Emilia 3 prima in tempo alla prima tappa!

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Emilia 3 prima in tempo alla prima tappa!

21/04/16 – Prima tappa

Stamattina dal MallPlaza di Iquique è partita la nostra avventura.

Arrivati lì alle 7:30, ci siamo organizzati per svolgere al meglio le nostre funzioni e per essere pronti per la partenza alle 9:00. Il team Esus, proveniente da Santiago del Cile, si era classificato primo ai test preliminari, noisecondi e, infine, terza, la squadra cilena Kan.

Facendo riferimento al regolamento, ci aspettavamo di partire pochi minuti dopo il primo team, ma così non è stato. Al nostro arrivo, con grande sorpresa, l’organizzazione ci ha comunicato che sarebbe stata Emilia 3 a varcare la soglia del traguardo di inizio per prima. Il primo team aveva, infatti, subito una penalità a causa del loro ritardo all’arrivo del MallPlaza, e per questo motivo sarebbero partiti dopo di noi.

E’ stato molto emozionante vedere Emilia 3 oltrepassare il traguardo iniziale per prima, con a seguito gli altri due veicoli della categoria Evolution. Ma le grandi emozioni, in realtà, dovevano ancora cominciare.

Al km 206 dei 380 totali da percorrere in giornata si trovava l’inizio di un cantiere, che, per questioni lavorarive, rimane chiuso al traffico dalle 12:00 alle 14:00. Per tale motivo era obbligatorio attraversare questo tratto di strada lungo 40 km con l’auto solare caricata sul carro, quindi al buio e senza la possibilità di ricaricare le batterie attraverso la luce del sole.

Non solo questo rendeva la competizione più complicata, ma la difficoltà stava anche nella possibilità di rimanere fermi due ore durante l’orario di chiusura del cantiere, in cui, comunque, non era possibile sostare con l’auto per porterla ricaricare.

I primi due team, con un distacco di circa 20 minuti l’uno dall’altro prima dell’incontro con il cantiere, si erano ora raggruppati uno dietro l’altro, aspettando la possibilità di ritornare in pista.

Alle 14:20, finalmente liberi, c’è stata una nuova partenza delle due auto solari ed il team Esus ha cominciato a darci filo da torcere. Ma la vera preoccupazione è stata quando Kan è riuscita non solo a superare il secondo team finora in classifica, ma a raggiungere e superare anche noi, che dall’inizio della gara eravamo primi.

Arrivati al Control Stop, al km 280, il team Kan aveva un vantaggio di due minuti su di noi.
Pronti a recuperare, dove aver anche usato questi 15 minuti di pausa per ricaricare le batterie attraverso i pannelli solari, è ricominciata la gara.

Nell’ultimo tratto del percorso ci aspettavano salite molto impegnative, in cui sapevamo che avremmo avuto bisogno di molta energia. Per questo motivo abbiamo cercato di ottimizzarlal più possibile, per riuscire ad affrontare tali pendenze.

Pensavamo di essere ormai lontani dal team che ci aveva superato, quando invece, durante gli ultimi chilometri, lo abbiamo incontrato fermo proprio su di una salita. A causa della poca energia che aveva, ha dovuto caricare l’auto sul carro e trainarla per tutto il resto del percorso, il ché significa essere fuori classifica.

Quest’immagine ci ha provocato certamente preoccupazione, al posto di Kan potevamo essere noi, ma non volevamo mollare proprio ora che eravamo quasi alla fine della prima tappa.

E così abbiamo fatto, così abbiamo superato l’ultima salita, per poi vedere davanti a noi una distesa enorme, una discesa in cui poter recuperare parte dell’energia sfruttata. Ce l’avevamo fatta, eravamo ancora primi ed è mantenendo questa posizione che abbiamo tagliato il traguardo finale a Calama, una cittadina in pieno deserto.

Eravamo primi sul tempo. Avevamo saputo scegliere la strategia migliore da utilizzare ed eravamo riusciti a sfruttare ciò che avevamo, senza andare oltre e senza aver timore.

Durante il percorso abbiamo ricevuto qualche penalità dal giudice che ci accompagnerà per tuto il viaggio, ma non è ancora stata dichiarata la classifica finale.

Essere arrivati primi in tempo, aver affrontato un percorso totalmente nuovo, con una fisionomia completamente diversa da quella a cui siamo abituati ed essere stati in grado di gestire le nostre capacità per sfruttarle al meglio è stata la migliore ricompensa che potessimo avere alla fine di questa prima tappa. La prima di tante altre.

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