Link Bait: cos’è e come funziona

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Link Bait: cos'è?
Benvenuto alla prima parte del mio personale approfondimento su una delle tecniche più potenti del link burning made e-max: la link baiting.
L’accostamento dei termini “Link” e “Bait” (trad. ita: “esca”) – proposto da Nick Wilson nel 2005 e approfondito da Aaron Wall di seobook – ha alimentato fin da subito un dibattito molto acceso all’interno della comunità SEO.
Il termine “Link Baiting” infatti assume un’accezione controversa, (traduzione letterale: adescamento di link), perché evoca una sorta di fregatura per l’utente finale che viene preso all’amo.
Ma è davvero così? Vediamo di approfondire la questione, quel che è certo è che la link bait intesa come un contenuto virale “abbastanza interessante per catturare l’attenzione delle persone” (Matt Cutts docet) può diventare uno strumento white hat di link earning molto efficace, e dunque anche da maneggiare con cura.

Ma in fin dei conti non è sempre una tecnica per il proprio tornaconto?

Sì, certamente. Ma se il tornaconto prende il sopravvento si rischia parecchio. Pubblicare per esempio una notizia destabilizzante, infondata ma verosimile, in concomitanza di un grosso aggiornamento di Google può portare a una condivisione virale, per poi mettere in cattiva luce l’autore della notizia quando si rivela nella sua fallacia. In tempo di autorevolezza e fiducia sul web non mi sembra il caso di rovinarsi la reputazione per un pugno di link.

Link Baiting e Link Targets

Prima di parlare delle basi della link baiting chiariamo il legame tra link baiting e link targets.
Con Link Targets si intendono le URL che vuoi posizionare su Google, e per le quali il fattore principale è l’ancora che linka a esse.
La link bait è il contenuto, o un insieme di contenuti, creati per convogliare link verso le link targets, e dunque per aumentare l’autorevolezza del tuo sito web.
A volte le Link Targets coincidono con le pagine usate per ospitare la Link Bait (per esempio se la Link Bait è un e-book e la link target è la pagina del libro stesso) ovvero con le pagine del prodotto principale che vuoi promuovere. Il punto focale da non perdere mai di vista? Rendere la pagina facilmente linkabile (non dimenticare di mettere un bel box con il link di embed pronto per l’uso).

Link Baiting: obiettivi

Lo scopo primario del fare Link Baiting è molto semplice: aumentare il grado di autorevolezza delle tue pagine web.
A seconda del piano che decidi di seguire esistono poi obiettivi secondari:

  • Migliorare la tua reputazione online come autore, o la reputazione del tuo business;
  • Ampliare le relazioni: ottenere traffico di ricerca, optins, followers su Twitter e Facebook;
  • Vendere un prodotto particolare (un plugin, per esempio);

Quando la tua link bait ottiene tutti questi risultati, ovvero è in grado di raggiungere abbastanza lead per creare un profitto in funzione dei tuoi obiettivi, allora può ritenersi efficace.

Come funziona la Link Bait

Tu pubblichi un contenuto (testo, infografica, video, slideshow, plugin, ecc.) sul tuo sito web e le persone che lo trovano decidono di condividerlo, perché li ha colpiti in qualche modo. Perché è interessante, utile, informativo, divertente, sorprendente o provocatorio. Il nodo focale sono le due paroline magiche: le “persone” che trovano il contenuto e il fatto che debbano valutarlo “interessante” per condividerlo.

Entrambe sono necessarie affinché la tua link bait funzioni:
se nessuno vede la tua esca, non otterrai risultati.
Se non è interessante, siamo da capo.

Che cos’è l’amo (hook)?

Vediamo quindi che cosa rende la tua link bait interessante. La tipologia di amo o esca (la risultante finale è la stessa) che serve a catturare il pesce è il valore aggiunto che attrae gli utenti, fornendo loro la prospettiva di un vantaggio concreto. Quando dico concreto intendo anche emotivo: se il testo è in grado di suscitare un’emozione di qualsiasi tipo, abbastanza intensa da portare a una condivisione, allora sarà stato formulato in maniera efficace. La domanda da porsi mettendosi nei panni dell’utente è la seguente:

Che cosa ci guadagno se condivido questo contenuto?

Informazioni, spunti originali, procedure utili, previsioni future: sono tante le declinazioni possibili di un link bait di successo.

Breve durata vs. Evergreen

Quanto può durare l’effetto della link bait?
Alcune link bait funzionano alla grande per qualche giorno e poi esauriscono le loro cartucce. La maggior parte delle link bait sui siti di social bookmarking sono di questo tipo.
Altri tipi di link bait sono meno esplosivi, ma rimangono validi per un tempo superiore, continuando a generare link nel lungo periodo, anche per anni.

Fascia bassa vs. Fascia alta

L’altra classificazione che possiamo fare è tra una link bait di fascia alta e una di fascia bassa.
La differenza non si fonda sulla qualità del contenuto, quanto piuttosto sull’investimento e la fatica richiesta per crearla. Alcune cose che potresti fare come link bait sono più facili o meno costose di altre. Esistono alcune aziende che non si sognano nemmeno di investire più di cento euro al mese su contenuti testuali, seppure di qualità, per arricchire i loro blog o pagine web che dovrebbero fornire informazioni specializzate. Eppure allo stesso tempo investono migliaia di euro su applicazioni per smartphone perché pensano di potere ottenere maggiori benefici.
Non si tratta di capire cosa sia meglio o peggio in generale: la link bait per essere efficace deve avere un ottimo amo e una headline accattivante, poi può essere di fascia alta o bassa, ma solo tu puoi sapere su quale tipo di investimento ti conviene puntare.

Tutto ciò che è interessante è Link Bait

Attenzione perché “interessante” e “utile” non vanno necessariamente a braccetto.
Cartoni superfighi e storie strampalate di ladri che saltano sui muri di palazzi infiniti (per chi non lo conoscesse sto parlando di Jake Escapes) possono essere interessanti perché divertenti, ma non sono sicuramente utili.

Ogni post del blog è Link Bait

Nel momento in cui pubblichi un post in linea con gli argomenti per i quali ti stai formando un’identità come autore su internet, quel post può essere considerato una link bait.
Tanto è vero che chi scrive in maniera frequente sa quanto fondamentale sia scrivere un titolo che catturi l’attenzione e possa fungere da innesco perfetto per catturare l’attenzione degli utenti.
Se io trovassi in un blog il titolo del post “Le tre azioni SEO per un posizionamento garantito in prima pagina su Google” scritto da Andrea Pernici (ovvero una fonte che ritengo autorevole nel settore) sarei davvero molto interessato a leggerlo, e anche a condividerlo. Tu no?

“Don’t create what they want. Create what they need.”
(Hannah Smith)

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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