Category Archives for Link Building

Link baiting: poca creatività, molta utilità

link baiting

Nella mio primo approccio con la Link Baiting ho scritto che l’esca può essere qualsiasi cosa abbastanza interessante o utile per catturare l’attenzione delle persone.
Può anche accadere per caso, ma quando parliamo della link bait stiamo parlando di qualcosa che nella mente tua o del tuo team aziendale va creata per uno scopo chiaro e condiviso.

Come fare per ottenere i risultati migliori

I punti che devi tenere in considerazione per raggiungere i tuoi obiettivi sono i seguenti:

  1. Il titolo: conta tantissimo, è quello che le persone vedranno per primo, la discriminante che li farà fermare a “dare una sbirciatina” e continuare a compiere le azioni che desideriamo da loro (mettere un like o creare direttamente un link).
  2. Il tuo seguito sui social e la tua reputazione fanno la differenza, soprattutto perché azzeccare una campagna di link baiting significa incrementare esponenzialmente le possibilità che quella successiva abbia successo.
  3. Il fattore sorpresa: se vuoi ottenere un successo immediato – tutto quello che è inaspettato ha gli ingredienti per diventare virale, e non importa cos’è – porta tutti quelli che conosci alla “festa” e contatta in anticipo tutti gli “strilloni virtuali” (quelli che sanno catturare l’attenzione delle folle).

Twitter straccia i siti di Social Bookmarking

I siti di Social Bookmarking quali per esempio Digg, StumbleUpon o Reddit rappresentano una sorta di microcosmo (molto americano e poco italiano) di un web più ampio, dove Twitter e Facebook la fanno da padroni (in attesa del boom di Google+).
Le persone trovano novità tutti i giorni attraverso i social media, ma in fin dei conti scoprono solo le cose che altri hanno già scoperto prima di loro e hanno poi condiviso trovandole interessanti.
Puoi cercare di convogliare traffico con la pubblicità online a pagamento, ma senza un pubblico di riferimento reale sarai soltanto un’altra voce nel mare di chi vuole vendere qualcosa.

La link bait non deve essere creativa a tutti i costi

Le grandi liste di idee per fare link baiting che si trovano su alcuni post sono utili solo per chi scrive il post e cerca di renderlo a sua volta una link bait. Non dovrebbe passare l’idea che si possa fare link baiting soltanto tramite una dose straordinaria di creatività. La creatività può aiutare ma qui si parla di Internet, non di Arte.

Sviluppare qualità reale nel lungo periodo è la strategia che paga più di qualsiasi incredibile schema di link baiting tuo o della concorrenza, studiato per catturare l’attenzione delle persone.
D’altronde non è una novità che le pubblicità televisive più efficaci generalmente non siano quelle che vincono i premi per la creatività.

Nel prossimo post andremo a esaminare alcuni metodi di link baiting di “fascia bassa” (il termine inglese è “low end”, ma siccome tradurlo letteralmente – scadente, scarso – non è corretto, lo tengo così, in attesa di suggerimenti).
Parlo di indagini di mercato e sondaggi, video e immagini, link bait relative a eventi specifici, giochi di umorismo e satira, liste: la maggior parte delle quali non ha bisogno di creare contenuti aggiuntivi.

  • Google Simple Authorship

    Con questo semplice plugin per Joomla! colleghi i tuoi contenuti web al tuo profilo Google+ e guadagni autorevolezza agli occhi di Google.

    Scaricalo qui!

Leggi tutto...

Link Bait: cos’è e come funziona

Link Bait: cos'è?
Benvenuto alla prima parte del mio personale approfondimento su una delle tecniche più potenti del link burning made e-max: la link baiting.
L’accostamento dei termini “Link” e “Bait” (trad. ita: “esca”) – proposto da Nick Wilson nel 2005 e approfondito da Aaron Wall di seobook – ha alimentato fin da subito un dibattito molto acceso all’interno della comunità SEO.
Il termine “Link Baiting” infatti assume un’accezione controversa, (traduzione letterale: adescamento di link), perché evoca una sorta di fregatura per l’utente finale che viene preso all’amo.
Ma è davvero così? Vediamo di approfondire la questione, quel che è certo è che la link bait intesa come un contenuto virale “abbastanza interessante per catturare l’attenzione delle persone” (Matt Cutts docet) può diventare uno strumento white hat di link earning molto efficace, e dunque anche da maneggiare con cura.

Ma in fin dei conti non è sempre una tecnica per il proprio tornaconto?

Sì, certamente. Ma se il tornaconto prende il sopravvento si rischia parecchio. Pubblicare per esempio una notizia destabilizzante, infondata ma verosimile, in concomitanza di un grosso aggiornamento di Google può portare a una condivisione virale, per poi mettere in cattiva luce l’autore della notizia quando si rivela nella sua fallacia. In tempo di autorevolezza e fiducia sul web non mi sembra il caso di rovinarsi la reputazione per un pugno di link.

Link Baiting e Link Targets

Prima di parlare delle basi della link baiting chiariamo il legame tra link baiting e link targets.
Con Link Targets si intendono le URL che vuoi posizionare su Google, e per le quali il fattore principale è l’ancora che linka a esse.
La link bait è il contenuto, o un insieme di contenuti, creati per convogliare link verso le link targets, e dunque per aumentare l’autorevolezza del tuo sito web.
A volte le Link Targets coincidono con le pagine usate per ospitare la Link Bait (per esempio se la Link Bait è un e-book e la link target è la pagina del libro stesso) ovvero con le pagine del prodotto principale che vuoi promuovere. Il punto focale da non perdere mai di vista? Rendere la pagina facilmente linkabile (non dimenticare di mettere un bel box con il link di embed pronto per l’uso).

Link Baiting: obiettivi

Lo scopo primario del fare Link Baiting è molto semplice: aumentare il grado di autorevolezza delle tue pagine web.
A seconda del piano che decidi di seguire esistono poi obiettivi secondari:

  • Migliorare la tua reputazione online come autore, o la reputazione del tuo business;
  • Ampliare le relazioni: ottenere traffico di ricerca, optins, followers su Twitter e Facebook;
  • Vendere un prodotto particolare (un plugin, per esempio);

Quando la tua link bait ottiene tutti questi risultati, ovvero è in grado di raggiungere abbastanza lead per creare un profitto in funzione dei tuoi obiettivi, allora può ritenersi efficace.

Come funziona la Link Bait

Tu pubblichi un contenuto (testo, infografica, video, slideshow, plugin, ecc.) sul tuo sito web e le persone che lo trovano decidono di condividerlo, perché li ha colpiti in qualche modo. Perché è interessante, utile, informativo, divertente, sorprendente o provocatorio. Il nodo focale sono le due paroline magiche: le “persone” che trovano il contenuto e il fatto che debbano valutarlo “interessante” per condividerlo.

Entrambe sono necessarie affinché la tua link bait funzioni:
se nessuno vede la tua esca, non otterrai risultati.
Se non è interessante, siamo da capo.

Che cos’è l’amo (hook)?

Vediamo quindi che cosa rende la tua link bait interessante. La tipologia di amo o esca (la risultante finale è la stessa) che serve a catturare il pesce è il valore aggiunto che attrae gli utenti, fornendo loro la prospettiva di un vantaggio concreto. Quando dico concreto intendo anche emotivo: se il testo è in grado di suscitare un’emozione di qualsiasi tipo, abbastanza intensa da portare a una condivisione, allora sarà stato formulato in maniera efficace. La domanda da porsi mettendosi nei panni dell’utente è la seguente:

Che cosa ci guadagno se condivido questo contenuto?

Informazioni, spunti originali, procedure utili, previsioni future: sono tante le declinazioni possibili di un link bait di successo.

Breve durata vs. Evergreen

Quanto può durare l’effetto della link bait?
Alcune link bait funzionano alla grande per qualche giorno e poi esauriscono le loro cartucce. La maggior parte delle link bait sui siti di social bookmarking sono di questo tipo.
Altri tipi di link bait sono meno esplosivi, ma rimangono validi per un tempo superiore, continuando a generare link nel lungo periodo, anche per anni.

Fascia bassa vs. Fascia alta

L’altra classificazione che possiamo fare è tra una link bait di fascia alta e una di fascia bassa.
La differenza non si fonda sulla qualità del contenuto, quanto piuttosto sull’investimento e la fatica richiesta per crearla. Alcune cose che potresti fare come link bait sono più facili o meno costose di altre. Esistono alcune aziende che non si sognano nemmeno di investire più di cento euro al mese su contenuti testuali, seppure di qualità, per arricchire i loro blog o pagine web che dovrebbero fornire informazioni specializzate. Eppure allo stesso tempo investono migliaia di euro su applicazioni per smartphone perché pensano di potere ottenere maggiori benefici.
Non si tratta di capire cosa sia meglio o peggio in generale: la link bait per essere efficace deve avere un ottimo amo e una headline accattivante, poi può essere di fascia alta o bassa, ma solo tu puoi sapere su quale tipo di investimento ti conviene puntare.

Tutto ciò che è interessante è Link Bait

Attenzione perché “interessante” e “utile” non vanno necessariamente a braccetto.
Cartoni superfighi e storie strampalate di ladri che saltano sui muri di palazzi infiniti (per chi non lo conoscesse sto parlando di Jake Escapes) possono essere interessanti perché divertenti, ma non sono sicuramente utili.

Ogni post del blog è Link Bait

Nel momento in cui pubblichi un post in linea con gli argomenti per i quali ti stai formando un’identità come autore su internet, quel post può essere considerato una link bait.
Tanto è vero che chi scrive in maniera frequente sa quanto fondamentale sia scrivere un titolo che catturi l’attenzione e possa fungere da innesco perfetto per catturare l’attenzione degli utenti.
Se io trovassi in un blog il titolo del post “Le tre azioni SEO per un posizionamento garantito in prima pagina su Google” scritto da Andrea Pernici (ovvero una fonte che ritengo autorevole nel settore) sarei davvero molto interessato a leggerlo, e anche a condividerlo. Tu no?

“Don’t create what they want. Create what they need.”
(Hannah Smith)

  • Google Simple Authorship

    Con questo semplice plugin per Joomla! colleghi i tuoi contenuti web al tuo profilo Google+ e guadagni autorevolezza agli occhi di Google.

    Scaricalo qui!

Leggi tutto...

Quali fattori influenzano il posizionamento SEO nel 2013?

L’agenzia tedesca Searchmetrics ha fornito una ricerca completa dei principali fattori che hanno un alto coefficiente di correlazione con i migliori risultati di ricerca organici.

Noi di e-max l’abbiamo tradotta e interpretata integralmente in italiano confrontandola con i dati di Moz (e-book disponibile qui), ma per chi non volesse leggerla tutta ecco di seguito gli estratti salienti.

Panoramica dei risultati

  1. Dalla ricerca di Searchmetrics si evince che i requisiti basilari per un buon posizionamento rimangono i fattori di ottimizzazione on-page (codice ottimizzato & contenuti di qualità ottimizzati). 
  2. Inoltre è fondamentale avere un profilo naturale di link, dove la differenziazione e la qualità dei backlinks guadagna importanza a discapito della quantità.
  3. Infine i segnali sociali stanno diventando un fattore sempre più determinante per un buon posizionamento su Google.

Di seguito possiamo osservare la panoramica dei coefficienti di correlazione in funzione del posizionamento e la loro evoluzione dal 2012.

Fattori di posizionamento SEO

I giorni della “hard keyword optimization” dei link sembrano essere finiti.
Le parole chiave stanno perdendo importanza – non solo per quanto riguarda tecniche o fattori on-page, come nomi a dominio o URL, ma anche per quanto riguarda i backlink sotto forma di link testuali.
Questo non significa che le parole chiave e i requisiti di ottimizzazione ad esse correlati siano diventati obsoleti.
Rimangono uno dei principi di base per posizionare le pagine web su Google, cambia la tipologia di impiego, più user centric, meno iper-ottimizzata. Quindi andranno usate meno le parole chiave nel dominio o nell’URL, a vantaggio del titolo e della descrizione.
Google comunque rimane una macchina, almeno finché non riuscirà a migrare completamente il suo algoritmo verso la ricerca semantica, da non confondere con la SEO semantica.
Ecco perché in un sito web rimane ancora importante scrivere descrizioni di pagina originali, così come diversi tag H1, H2, H3.

Google favorisce la qualità, la sostanza, la pertinenza del rispettivo risultato di ricerca e in questa direzione i segnali sociali funzionano come garanti di contenuti di qualità.

Se poi pensiamo che Google si è messo direttamente in gioco con il suo social network personale, non possiamo permetterci di trascurane l’importanza crescente a livello di posizionamento.

 

  • Correlazioni SEO 2013

    Scopri quali sono i fattori di posizionamento SEO del 2013 individuati nella ricerca approfondita di Searchmetrics e nelle anticipazioni di Moz.

    Scarica la tua copia gratuita

Leggi tutto...

Come usare i link nei comunicati stampa?

testo ancoraggio e comunicati stampaRecentemente Google ha aggiornato la pagina di istruzioni per i webmaster sugli schemi di link.
Un passaggio particolarmente interessante riguarda il fatto che “Link con anchor text ottimizzato in articoli o comunicati stampa distribuiti su altri siti” (…) “possono influire negativamente sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca”.

Ad esempio:
Ci sono molti anelli nuziali sul mercato. Se vuoi sposarti, dovrai scegliere l’anello migliore. Dovrai anche acquistare fiori e un abito nuziale.

John Mueller, Webmaster Trends Analyst di Google, intervistato da Barry Schwartz di Search Engine Land consiglia di mettere nofollow tutti i link all’interno dei comunicati stampa.
I link ai quali Google attribuirà valore saranno quelli naturalmente creati dai blogger o giornalisti che rimanderanno al nostro comunicato stampa.

Anche Matt Cutts nel Google Forum ha detto che i collegamenti all’interno dei comunicati stampa non passano valore. E nonostante diversi SEO abbiano dimostrato che questa affermazione non sia ancora del tutto vera, sembra che Google si stia muovendo in maniera decisa contro l’abuso dei link all’interno degli articoli e comunicati stampa a pagamento.

SEO come Search Experience Optimization

La SEO dovrebbe essere improntata sull’esperienza dell’utente. Come già spiegato la SEO va pensata in termini di ottimizzazione dell’esperienza del visitatore piuttosto che di ottimizzazione per i motori di ricerca. Non si tratta semplicemente di essere trovati nei motori di ricerca, si tratta di ottimizzare per gli utenti in modo che effettivamente clicchino il nostro sito web. In questo caso, l’esperienza dell’utente diventa l’obiettivo della nostra strategia di link a contenuti esterni, quali comunicati stampa e guest blogging.

Il modo giusto di usare i link nei comunicati stampa

Nessuno afferma che non si possono inserire link nei comunicati stampa. Google mette in guardia dai “link con testo di ancoraggio ottimizzato”, dove con ottimizzato si intende coincidente con una parola chiave. I link quindi rimangono importanti anche nei comunicati stampa, ma piuttosto che usarli a fini SEO bisognerebbe usarli per creare consapevolezza nel pubblico di riferimento, e portare di conseguenza traffico interessato al proprio sito web. D’altro canto un comunicato stampa ottiene il proprio risultato quando un giornalista di settore o un blogger decidono di linkarsi ad esso in modo naturale, perché lo trovano convincente.
E allora, invece di usare i link nei comunicati stampa solo per il link juice, usiamoli come corsie preferenziali ad uso degli utenti per ottenere maggiori informazioni relative al contenuto del comunicato stesso. I link non sono più un modo per scalare le classifiche dei motori di ricerca, ma rappresentano risorse aggiuntive per i nostri lettori.
Quando scriviamo una press release per promuovere il lancio di un nuovo servizio dobbiamo includere un link alla pagina nel nostro sito dove gli utenti possono trovare tutte le informazioni delle quali hanno bisogno per approfondire l’argomento.

Insomma, Google ci dice che dobbiamo evitare di usare il testo di ancoraggio ottimizzato con le nostre parole chiave. Per fare un esempio, se dovessimo scrivere un comunicato stampa sul nostro nuovo servizio di lead generation (Market Guru), dovremo scrivere più o meno così:

Clicca qui per saperne di più sul nostro servizio di lead generation, Market Guru.

E non:

Scopri di più sul nostro nuovo servizio di lead generation, Market Guru.
E dal momento che Google considera sovra-ottimizzati anche i testi di ancoraggio nei guest post trattandoli alla stregua di schemi di link, può essere un suggerimento valido anche in questo campo d’azione.

Invece di scervellarci per capire cosa intende dire Google, basta scrivere o fare scrivere contenuti di qualità per fornire informazioni utili agli utenti, senza l’assillo di scalare i motori di ricerca. I risultati arriveranno forse meno velocemente, ma avranno una durata e una risonanza senza dubbio maggiori, concorrendo a creare nel nostro sito web un profilo di link naturale.

Sto parlando delle basi di quello che alla e-max abbiamo battezzato Link Burning.

Leggi tutto...

La caduta del link building, la nascita del link burning

Link burning

Nella recente intervista di Eric Enge sul tema del link building, dell’autorevolezza e della reputazione Matt Cutt di Google ha cercato di sfatare alcuni dei miti sulle pratiche di link building. Tra questi il fatto che il link building non è illegale o penalizzante se fatto correttamente e il link rimane ancora il migliore indicatore di rilevanza per i motori di ricerca.
Eppure le società di SEO e le imprese che vogliono promuovere i propri servizi sul web dovrebbero smettere di concentrarsi sui link come unico mezzo per raggiungere le prime posizioni su Google.
Con le nuove tendenze di inbound marketing e marketing dei contenuti il link building si fonde molto di più con il concetto di link earning, per dare vita a un nuovo modo di intendere la creazione dei link, ovvero quello che oggi battezzo Link Burning.

Link building + Link earning= Link burning

Mi diverto a coniare questo termine per sottolineare come da un lato i testi di ancoraggio focalizzati su una singola parola chiave e rafforzati da una abnorme quantità di link (come avveniva nelle link farm) per raggiungere alti posizionamenti su Google non abbiano più senso, mentre dall’altro la fine della correlazione {parola chiave/link} faccia sorgere dalle proprie ceneri il concetto di correlazione semantica tra le parole chiave che allunga la sua coda sulla produzione di contenuti di qualità.
La nuova fenice del link burning prevede una diversificazione dei testi di ancoraggio, senza l’assillo di una singola parola chiave, ma con tante frasi semanticamente correlate o testi relativi al brand che sappiano donare all’intero sito web un profilo di link naturale e utile al visitatore web.
Affinché il fuoco di un link burning di successo non si esaurisca subito ma bruci nel tempo dunque deve seguire tre passi fondamentali:

  1. contenuti di qualità focalizzati su persone reali della nicchia di riferimento,
  2. parole chiave correlate semanticamente a rafforzare il tema della pagina e/o del sito web,
  3. campagna di promozione mirata alla creazione di materiali condivisibili dal pubblico di riferimento, importanti per creare un profilo naturale di link.

Mantenendo attive e costanti nel tempo queste tre componenti qualsiasi sito web vedrà i propri contenuti (e i preziosi link che generano) condivisi in tutto il web e aumenterà la propria autorevolezza sia agli occhi degli utenti sia dei motori di ricerca.
Come dice Matt Cutts a proposito dei link, “il loro obiettivo dovrebbe essere quello di rendere un sito attraente, in modo che la gente abbia voglia di visitarlo e condividerne i contenuti con amici e colleghi. Come risultato, ecco che il sito web inizia a posizionarsi sempre meglio nel ranking di Google.”

Scrivere contenuti di successo non significa a tutti i costi volerli rendere virali: far diventare virale un contenuto non solo è difficile da prevedere, ma è anche difficile da sostenere.
Scrivere contenuti di successo significa piuttosto fornire indicazioni utili al proprio pubblico di riferimento.

Da dove cominciare?

Se si è a corto di idee basta scegliere le domande più frequenti che ci vengono poste nel nostro settore per riuscire a scrivere un articolo di grande interesse, al quale le persone linkano molto volentieri, dal momento che hanno trovato le risposte che cercavano.

Il link burning non spoglia di valore il concetto di link, quanto la pratica di costruire campagne di link su singole parole chiave solo per scalare i motori di ricerca, senza preoccuparsi di fornire valore reale agli utenti finali.

SEO e contenuti di qualità: gli alfieri del link burning

Dunque l’obiettivo primario, dettato da Google che si muove verso la ricerca semantica (attenzione però a usare il termine “SEO semantica“), ma soprattutto orientato alla soddisfazione del cliente finale, deve essere sempre focalizzato sulla produzione di contenuti interessanti che la gente vuole leggere e condividere.
Gli accorgimenti poi che possono aiutare il contenuto di una pagina web a posizionarsi al meglio sui motori di ricerca e devono precedere sempre qualsiasi campagna di link burning di successo riguardano oggi ancora più di ieri una ottimizzazione SEO on-page completa e approfondita (che non significa keyword stuffed, ma vuol dire orientata semanticamente).
I fattori di posizionamento on page sono innumerevoli, e non basta più sapere per esempio che il tag title non deve superare i 65 caratteri: bisogna scrivere un titolo correlato al contenuto della pagina web, che in meno di una riga sappia invogliare quanti più visitatori a leggere il mio testo.
Il fuoco del link brucia ancora, ma per mantenerlo vivo bisogna ottenere il consenso del proprio pubblico, sempre più influencer di Google nella sua segreta definizione delle tanto agognate classifiche di ricerca.

 

Leggi tutto...

Links da evitare

Attento! Non tutti i link ti danno dei vantaggi anzi, alcuni link possono realmente danneggiare il tuo posizionamento, penalizzandoti sui motori di ricerca.

Nelle sue linee guida per i webmaster Google afferma quanto segue:

“Non partecipare a schemi di link progettati per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio PageRank. In particolare, evita link a siti di spam o “cattivi vicini” sul web, poiché la tua classifica personale può essere influenzata negativamente da tali collegamenti”.

Cerca di tenere i collegamenti di una determinata pagina in un numero ragionevole (inferiore a 100). Il posizionamento del tuo sito nei risultati di ricerca di Google si basa in parte sull’analisi dei siti che contengono link al tuo.

La quantità, la qualità e la pertinenza dei links verso il tuo sito hanno un peso predominante nel determinare la tua classifica.

I siti che linkano al tuo possono fornire dati sul contesto del tuo sito, e possono indicare la sua qualità e popolarità.

Tuttavia, alcuni webmaster partecipano a programmi di scambio link e costruiscono pagine partner esclusivamente per il cross-linking, senza tener conto della qualità dei link, delle fonti, e dell’impatto a lungo termine che questo tipo di link building avrà sui propri siti.

Violare con questo tipo di campagna le linee guida di Google per i webmaster influirà negativamente sul posizionamento del tuo sito nei risultati dei motori di ricerca principali.

Esempi di schemi di link possono includere:

• Link intesi a manipolare il PageRank;

• link a siti di spam o non conformi sul web;

• link reciproci eccessivi o scambio abusato di link (collegati a me e io mi collego a te);

• acquisto o vendita di link per aumentare il PageRank.

Vi è un elemento di rischio in qualsiasi link che creiamo. Tuttavia, con una conoscenza di un certo livello è possibile determinare rapidamente il rischio reale coinvolto nella costruzione di un determinato link.

Alcuni dei servizi di scambio o acquisto link lasciano un’“impronta” sul tuo sito: i motori di ricerca riconoscono, monitorano e penalizzano i siti che sono macchiati da questa “impronta”.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro
  28. Il valore dei link .gov
  29. Proteggi la tua home page, non linkarla

 

Leggi tutto...

Proteggi la tua home page, non linkarla

Se si controlla dove puntano i link nella maggioranza dei siti, troveremo troppo spesso un concentramento pericoloso sulla homepage.

L’idea è linearmente quella giusta: spingo la pagina che ritengo più importante compaia per prima sui motori di ricerca. Notizia bomba: non è il metodo da perseguire se vuoi costruire un sito web potente.

Cosa devi privilegiare? Il tuo obiettivo principe deve mirare a generare collegamenti su tutte le pagine del tuo sito, per spingere il power di ogni pagina, aiutandola a posizionarsi al meglio in accordo con le parole chiave della pagina stessa, invece di contare unicamente sulla potenza di collegamento della pagina principale.

È qui che bisogna spremersi le meningi.

Solo costruendo link di buona qualità, con testo di ancoraggio ottimizzato per i motori di ricerca avrai finalmente una vera strategia di link building. Ricorda sempre di seguire la nicchia di mercato e le parole chiave che si differenzieranno per le varie pagine del tuo sito aziendale.

In questa maniera massimizzi il potenziale dei link, e allo stesso tempo riduci al minimo il rischio di essere penalizzato dai motori di ricerca.

Sto parlando di costruire un firewall tra i link che andremo a fare e la pagina principale del tuo sito, contribuendo a proteggerlo dalle attenzioni di Google in modo da accrescere il numero totale dei link nel tuo dominio.

Si tratta di generare un numero elevato di link di “classe 1” alle pagine che sono a un link di distanza (poi 2 e 3 se si vuole fare un lavoro ancora più strutturato) ma non alla home page.

Questa procedura attribuisce potere alle pagine stesse, e ne porta di conseguenza anche alla home page, migliorando in generale i risultati.

Un gioco che mi piace fare è pensare alle pagine del sito web come a una squadra di calcio, e considerare una vendita come un goal. Il sito è il tuo stadio, e il pubblico i tuoi potenziali clienti.

Ovviamente se avessimo un super attaccante e il resto della squadra facesse ridere i polli non avremmo molte speranze di vincere il campionato, vero?

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro
  28. Il valore dei link .gov

 

Leggi tutto...

Il valore dei link .gov

Secondo te un link da un sito con dominio .edu o .gov vale di più secondo Google?

Ti anticipo subito che non c’è assolutamente alcuna prova concreta sulla quale basarsi per una risposta certa. Abbiamo indizi corposi, ma pur sempre indizi.

Questo è ciò che Matt Cutts ha da dire in proposito:

“In genere, la nostra politica è un link è un link. In molti chiedono delucidazioni sui link da DMOZ, collegamenti da .edu o da .gov, e ci domandano se non ci sia una sorta di spinta in più, o se non sia un link migliore se proviene da un .edu. Ecco, la risposta breve è: no, non lo è. Semplicemente i collegamenti .edu tendono ad avere un PageRank più alto, perché più persone si linkano ai .edu e .gov”.

Stando alle parole schiette di Matt sembrerebbe che tutti i singoli link abbiano il medesimo valore. I siti .edu e .gov sembrano ottenere il potere attraverso link che soddisfano i criteri che abbiamo già delineato nei post precedenti. Vediamoli in breve:

  • hanno un profilo naturale di collegamento misto con alta rilevanza;
  • un Trustrank elevato;
  • un Pagerank elevato;
  • costante flusso di link da siti di qualità.

Ci riescono perché sono su server fidati e sono collegati perlopiù a siti didattici, anch’essi su server fidati e con ottimi contenuti. Esattamente quello che si deve fare per avere un sito ben indicizzato…

Devi essere un’organizzazione registrata di insegnamento a livello nazionale se vuoi sperare di ottenere i domini .edu (in Italia .gov.it). Questo significa che le probabilità che il proprietario del dominio e il suo contenuto siano di qualità e fiducia sono eccezionalmente elevati.

Quindi se volessimo tirare le nostre conclusioni? Ecco, forse potremmo avvicinarci al vero supponendo che i collegamenti .edu e le varianti TLD dei vari paesi (come .gov.it) sono link così potenti sia perché hanno un alto Trustrank, sia perché rispettano le regole, ma anche perché, proprio per queste ragioni, potrebbero essere i beneficiari di un bonus addizionale da Google che li valorizza ulteriormente.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro
  27. Link building da 1.000.000 di euro

 

Leggi tutto...

Link building da 1000000 di euro

Nel post precedente abbiamo assodato che una campagna di link building che sia limitata nel tempo e allo stesso tempo di estremo successo è perlomeno sconsigliabile.

Ora, a titolo di esempio, ti propongo una pianificazione che io utilizzo spesso:

Step 1.

Hai un nuovo sito indicizzato. Inizia a creare alcuni link di qualità in modo da costruire una buona credibilità per l’occhio che tutto vede di Google. Non trascurare questo primo approccio del quale non parla mai nessuno, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Step 2.

Sviluppa il contenuto. Fai crescere la fiducia in questo modo e continua a cercare link pertinenti e di qualità. Assicurati che la ricerca della nicchia di mercato e delle parole chiave siano fatte a regola d’arte e che il testo di ancoraggio e i contenuti on-page la riflettano. Non sottovalutare l’importanza della ricerca della nicchia di mercato e il targeting delle parole chiave.

NB: se non usi parole chiave che riflettano il tuo settore, con buon traffico, poca competizione e buona monetizzazione, non otterrai mai un buon posizionamento. Fai un buon lavoro di ricerca della nicchia di mercato e delle parole chiave prima di costruire i contenuti e i links.

Step 3.

Questa parte di solito può essere sviluppata da circa 3 a 6 mesi dopo che il sito è stato indicizzato. Inizia ad ampliare lo spettro di tipi di links da costruire e includi links apparentemente meno rilevanti, come i collegamenti ai profili e commenti su blog non pertinenti. Continua a sviluppare i tuoi contenuti per costruire autorità.

Step 4.

Dopo circa 9-12 mesi, si dovrebbe vedere il tuo sito più o meno statico nella SERP. Google ha iniziato a fidarsi di te e puoi vedere dove ti posizioni. Ora puoi iniziare a generare per il tuo sito maggiori volumi di link generati dagli utenti, anche servendoti di strumenti e servizi esterni.

Step 5.

Analizza. Guarda le analisi del tuo sito. Impiega queste informazioni per definire le aree del sito dove apportare eventuali miglioramenti (parole chiave, contenuti, conversioni, nuovi links con testi di ancoraggio particolari, ecc.). Continua a costruire links mixando i vari tipi con cadenza settimanale.

È tanto lavoro, e ci vuole una certa esperienza per integrare questo sistema e adattarlo a ogni esigenza specifica, ma porta grandi risultati, e ne vale davvero la pena.

 

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo
  23. Investimenti PR
  24. Deep linking
  25. La domanda da 1.000.000 di euro
  26. La risposta da 1.000.000 di euro

Leggi tutto...
1 2 3 4 5