4 tecniche di link baiting di “fascia bassa”: sondaggi, survey, video, immagini

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Quando si progetta una link bait di “fascia bassa” non serve fare tante riunioni operative con il team e discutere chissà quante ore. Non significa nemmeno produrre un contenuto di bassa qualità. Semplicemente si può articolare sul breve periodo o pensarla come un evergreen, in funzione degli obiettivi del momento.
Io preferisco personalmente i contenuti evergreen – il mio motto è “chi va piano va sano e va lontano” – però ogni tanto uscire dagli schemi è divertente.

Fascia bassa (Low end) = Piccolo sforzo

Riassumendo:

  • l’espressione “fascia bassa” non si riferisce alla qualità del contenuto;
  • l’espressione “fascia bassa” significa che si crea alla svelta;
  • quella di “fascia bassa” può essere una link bait a breve termine o un evergreen.

Sondaggi

I sondaggi sono una forma semplice di link bait che puoi sia commissionare in esterna sia decidere di ospitare direttamente sul tuo sito web.
Fai una domanda. Tutto inizia da qui. Fai una domanda in relazione al settore del quale ti occupi e fai in modo che sia rilevante per il tuo pubblico (tanto per capirci, “Qual è il vostro animale preferito?” generalmente non funziona).
Le migliori domande sono quelle relative a temi caldi del tuo ambiente, dei quali le persone stanno ancora dibattendo.
Come sfruttare i sondaggi nel migliore dei modi?
Rendendoli un evento ricorrente, come il “sondaggio della settimana”, nonostante il sondaggio una tantum rimane comunque una buona risorsa nel caso si verifichi un tema di discussione molto acceso nell’area del tuo pubblico di riferimento.
Con i sondaggi puoi creare aspettativa in due fasi con un solo contenuto (come ottenere due caramelle al prezzo di una): quando pubblichi il sondaggio e quando rendi visibili i risultati, soprattutto se ribaltano le previsioni iniziali.

Indagini di mercato

Le indagini di mercato o survey sono come i sondaggi, ma con più di una domanda.
Molto interessante diventa anche prevedere uno spazio in bianco come parte della risposta, al fine di collezionare un sacco di opinioni per dei post di commento all’indagine sul tuo blog.
Anche in questo caso ottieni due “caramelle di aspettativa” al prezzo di una:

  1. Quando riordini le risposte;
  2. quando posti i commenti liberi più interessanti.

Se l’indagine copre diversi argomenti puoi guadagnare ancora più caramelle postando i commenti e i risultati di ogni parte in maniera separata.
Puoi invitare un gruppo di esperti del settore affinché forniscano le loro risposte alle tue domande, valorizzando il loro ego e catturando l’attenzione del loro pubblico, oppure puoi anche decidere di invitare tutti a rispondere.
A seconda della durata dell’indagine e di quante cose vuoi metterci dentro, le survey possono sconfinare nel territorio delle high-end link bait, le link bait di “fascia alta” (come per il termine low-end non ci si riferisce alla qualità del contenuto quanto all’impegno stimato in tempo/risorse impiegati per crearlo).

L’arma segreta: Google

Da tenere in considerazione come una grande risorsa è sicuramente Google Consumer Surveys, un servizio messo a disposizione da Big G. dove puoi fare domande e ottenere risposte spendendo davvero poco.
Pagare per avere una risposta è comunque molto più economico ed efficace della fatica che puoi fare per portare traffico alla tua survey.
Capisci anche tu che finché il tuo pubblico ti fornisce le risposte che cercavi ti va alla grande, ma questo Google Consumer Surveys ti permette di segmentare la ricerca demograficamente e geograficamente, ottenendo inoltre risposte in un lampo.

Praticamente il meccanismo funziona così: Google inserisce nei siti di editori online o affini la pubblicità della survey al posto di adv “normali” – cosa che conviene molto anche anche chi la ospita, perché genera maggiore visibilità grazie ai contenuti interessanti. Sembrerebbe tutto perfetto, se non per il fatto che il mercato Italia non è ancora previsto, con il suo relativo panel di utenti (un pochino ci possiamo consolare con Google Trends, anche se funziona in modo diverso).

Video e FotoLink-bait-Lol-cat

Video e immagini sono una ottima fonte di link bait: l’utente si trova subito a contatto con uno slogan immediato e quindi si riesce a coinvolgerlo più facilmente. Inoltre sono anche veloci da capire e semplici da linkare. Hai solo bisogno di un’esca che lo renda tanto interessante da condividerlo. Potresti addirittura non avere bisogno di un’esca se chiedi al tuo pubblico di scrivere una didascalia sotto un’immagine divertente. Basti pensare al fenomeno dei LoLcat e al sito http://icanhas.cheezburger.com/ che ha fatto fare tutto il lavoro ai propri utenti. Niente male come idea vero?
L’importante è seguire strategie di link baiting centrate su argomenti che possono interessare al tuo pubblico: solo in questo modo gli utenti saranno davvero invogliati a collaborare.

Puoi mixare qualsiasi tipo di contenuto con immagini o video: per esempio, se devi promuovere un articolo puoi farlo tramite un video che lo introduca, ne evidenzi i punti focali e poi lo richiami con un bel link formato call to action grafica, ben visibile e colorata.

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About the Author Matteo Landi

Esploratore convinto di percorsi di significazione e conversione. Ama creare Valore per l'utente finale. Web marketer, umile operatore del web e appassionato curioso di funnel altrui.

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1 comment
Link building e analisi dei dati: ricerche e sondaggi says 18/12/2014

[…] – di Google Consumer Surveys. Ne ho già anticipato il funzionamento nel post precedente sulle link bait di “fascia bassa” e purtroppo per il mercato Italia non possiamo usufruirne, ma chi volesse comunque ottenere […]

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