La caduta del link building, la nascita del link burning

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Link burning

Nella recente intervista di Eric Enge sul tema del link building, dell’autorevolezza e della reputazione Matt Cutt di Google ha cercato di sfatare alcuni dei miti sulle pratiche di link building. Tra questi il fatto che il link building non è illegale o penalizzante se fatto correttamente e il link rimane ancora il migliore indicatore di rilevanza per i motori di ricerca.
Eppure le società di SEO e le imprese che vogliono promuovere i propri servizi sul web dovrebbero smettere di concentrarsi sui link come unico mezzo per raggiungere le prime posizioni su Google.
Con le nuove tendenze di inbound marketing e marketing dei contenuti il link building si fonde molto di più con il concetto di link earning, per dare vita a un nuovo modo di intendere la creazione dei link, ovvero quello che oggi battezzo Link Burning.

Link building + Link earning= Link burning

Mi diverto a coniare questo termine per sottolineare come da un lato i testi di ancoraggio focalizzati su una singola parola chiave e rafforzati da una abnorme quantità di link (come avveniva nelle link farm) per raggiungere alti posizionamenti su Google non abbiano più senso, mentre dall’altro la fine della correlazione {parola chiave/link} faccia sorgere dalle proprie ceneri il concetto di correlazione semantica tra le parole chiave che allunga la sua coda sulla produzione di contenuti di qualità.
La nuova fenice del link burning prevede una diversificazione dei testi di ancoraggio, senza l’assillo di una singola parola chiave, ma con tante frasi semanticamente correlate o testi relativi al brand che sappiano donare all’intero sito web un profilo di link naturale e utile al visitatore web.
Affinché il fuoco di un link burning di successo non si esaurisca subito ma bruci nel tempo dunque deve seguire tre passi fondamentali:

  1. contenuti di qualità focalizzati su persone reali della nicchia di riferimento,
  2. parole chiave correlate semanticamente a rafforzare il tema della pagina e/o del sito web,
  3. campagna di promozione mirata alla creazione di materiali condivisibili dal pubblico di riferimento, importanti per creare un profilo naturale di link.

Mantenendo attive e costanti nel tempo queste tre componenti qualsiasi sito web vedrà i propri contenuti (e i preziosi link che generano) condivisi in tutto il web e aumenterà la propria autorevolezza sia agli occhi degli utenti sia dei motori di ricerca.
Come dice Matt Cutts a proposito dei link, “il loro obiettivo dovrebbe essere quello di rendere un sito attraente, in modo che la gente abbia voglia di visitarlo e condividerne i contenuti con amici e colleghi. Come risultato, ecco che il sito web inizia a posizionarsi sempre meglio nel ranking di Google.”

Scrivere contenuti di successo non significa a tutti i costi volerli rendere virali: far diventare virale un contenuto non solo è difficile da prevedere, ma è anche difficile da sostenere.
Scrivere contenuti di successo significa piuttosto fornire indicazioni utili al proprio pubblico di riferimento.

Da dove cominciare?

Se si è a corto di idee basta scegliere le domande più frequenti che ci vengono poste nel nostro settore per riuscire a scrivere un articolo di grande interesse, al quale le persone linkano molto volentieri, dal momento che hanno trovato le risposte che cercavano.

Il link burning non spoglia di valore il concetto di link, quanto la pratica di costruire campagne di link su singole parole chiave solo per scalare i motori di ricerca, senza preoccuparsi di fornire valore reale agli utenti finali.

SEO e contenuti di qualità: gli alfieri del link burning

Dunque l’obiettivo primario, dettato da Google che si muove verso la ricerca semantica (attenzione però a usare il termine “SEO semantica“), ma soprattutto orientato alla soddisfazione del cliente finale, deve essere sempre focalizzato sulla produzione di contenuti interessanti che la gente vuole leggere e condividere.
Gli accorgimenti poi che possono aiutare il contenuto di una pagina web a posizionarsi al meglio sui motori di ricerca e devono precedere sempre qualsiasi campagna di link burning di successo riguardano oggi ancora più di ieri una ottimizzazione SEO on-page completa e approfondita (che non significa keyword stuffed, ma vuol dire orientata semanticamente).
I fattori di posizionamento on page sono innumerevoli, e non basta più sapere per esempio che il tag title non deve superare i 65 caratteri: bisogna scrivere un titolo correlato al contenuto della pagina web, che in meno di una riga sappia invogliare quanti più visitatori a leggere il mio testo.
Il fuoco del link brucia ancora, ma per mantenerlo vivo bisogna ottenere il consenso del proprio pubblico, sempre più influencer di Google nella sua segreta definizione delle tanto agognate classifiche di ricerca.

 

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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11 comments
SEOCIAL: non è un paese per backlink says 18/12/2014

[…] tramite strategie di link baiting personalizzate, per esempio. Io insisto sul concetto di LINK BURNING perché mi diverte fondere i termini “Link building” e “Link earning”, ma a livello […]

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SEO white hat: come posizionarsi al meglio su Google says 18/12/2014

[…] il tuo link building in un link burning altamente infiammabile. Proprio come per i contenuti, fare link building tanto per fare mucchio non […]

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Il mestiere del SEO: un viaggio di formazione continua says 18/12/2014

[…] perché ho pensato al LINK BURNING per i nostri clienti: a livello letterario una semplice fusione dei termini “Link building” e […]

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