pagina web che magari non ha integrato il pulsante di condivisione google (AHHH ERESIA!! Lo sapete che non si fa??)
La trovate qui -> http://bit.ly/1r4PYZ6

7. STAY TUNED: “NOTIFICHE GOOGLE+”

Molto utile per vedere in tempo reale l’amata campanellina colorarsi di rosso quando qualcuno vi “plussa”, vi condivide, vi cita, anche se non avete aperto il vostro profilo gplus.
La trovate qui -> http://bit.ly/1qUsg3D

8. SALVA IN GOOGLEDRIVE: “SEND TO GOOGLEDRIVE”

Stai leggendo una pagina web con contenuti interessanti? Vuoi condividere il layout di un sito che ti piace?
Questa estensione ti permette di salvare una versione pdf della pagina web che stai visitando direttamente nel tuo Google Drive (e magari salvarla in una cartella condivisa con altri utenti).
La trovate qui -> http://bit.ly/1pgrKiQ

9. CONDIVISIONE IMMAGINI: “PIN IT”

Lo so, questa non è un’estensione “direttamente collegata” con Googleplus. Ma, come vi spiegavo tempo fa, i social network vincenti nel prossimo futuro sono Googleplus e Pinterest.
Quindi un “Pinterest Tip” è d’obbligo, per chiudere in bellezza!
Questa estensione è un semplice pulsante PIN IT a portata di click che ti permette di pinnare tutto quello che trovi sul web.
Facile, veloce e gratuita!
La trovate qui -> http://bit.ly/QtdeEH

pin-it-chrome

…come come? Il titolo dell’articolo dice 10 e qui sono solo 9..?
…1..2…3…cac***…

Ma no..è fatto apposta..la decima è in bianco per te no?

 

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Googleplus e LocalSEO: l’abbinamento perfetto!

googleplus e la geolocalizzazione

Direte voi: c’è qualcosa che GOOGLEPLUS non fa??
Risponderò io: NO…o meglio…forse il caffè!! 😀

Scherzi a parte, l’avevano previsto, lo stavano studiando, adesso l’hanno capito:

Come dicevamo all’inizio dell’anno, google sta integrando sempre più servizi che contribuiscono a ottimizzare il tuo sito nei risultati della SERP.

Uno tra i più importanti riguarda Google local e la geolocalizzazione.

Nella pagina iniziale di Google Places for business, troviamo una call to action che non lascia scampo:

“Fatti trovare sul Web
“Renditi visibile nella Ricerca Google, su Maps,
su Google+ e sui dispositivi mobili”

E siete ancora lì a chiedervi se la local SEO è importante?!?!

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Si fa o non si fa? 10 cose da evitare su Googleplus

gplus donts

Eccoci arrivati alla terza lezione di “Quant’èffigo Quant’èbbello googleplus“.

All’inizio abbiamo parlato del perché ormai se non usi googleplus sei OUT, passando per usi e consumi di cerchie e community, fino ad arrivare a qualche consiglio per i pro.

Oggi avevo voglia di liste.

Ma di liste di pro e di cose da fare su googleplus ne ho viste tante (la MIGLIORE IN ASSOLUTO e che vi consiglio è questa “50 cose da fare su googleplus”).

Ho visto però che tante aziende, complice il fatto che googleplus è ancora un pianeta sconosciuto (soprattutto in Italia) e poco abitato, non riescono a gestire in maniera efficace la loro presenza su questa piattaforma.
Inoltre Googleplus ogni giorno sforna una o due caratteristiche nuove, e molte aziende non vanno molto in profondità nell’utilizzo di tutte le features.
Ed è un vero peccato, perché “The big G” è un canale potenzialmente perfetto per connettersi con i clienti, approfondire le relazioni con i consumatori e promuovere la propria azienda.

Ispirata da alcuni errori visti in rete, oggi vorrei quindi fare una lista di DON’TS, da regalare a voi, alle aziende e a tutti quelli che vogliono iniziare la loro relazione d’amore con googleplus, e farla durare a lungo.
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