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Google, paladino del web o arbitro incapace? La risposta di e-max

Spy-vs-Spy, aka e-max vs tagliaerbe
Colgo l’occasione per rispondere al guest post apparso sul blog di Davide Pozzi, alias Tagliaerbe il 6 maggio 2014, dal titolo “Google, paladino del web o arbitro incapace?” nel quale veniamo citati in merito al posizionamento sulla keyword “web marketing” e al nostro profilo di backlink.

La creazione del valore

Il primo obiettivo dell’agenzia web e-max è sempre stato la creazione di valore, per gli altri e per noi stessi.
Anni fa, a inizio attività, ci siamo chiesti: come possiamo farci conoscere sul web?
Le risposte che ci siamo dati sono state:

  • Con la creazione di consulenza web e progetti come quello della directory (costruita nel 2008);
  • Tramite la redazione di e-book gratuiti, come per esempio SEO 2013 (nel quale abbiamo tradotto e dato il nostro punto di vista sulle ricerche di Searchmetrics e Moz in merito ai fattori di posizionamento per i motori di ricerca);
  • Attraverso l’informazione sul blog, sempre in ottica utente e volta a perseguire le giuste modalità di crescita nel posizionamento di un sito web (modalità che evolvono nel tempo, da qui l’apparente paradosso tra le cose scritte sul blog – white hat SEO – e le attività svolte allora).
  • Creando servizi utili agli sviluppatori, come i plugin gratuiti.

Ci occupiamo di SEO e web marketing dal 2007, e le tecniche “buone” e “cattive” sono molto cambiate in questo enorme (in termini SEO) lasso di tempo.
Abbiamo visto tantissime modalità di “black hat” puro o di compravendita di links, ma ce ne siamo sempre tenuti alla larga.

I plugin per Joomla!

La creazione di plugins, moduli, templates e sofware in generale rilasciati gratuitamente ad altri sviluppatori è stata in passato, ma rimane tuttora, una tecnica di link baiting molto comune.

Il fatto che questi plugin abbiano aumentato a dismisura il numero di backlink a nostro favore significa semplicemente che molti webmaster li hanno trovati utili e li hanno usati. Come succede in moltissimi temi gratuiti per WordPress, ad esempio.

I nostri Plugin si comportano esattamente come tanti altri plugin presenti sulle varie piattaforme disponibili online.

Riprendo un passaggio nel post relativo a un commento apparso nella pagina extension di Joomla:

Per farla breve, senza entrare nel dettagli delle ulteriori indagini che ho fatto, ho scoperto che e-max ha pubblicato diversi plugin che una volta installati su un sito che gira sotto Joomla, pubblicano, in modo nascosto (display:none), un link strategico collegato a e-max. Questo ha fatto infuriare diversi utenti che hanno pubblicato le loro veementi proteste attraverso questa pagina.

Insieme al commento intitolato “very sneaky and unethical”, datato 10-07-2011, ci tengo a fornire uno screenshot completo della sequenza dei commenti nella pagina citata, che contestualizzano meglio il disappunto di questo utente.

extension-joomla-comment-emax

Vorrei sottolineare i passaggi del commento intitolato “Does exactly what it says. Install, turn on, done”:

PHP code is commented, and easy to read/follow… The author link back in the code is nothing to get excited about, everybody does it. Changing that line of code takes two minutes. it is near the bottom of the php file.

INSOMMA, LO SANNO TUTTI BENISSIMO CHE CI SONO I CREDITI.

La generazione di tanti backlink “hidden” è data dal fatto che nella parte amministrativa del plugin c’è un’opzione per disattivare la visualizzazione dei credits, che viene usata dalla quasi totalità dei webmaster che installano il plugin stesso.

scelta-crediti-plugin-joomla

Un backlink “hidden” certifica solo che questo software è stato fatto da noi. Ribadisco, il fatto che siano “hidden” è solo perché abbiamo scelto di consentire a chi lo installa di poter rimuovere la visualizzazione dei credits dalla pagina che ospita il plugin.

Il nostro profilo non naturale di links viene dal fatto che questi plugins hanno avuto un successo che nemmeno noi ci aspettavamo.

Ci teniamo a sottolineare che questa attività l’abbiamo realizzata solo sul nostro sito e non certamente per i nostri clienti – per i quali abbiamo ottenuto dei risultati eccellenti anche “solo” con tecniche White Hat. Per chi volesse saperne di più le nostre attività per i clienti sono descritte nella nostra pagina sulla Strada del successo.

Abbiamo sempre cercato di creare valore per il mondo del web e per tutti i nostri clienti, così come abbiamo sempre usato solo e unicamente i nostri siti come palestra per valutare l’efficacia e la legittimità delle nostre azioni sul web (a volte prendendoci pure qualche rischio).

Conclusioni

Per concludere possiamo concordare che Google rimane sempre un motore di ricerca, con le sue falle e incomprensibili decisioni.
D’altro canto non crediamo che l’autorevolezza del nostro sito web derivi unicamente da questi backlink, perché riteniamo sia invece un ottimo punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno di servizi di web marketing e costruzione di siti web, così come per tutti gli appassionati di questo settore.

Analizzando la distribuzione dei backlink, e scegliendo di non considerare i backlink direttamente collegati ai plugins, rimane un 12% di “other anchor text”. A occhio e croce il 12% di 18 milioni fa quasi 2 milioni. Backlink ottenuti in 7 anni di lavoro appassionato e ricerca relativa a tutte le sfumature della SEO. Siamo partiti anche noi semplicemente inserendo quanti più meta tag possibili… 🙂

Provate a digitare su Google: “cos’è un link” oppure “link baiting”, tanto per citare un paio di esempi.

I nostri obiettivi come azienda son quelli di fornire i migliori servizi possibili di marketing digitale, unendo l’expertise di professionisti nei diversi ambiti di questa professione.

Questo percorso è dinamico e cambia in funzione del mutare dei tempi.

Sicuri del nostro operato, siamo pronti a qualunque confronto e collaborazione in ambito SEO e web marketing.


Solo non ci piacerebbe essere dipinti come i “furbetti del quartierino” (anche se sappiamo che i paladini della giustizia senza macchia pronti a urlare dal pulpito in giro sono tanti) in quanto sono anni che lavoriamo con dedizione alla nostra mission:

“Inventiamo e costruiamo con determinazione strumenti di comunicazione all’avanguardia per le aziende”.

Attraverso i nostri plugin abbiamo dato valore a tantissimi webmaster in tutto il mondo.

Credete davvero che questo sia “giocare sporco”?

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Supersummit – formazione gratuita online

Si è appena concluso il primo mese di Supersummit, il primo evento/network online per la formazione professionale; più di 40 esperti del settore hanno tenuto corsi di formazione e conferences relative alla comunicazione digitale e al social media marketing.

Tema del mese di novembre: “Social Media, Seo & Web Marketing”

SuperSummit

I nostri commenti a caldo: …che spettacolo ragazzi!

Supersummit è una figata, lasciatemelo dire… si svolge tutto esclusivamente online, con webinar da circa 60 minuti l’uno, tenuti dai maggiori esperti del settore, che danno consigli ed esempi pratici, oltre che dati, statistiche… e i famosi “tips&tricks”.
Durante gli eventi è possibile anche interagire da casa, con domande via chat che saranno poi rigirate allo speaker di turno.

Pubblico di riferimento: consulenti per le aziende, social media managers, bloggers, giornalisti, ma anche newbies del settore ansiosi di aprire il vaso di Pandora della comunicazione digitale e scoprire i segreti dei più grandi web marketers d’occidente!
Insomma, autodidatti… qui c’è chi vi insegna il web “aggratis”!

Eh sì, proprio aggratis! Infatti i webinar sono live e gratuiti per tutti.
Con alcuni “power-up” a pagamento, ovviamente:

  • Registrazione dei video (per riguardarteli con calma)
  • Report conclusivo in formato .pdf
  • Download Slides e Materiali

Però insomma… che volete di più!

Se vi siete persi gli eventi di questo mese, avete l’imbarazzo della scelta! Sul sito trovate l’elenco dei prossimi eventi, che continuano per gran parte del 2014:

  • Social Customer Care
  • Copywriting
  • Digital Marketing turistico
  • E-commerce
  • Mobile

Noi abbiamo voluto provare a tenere traccia dei consigli più “straight to the point”, che sono stati twittati nel corso delle giornate di Summit.


La nostra “quote” preferita:

 

La nostra esperienza: alcune cose le sapevamo, di alcune – di più – cose abbiamo avuto conferma, alcune – molte, molte di più – cose le abbiamo imparate!!

E voi che cosa avete scoperto, che ancora non sapevate, dal Supersummit?

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Google Hummingbird 2013: la rivoluzione del Colibrì

Google-hummingbird
È già operativo da oltre un mese, il nuovo algoritmo di ricerca che Google ha chiamato “Hummingbird”, Colibrì. La rivoluzione è iniziata in punta di piedi ma è dai tempi di Caffeine (2011) che il motore dei motori non effettuava una rivoluzione di questa portata: l’algoritmo si avvicina all’utente ed è in grado di comprendere e rispondere a query di ricerca complesse, mentre non avrebbe come obiettivo l’indicizzazione delle pagine.
Dopo pinguini e panda, è il tempo dei colibrì, perché l’esigenza era di avere un algoritmo “preciso e veloce” – spiega Amit Singhal, ingegnere informatico e vice presidente di Google Inc. – ma, a differenza dei suoi illustri predecessori, Hummingbird non è un aggiornamento: qui siamo di fronte a un algoritmo completamente nuovo, che risponde alle esigenze del nuovo utente sulla rete.
Penguin e Panda, sono stati dei “tagliandi” al motore di Google. Hummingbird è un motore diverso, che tuttavia utilizza ancora alcune componenti del vecchio, inclusi gli oltre 200 fattori che determinano il posizionamento. Ma parliamoci chiaro: se influenza il 90% delle query di Google, Hummingbird è Google.

In viaggio verso la ricerca semantica

Nell’era del Colibrì, la ricerca viene elaborata su modelli conversazionali.
L’obiettivo è riuscire a comprendere il significato di query complesse.

Un algoritmo che per la prima volta penetra i misteri della semantica?

Certamente parliamo di un balzo in avanti verso il linguaggio naturale, dove ogni parola ha un peso specifico maggiore nell’ambito del senso generale della frase; passo obbligato per seguire i progressi della ricerca vocale e una rivoluzione nell’ambito dell’interazione uomo-macchina.
Sono tre gli elementi che Hummingbird utilizza per analizzare la query e individuarne il significato:

  • la posizione dell’utente;
  • la sua identità;
  • la cronologia delle richieste precedenti.

Se la query fosse: “Dove trovo il cinema più vicino?”, il risultato della SERP potrebbe includere la geolocalizzazione per individuare la posizione, l’analisi dell’identità e una selezione di risultati che escluda i film non adatti ai minori, se l’utente ha meno di 18 anni.
Se poi la query successiva fosse “Come ci arrivo?”, Hummingbird la metterebbe subito in relazione con la precedente fornendo il percorso per arrivare al cinema anche se del luogo non si fa menzione. È il terzo l’elemento “conversazionale” che consente a Hummingbird di mettere in una relazione di significato le due query, su base cronologica.

Che succede al Page Rank e alla SEO?

Il Page Rank non scompare, ma resta un piccolo meccanismo in un enorme ingranaggio che considera molti altri elementi. E la SEO? Niente paura, ci rassicurano, le regole fondamentali restano invariate: contenuti di qualità e originali. Il Colibrì è tra noi, in incognito, da oltre un mese, non dimentichiamolo: dunque è cruciale analizzare con attenzione i risultati delle statistiche dell’ultimo mese per sapere se c’è qualcosa di cui preoccuparsi.
Bisogna ammettere che alcuni test lasciano ancora più di qualche dubbio circa le capacità dei meccanismi interni del nuovo cervello di Google. Ma intanto Google ha già annunciato una prossima evoluzione verso il concetto di assistente personale. A quel punto, a seguito di una precedente richiesta del tipo “Pioverà domani?”, ci sentiremo ricordare, il giorno successivo, di “Non dimenticare l’ombrello!”, ma per questo dovremo aspettare…

Aggiornamento 09/2014: SEO semantica: quer pasticciaccio brutto

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I dati di ricerca sulle parole chiave spariscono da Google Analytics

Parole chiave cancellate dalle analytics di googleDa lunedì 23 Settembre 2013 Google ha deciso di non rendere più visibili i dati di ricerca sulle parole chiave in Google Analytics.

Lutto nazionale per i SEO e soprattutto per gli smanettoni amanti del posizionamento fai da te.
Un bel protocollo SLL per criptare i dati e via, keywords 100% not provided.
Sicuramente una strategia per favorire gli annunci AdWords, non coinvolti nel buco nero, che continueranno a fornire i dati sulle parole chiave come facevano fino a oggi.

Siamo al primo passo verso un servizio di Analytics a pagamento?

Possibile, quello che sappiamo finora è che fare SEO diventa sempre più un lavoro per professionisti di web marketing, capaci di gestire strumenti di misurazione evoluti e di creare campagne su misura per migliorare le conversioni dei propri clienti.

Nessuna paura dunque?

L’unica preoccupazione forse riguarda gli eccessivi privilegi che Google potrebbe accordare alla ricerca sponsorizzata, a discapito di quella organica. Il mostro del business che allunga la sua ombra sulle vere esigenze degli utenti.

Voi che dite? Mani tra i capelli o novità costruttiva?

Fonti: 

http://searchengineland.com/post-prism-google-secure-searches-172487e

http://searchenginewatch.com/article/2296351/Goodbye-Keyword-Data-Google-Moves-Entirely-to-Secure-Search

 

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E-max a “FARETE”: il meeting point delle imprese a Bologna

Farete evento di Unindustria Bologna

La nostra web agency e-max sarà presente con il suo stand espositivo a “Farete: dalla mail alla stretta di mano”, il 16 e 17 settembre 2013, la due giorni delle imprese targata Unindustria Bologna. 

In questa occasione potremo presentare ufficialmente il servizio MARKET GURU, che abbiamo ideato in collaborazione con l’azienda Sinergica, nostro partner commerciale.

 

In che cosa consiste questa nuova soluzione web all’avanguardia?

Sinergica+e-max-market-guru

Market Guru ti permette di integrare una segreteria commerciale altamente qualificata a un piano mirato di inbound marketing per moltiplicare il valore della tua azienda online nel lungo periodo.

market-guru-farete

Veniteci a trovare numerosi, vi aspettiamo allo stand A 64, B9  (insieme ad Arancho Doc srl)

Buona fiera a tutti!

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Stato dell’inbound marketing in Europa

L’inbound marketing in Europa: tasso di adozione, obiettivi e ROI [RICERCA] | Web In Fermento.

Inbound marketing

La strada per il successo della tua azienda online

Mi collego alla recensione molto ben fatta da Maria Pia sullo straordinario report annuale di Hubspot, l’azienda americana che ha coniato il termine “inbound marketing” e ne ha fatto un marchio di fabbrica usato in tutto il mondo, per un nuovo concetto di “marketing that people love” che sta segnando il successo di moltissimi business anche in Europa.

Il vantaggio enorme che apporterà l’adozione di questo concetto potrà segnare il superamento delle difficoltà spesso riscontrate lavorando con le aziende in Italia sulla tracciabilità del ROI (ritorno dell’investimento), problema ricorrente per gli specialisti del SEO e del web marketing.

Ma alla e-max non perdiamo tempo e ci stiamo attrezzando con soluzioni web all’avaguardia

 

La Strada per il Successo dei nostri clienti è già tracciata.

strada del successo

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Sei un artista o uno scienziato del marketing?


marketing-scientistEcco un articolo da non perdere scritto con arguzia da Mark McGuinness 

Are You a Marketing Artist or Scientist? | Copyblogger.

A quale tribù appartieni?

Se preferisci scrivere un post originale sul blog, intervistare un ospite di spicco per il tuo podcast, o montare un video virale, è probabile che tu sia un artista del Marketing.

Se invece preferisci ottimizzare le parole chiave nel contenuto del post, analizzare il tasso di crescita degli iscritti al  podcast, o testare il tasso di conversione sulla landing page del video, potresti definirti uno scienziato del Marketing.

Il succo del discorso?

Il marketing non è né un’arte né una una scienza. Racchiude entrambe.

La collaborazione tra cervelli orientati diversamente risulta sempre l’arma vincente.

E tu che ne pensi?

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Consulenza SEO: 4 modi di fare business

Consulenza SEO

Dalla consulenza SEO al rapporto continuativo

I proprietari di piccole attività o di PMI che vogliono promuovere il loro business sul web hanno 4 opzioni a loro disposizione.

  1. Affidarsi a un’agenzia web esperta in consulenza web e tecniche white hat;
  2. Affidarsi a un’agenzia web esperta di web marketing e tecniche black hat;
  3. Gestire il web marketing in prima persona;
  4. Farsi affiancare da un consulente SEO per un periodo limitato di consulenza.

Le domande da porsi sono:

  • Quanto tempo ho a disposizione per il web marketing?
  • Quanti soldi voglio investire?

Cerchiamo di analizzare i pro e i contro delle opzioni a disposizione.

1. Assumere un’azienda White Hat SEO che svolga tutto il lavoro

Pro:

Un’azienda che pratica White Hat SEO ti tratterà più come un partner che come un cliente.

Un’azienda di questo tipo conosce tutte le regole e le linee guida sulle migliori pratiche SEO e cerca di sfruttare le sue conoscenze per aiutare il tuo sito web a raggiungere visibilità, generalmente sulle liste organiche dei motori di ricerca.

Il pacchetto completo comprende consulenza SEO e ottimizzazione del sito web, marketing sui contenuti, impostazione di un piano di Social media marketing, campagna di inbound marketing, ireport di analisi e così via.

Quando lavori con una società White Hat SEO puoi stare tranquillo la notte sapendo che il tuo sito è in mani capaci. Se hai domande o dubbi, una società White Hat ti guiderà passo dopo passo in ogni fase del percorso.

Contro:

Lavorare con una società White Hat SEO non è certo l’opzione meno costosa che puoi scegliere. Questo è spesso il principale problema per i proprietari di piccole imprese, che non hanno il bilancio di un’azienda di medie dimensioni, capace di sostenere i costi di una società SEO.

Alla domanda “quanti soldi voglio investire sulle attività di web marketing?” una media impresa che punta molto sulla visibilità del proprio sito internet dovrebbe mettere a budget un investimento a partire dai cinquemila euro all’anno per ottenere buoni risultati (minimo sindacale in una nicchia facile e a bassa concorrenza).

2. Assumere un’azienda Black Hat SEO che svolga tutto il lavoro

Pro:

Le aziende Black Hat sono di solito molto più convenienti rispetto alle aziende White Hat SEO o ai consulenti esterni. I proprietari di piccole imprese possono pagare una cifra una tantum per risparmiare tempo e non occuparsi delle proprie campagne SEO.

Contro:

Nel mondo della SEO ottieni quello che paghi. I servizi di Black Hat potrebbero essere super economici perché tutte le attività sono state date in outsourcing in India o nelle Filippine, ma nel peggiore dei casi potrebbero anche non fare niente. Di solito le società Black Hat puntano a promesse roboanti che non possono mantenere. Un esempio? Il tuo sito sarà sicuramente in prima posizione su GoogleNel posizionamento organico nessuno può offrire questa certezza, a meno che non scelga di indicizzare il vostro sito per parole chiave assolutamente senza valore e competizione.

Con la Black Hat SEO c’è sempre il rischio di incorrere in una sanzione da parte dei motori di ricerca e i risultati hanno vita breve perché non c’è interesse a investire nel lungo periodo.

3. Imparare la SEO da autodidatta

Pro:

Non c’è carenza di risorse per chi cerca la SEO fai da te. Il posto migliore per iniziare è con le linee guida SEO dei motori di ricerca (Google e Bing forniscono un sacco di informazioni utili).

Ci sono poi decine (se non centinaia) di webinar (seminari on line) on-demand da scaricare, fantastici white paper, blog specializzati, workshop e corsi di formazione SEO, eventi e molto altro – tante volte gratuiti.

Gestire la SEO in prima persona è certo l’opzione più economica, ma anche la più rischiosa.

Contro:

La strada per il successo nella SEO non è affatto breve, né facile. C’è una grande differenza tra il leggere come fare qualcosa e l’implementazione di pratiche realmente efficaci. Molti proprietari di siti vengono bannati dai motori di ricerca semplicemente perché non si rendevano conto che stavano facendo qualcosa di sbagliato. Il loro sito perde traffico, scivola in basso nelle SERP e loro non sanno perché o né hanno idea di come risolvere il problema.

Da soli si può imparare qualche accorgimento base sulla SEO. Purtroppo però ci sono alcune abilità che si raggiungono solo con l’esperienza e conoscenze specifiche di programmazione. Con così tante informazioni là fuori sulla SEO, è anche molto facile ottenere messaggi contrastanti provenienti da fonti diverse. Un blog dice di fare una cosa, un altro consiglia il modo opposto – quali consigli seguire?

4. Assumere un consulente SEO

Pro:

Uno dei maggiori vantaggi di lavorare con un consulente SEO è che può essere molto più conveniente rispetto a un pacchetto completo di un’agenzia web. Con tre o quattro sessioni di consulenza SEO puoi ottenere una discreta comprensione delle nozioni di base e iniziare una campagna SEO e di link building da continuare poi da solo. Tu trai beneficio dalla loro conoscenza ed esperienza, ma non devi pagare come quando implementano loro tutte le componenti.

Contro:

Lavorare con un consulente SEO è l’ideale per imparare e avere qualcuno che punta nella giusta direzione, ma alla fine della giornata la maggior parte del lavoro effettivo dipende da te. Una consulenza SEO può darti tutti gli strumenti e avviare il tuo cammino, ma la responsabilità per l’esecuzione ricade interamente sulle tue spalle. Se non segui il piano che ha creato il consulente non arrivi da nessuna parte.

Secondo il mio modesto parere l’unica opzione da evitare dovrebbe essere quella di lavorare con una società di Black Hat SEO.

Non si dispone di liquidità immediate? Meglio mettersi a studiare per un anno, ascoltare i consigli e frequentare blog/seminari di esperti.

I primi passi sarebbe auspicabile muoverli con una consulenza SEO specializzata e in un secondo momento, se il business inizia a dare i suoi frutti, si può investire con maggiore consapevolezza in un’agenzia White Hat seria.

Una cosa è certa: lavorare con una società Black Hat è il modo migliore per bruciarsi ogni possibilità di business nel lungo periodo.

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White Hat e Black Hat Seo

Mai sentito parlare delle tecniche di White Hat e Black Hat Seo?

Ecco un paio di definizioni per chiarirci le idee.

Nella terminologia specifica dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, White Hat Seo si riferisce all’uso di strategie Seo che si concentrano su un pubblico umano e seguono anche le regole previste dai protocolli dei motori di ricerca.

Per esempio, un sito web che si concentra sul posizionamento organico è ottimizzato tramite pratiche di White Hat Seo.

Alcuni casi di tecniche White Hat Seo?

  • Ricerca e uso delle parole chiave,
  • l’analisi delle parole chiave stesse,
  • il backlinking naturale,
  • ottimizzazione del codice per i motori di ricerca,
  • la stesura di contenuti di qualità per i lettori umani.

Coloro che intendono fare un investimento a lungo termine sul loro sito web useranno tecniche di White Hat Seo più frequentemente rispetto a quelli che non ragionano in questi termini.

Il White Hat Seo è anche chiamato Seo Etico.

Il Black Hat SEO riferisce all’uso di strategie Seo aggressive, tecniche e tattiche che non si concentrano su un pubblico umano, ma solo sui motori di ricerca, senza rispettarne le regole.

Alcuni esempi di tecniche Black Hat Seo?

  • keyword stuffing,
  • uso di testo piccolissimo o nascosto,
  • pagine doorway.

Il Black Hat Seo è usato più frequentemente da coloro che sono alla ricerca di un rapido ritorno economico sul loro sito web, piuttosto che di un investimento a lungo termine.

Il Black Hat Seo può far bannare il tuo sito web dai motori di ricerca, tuttavia, dal momento che l’attenzione è solitamente concentrata su modelli di business ad alto rendimento nel breve periodo, la maggior parte degli esperti che utilizzano tattiche Black Hat considerano un rischio irrilevante l’essere bannati.

Il Black Hat Seo può anche essere definito come Seo non etico o semplicemente spamdexing, dal momento che lo spamdexing è una pratica Black Hat parecchio diffusa.

Per coloro che si domandano l’origine di questi due termini, White Hat e Black Hat si riferiscono ai cowboy dei vecchi western. Non so se ci avete mai fatto caso ma di solito il buono nei film indossava sempre un cappello bianco, mentre il cattivo portava sempre un cappello nero.

Molti dei metodi Black Hat sono ormai antiquati, e i robot dei motori di ricerca sono già stati aggiornati per riconoscerli.

Altri sono più creativi e tecnicamente complicati.

È importante ricordare che tutti questi metodi illegali che possono portare risultati rapidi oggi per promuovere un sito faranno male al posizionamento del tuo sito domani.

Il buon senso è la tua migliore guida durante una campagna Seo.

Per determinare se un motore di ricerca bollerà come spam una strategia di ottimizzazione Matt Cutts, Software Engineer di Google, suggerisce che i webmaster dovrebbero porsi le seguenti domande:

“I contenuti della mia pagina web possono essere utili agli utenti finali?”

“Farei questa strategia di ottimizzazione se i motori di ricerca non esistessero?”

“In sostanza” dice Cutts “vogliamo che gli utenti di Google ci rimangano il più a lungo possibile.”


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