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Ecommerce SEO: come creare link senza usare contenuti

ecommerce-super-tattica e-max
O crei contenuti di qualità o la tua attività di SEO farà cilecca.
Ma è proprio così che funziona la storia? Certo che NO.

Nelle tue azioni SEO (qui intendo la SEO nella sua accezione allargata di SEO BURNING) la creazione di contenuti di qualità è solo una parte del mosaico che devi comporre.

Purtroppo capita che – considerate le tempistiche ristrette – la creazione di contenuti assorba tutte le risorse investite per l’attività SEO.
Oggi però voglio condividere con te una via alternativa, tratta da questo articolo di Brian Dean di Backlinko, su come creare backlink contestuali al tuo sito, senza usare nessun contenuto di sorta.
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SEOCIAL: non è un paese per (soli) backlink

Seocial: non è un paese per soli backlink

I clienti ti chiedono servizi SEO per ottimizzare e promuovere il loro sito web? In due mesi massimo devi posizionarli in prima posizione per una parola chiave difficile? Ecco come nasce la sindrome ossessivo compulsiva per i backlink.

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12 Strategie di link building per promuovere i siti e-commerce

Link building per siti ecommerce

Prima ancora di iniziare a pensare di creare link per un sito e-commerce è necessario
decidere su quali pagine indirizzare questi link.
Infatti è importante scegliere pagine che possano creare profitto e abbiano potenzialità di crescita future.

Ad esempio, se la pagina più redditizia sul tuo sito web (in termini di conversioni) è già
# 1 su Google per le sue parole chiave, passa alla successiva.
Una volta stilata una lista, avrai le pagine di destinazione dove tenere monitorati i link che crei.
I link in questione dovranno essere di due tipologie, in funzione della rispettiva finalità:

  1. i link utili a monetizzare,
  2. i link utili ad accrescere l’autorità del tuo dominio.

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Infografiche e ciclo di vita delle link bait

Ciclo di vita di una link bait

Con tutte le bastonate che Google sta cercando di dare a chi crea link in maniera selvaggia bisogna porre sempre maggiore attenzione alla tipologia di contenuto sulla quale decidiamo di puntare per promuovere le nostre pagine web. Una tecnica di link baiting che ha preso molto piede ultimamente è quella delle infografiche.

Strumenti per creare le infografiche

Non giriamoci attorno, creare belle infografiche richiede tempo e una buona dose di capacità grafico-artistiche. Preso atto di questa difficoltà che si potrebbe incontrare da novizi del sistema, non serve scoraggiarsi, dal momento che esistono strumenti online molto utili per facilitarci la vita.

Vediamoli uno per uno:

PiktoChart

Molto ben fatto, semplicissimo da usare, offre una versione gratuita e la possibilità di usufruire del servizio premium con 14$ al mese per un anno. Ideale per chi ha tempo di sbizzarrirsi su queste straordinarie opportunità.

piktochart tool per infografiche

Infogr.am

Si parte con la versione gratuita, con la possibilità di accedere alla premium per 18$ mese. Offre anche la possibilità di creare infografiche video in maniera immediata, non super professionali, ma perfette per chi si accontenta di un buon lavoro. Nel mio piccolo preferisco PiktoChart.

infogram per infografiche

Easel.ly

Ancora in versione Beta, per il momento prevede la registrazione gratuita e una serie limitata di infografiche dalle quali iniziare a lavorare. Attendiamo sviluppi…

easel.ly

Visual.ly

Qui si apre davvero un mondo, sia di servizi personalizzati a pagamento (presentazioni, video, infografiche, ecc.), sia di possibilità gratuite entusiasmanti, sia di condivisione e ispirazione con la community molto nutrita. Per esempio collegando i vostri profili Facebook, Twitter, Google Analytics potrete ottenere in un click infografiche come la seguente. Niente male, che dite?

Facebook-Insights-e-max-02-2014

Se poi ancora non siete soddisfatti tramite Google o Pinterest potrete cercare tutte le soluzioni che possono ispirarvi, in funzione del tema sul quale volete cimentarvi.

E non dimenticate il blog completamente dedicato alle infografiche (http://www.coolinfographics.com/) dove trovare consigli e aggiornamenti sempre molto interessanti.

Il ciclo di vita di una Link Bait

Ogni tipologia di link baiting che porterete avanti avrà un certo ciclo di vita: non potrà generare link per sempre e anche il volume di link creati varierà nel tempo.

Senza un lancio appropriato e senza un pubblico ampio è anche possibile che la vostra link bait possa crescere e poi forse esplodere, ma piuttosto rischia di scoppiare come una bolla di sapone e mandare all’aria tutto il vostro operato.

Una campagna di promozione che possa rendere visibile alla vostra comunità l’uscita di un nuovo e-book, per esempio, è sempre il modo migliore per massimizzare l’efficacia della vostra link bait. Quando il traffico in entrata inizia a diminuire costantemente allora sarà tempo di una nuova edizione e di una nuova promozione.

Anche se il contenuto di un e-book o di una link bait è un evergreen ha bisogno di nuova linfa per non cadere nel dimenticatoio, dunque va riproposto con nuovi tipi di interazioni, per esempio sotto forma di richieste di feedback su vari argomenti, scelti di volta in volta per riattivare il ciclo.

Esempio: Moz Ranking Factors

Molto significativo è il sondaggio annuale, condotto da Moz sugli esperti SEO Top, sull’andamento del mercato e sui fattori ipotetici che potrebbero influenzare il posizionamento sui motori di ricerca (il nostro e-book SEO 2013 parla proprio di questi).

Gli esperti devono dare un punteggio ai fattori definiti da Moz, in funzione di quanto sono importanti secondo loro nello spostare il posizionamento finale delle pagine web sulle SERP di Google. La cosa interessante in tutto questo grande meccanismo è la suddivisione del sondaggio in tre fasi promozionali.

  • Nel primo evento vengono messe le domande online, così da aprire il dibattito nella comunità SEO.
  • Nel secondo evento vengono resi pubblici i risultati del sondaggio.
  • Nel terzo Rand Fishkin riporta le reazioni ai risultati ed espone le sue considerazioni sul mondo del Search Engine Marketing, con tanto di ultime novità del settore, video e slide che diventano favolose link bait.

Tutto straordinario ed eseguito alla perfezione. Rimane da chiedersi cosa succederebbe se facessero anche un sondaggio parallelo aperto a tutti gli utenti (con una pagina dedicata per ogni utente).

Stiamo parlando di migliaia di pagine con contenuti creati dagli utenti stessi linkate e condivise sui vari social network… e come ciliegina finale potrebbero organizzare un evento stratosferico dove comparare le risposte del popolo con quelle degli esperti, andando ad analizzare le differenze.

Immaginate che su ogni argomento divergente si potrebbe aprire un acceso dibattito, sarebbe una bomba mediatica.

Se investi tanto cerca di ottenere tanto in cambio, giusto?

Qui termina la mia escursione sulle link bait di “fascia alta”, con l’avvertimento di non esagerare, perché un investimento per essere giustificato deve ottenere ciò che vi aspettavate, altrimenti si rischia grosso.

Prima di investire tanto tempo e tanti soldi non trascurate le 4 fasi seguenti:

  • pianificate molto attentamente le azioni da compiere,
  • focalizzate bene gli obiettivi,
  • individuate i canali migliori sui quali promuovere la vostra campagna,
  • mettete a punto gli strumenti per analizzare i risultati.

Occhio a dove posizionate l’asticella, perché poi il vostro pubblico si aspetterà altrettanto in futuro, se non di più, dunque assicuratevi di poter replicare le vostre azioni e puntate prima di tutto all’ottenimento di lead e vendite dalle vostre campagne di link baiting.

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Link building e analisi dei dati: 2 facce della stessa medaglia

link-building-analisi

Controllare accuratamente i risultati della propria azione di link building è sempre determinante nel mestiere del SEM (Search Engine Marketer) professionista.

Ma la fase di ricerca e analisi dei dati può diventare essa stessa motivo di studio per aprire dibattiti interessanti e coinvolgere la propria comunità di utenti in maniera attiva.

Come? Trasformandola in una link bait di successo…

Analisi dei dati

Stiamo parlando di un’altra link bait innovativa per dare qualità al proprio pubblico di riferimento, fornendo comparazioni e approfondimenti che non tutti possono permettersi.

Personalmente sono rimasto parecchio impressionato dal post di Matthew Woodward
che presenta un’analisi comparativa tra i più famosi backlink checker presenti in circolazione:

  1. Ahrefs
  2. Majestic SEO
  3. Moz
  4. Raven Tools
  5. SEO Spyglass

Il post è limitato all’analisi di tre siti web scelti da lui, dei quali conosce il numero di backlink grazie al Google Webmaster Tool.

Devo dire che per chi come me è interessato all’argomento è stato un vero spasso e uno spunto di crescita personale leggere la bagarre che si è scatenata sulle conclusioni dell’esperimento.

Majestic SEO non ha preso bene i risultati e ha proposto una contro analisi per confutare i risultati di Matthew.
Quest’ultimo a sua volta ha aggiornato l’analisi su un campione di 1 milione di siti confrontando solo Ahrefs (il primo vincitore) e Majestic SEO.

Ahrefs ha vinto ancora e Majestic SEO per voce del suo direttore Dixon Jones alla fine ha scritto un bel post dove cerca di smorzare l’escalation di rabbia sostenendo che il confronto fa sempre del bene alla materia in esame (alla fine sembra rinsavito…).

Anche Viktar Khamianok, CEO di SEO PowerSuite, ha colto l’occasione per ribattere le tesi dell’esperimento – che lo vedeva sempre perdente – con un post sicuramente più elegante.

Insomma, con un lavoro interessante ma nemmeno troppo impegnativo Matthew ha scatenato una discussione molto utile sui principi di ricerca dei backlink e sul funzionamento dei maggiori software in circolazione per questo tipo di Analytics.

Da questo discorso si capisce bene che il grande numero di link raccimolato da Matthew è l’ultimo dei vantaggi che può avere avuto, in confronto con la visibilità e la reputazione guadagnate.

Chiaro che quando ci si lancia in questo genere di link bait è sempre meglio organizzarsi nel migliore dei modi, ma tra il lavoro straordinario e titanico (mi viene in mente quello compiuto da Maurizio Ceravolo sulla classifica per autorevolezza dei 480 profili top italiani di Google+) e quello mediocre, si può dare il proprio contributo in maniera propositiva, magari aprendo la porta a dialoghi interessanti, proprio come ha fatto Matthew.

Survey & Dimensioni

A proposito di approfondimenti e ricerche di mercato, una delle forme più semplici in questo campo è il sondaggio d’opinione.

Puoi usare delle domande specifiche su Facebook per esempio, promuovendole tramite l’advertising, così da raggiungere il numero di risposte che desideri.

Se hai bisogno di una singola risposta a una singola domanda puoi servirti – per i mercati anglofoni – di Google Consumer Surveys. Ne ho già anticipato il funzionamento nel post precedente sulle link bait di “fascia bassa” e purtroppo per il mercato Italia non possiamo usufruirne, ma chi volesse comunque ottenere informazioni dal mercato USA, Canada o UK è una fonte molto utile.
Semplicemente formulando la stessa domanda a segmenti di persone selezionate tramite le dimensioni di genere, età, stato, puoi per esempio capire come rispondono le donne di una certa età e di un certo luogo rispetto agli uomini della stessa età e dello stesso luogo geografico. Bello vero? Anche perché poi grazie alle informazioni che ottieni puoi dare libero sfogo alla creatività disegnando infografiche o altri tipi di link bait.

Uno strumento che può tornare molto utile per creare indagini svariate, sondaggi (anche su Facebook) o questionari per i dipendenti è SurveyMonkey.
Cosa ci puoi fare di tanto interessante? Puoi correlare una risposta a un’altra, per esempio arrivando a fare affermazioni del tipo “il 55% degli uomini che ritengono la classe politica corrotta pensano anche che il tradimento dell’uomo sia meno grave rispetto a quello della donna” oppure anche “le donne tra i 50 e i 60 anni sono 10 volte più propense ad affermare che la Chiesa rappresenta la salvezza eterna rispetto alle ragazze tra i 18 e i 28 anni” (chiaramente queste affermazioni sono frutto della mia immaginazione).

surveymonkey home page

Pensa di creare un sondaggio composto da 10 domande e fare un post per ogni domanda, con tanto di risposte per genere e per gruppo di età, oltre al numero totale di risposte.

Se poi hai anche voglia di creare un’infografica per ogni post avrai 10 link bait molto interessanti che possono a loro volta creare ulteriori approfondimenti, nel caso le domande siano azzeccate e coinvolgano particolarmente il tuo pubblico.
Un metodo davvero interessante sicuramente da sfruttare in maniera più attiva, che ne dici?

Chiunque voglia condividere il proprio sondaggio è ben accetto…


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Strategie di link baiting alla portata di tutti

Strategie di link baiting efficaci

Riprendiamo il discorso sulle Link Bait di fascia alta continuando a parlare di e-book. Per rendere un e-book una buona calamita per lead il modo migliore che hai per renderlo tale è quello di offrirlo senza registrazione. Mi spiego meglio. Dovresti focalizzarti sul VALORE FINALE che vuoi offrire e ricevere: ecco perché per ottenere più traffico, più lead e più link è meglio rendere la registrazione opzionale (con incentivi aggiuntivi: guarda come esempio la pagina download dei nostri plugin e-max).


Se invece il tuo obiettivo è quello di ottenere lead maggiormente qualificati allora potrai optare per uno scambio win-to-win e offrire materiale gratuito previa registrazione tramite form accurati.
Chiaramente scrivere un intero libro richiede un sacco di tempo e lavoro, perciò puoi condividere report più corti molto funzionali per attrarre interesse.
Se per esempio vai sul sito http://www.makeuseof.com/pages/ puoi trovare un sacco di “MakeUsOfGuides” (guide gratuite) da leggere online o da scaricare tramite registrazione. Fanno bene a chiedere la registrazione? Dipende dagli obiettivi di business, ma al prezzo di una mail puoi ottenere tutti i materiali che desideri. Dal momento che hanno un bel numero di white paper gratuiti direi che un semplice form dove le persone si registrano per rimanere aggiornate con le uscite degli e-book ci può stare…Leggi tutto…

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Link bait di fascia alta: introduzione alle calamite per attrarre link

Calamite per i link

Come già anticipato nell’articolo iniziale sulla differenza tra Link Bait di “fascia bassa” e “fascia alta”, il termine “fascia alta” sta a significare che hai investito in maniera significativa soldi, tempo, o entrambi, nello sviluppo di contenuto e/o programmi o sistemi per sviluppare una campagna di link bait.
Se fai un investimento importante dovresti aspettarti di conseguenza anche un ritorno di un certo livello, a livello di lead o di vendite. Per fare il “botto” sul mercato comunque avrai intuito che non basta avere un budget consistente da investire (anche se aiuta).

“Fascia alta” = Evergreen?

Nella stragrande maggioranza dei casi una link bait di “fascia alta” viene progettata per essere “Evergreen”, ovvero che possa portare un riscontro sul lungo periodo. Alcune link bait di fascia alta possono essere create da tante piccole link bait di fascia bassa poi armonizzate insieme per creare un prodotto di qualità attorno a esse.
Non è detto che tutte le link bait debbano essere evergreen, ma dal momento che investi tempo e denaro in maniera considerevole sembra la via più logica, non credi?
Questo non significa che tu non possa fare mai campagne di breve durata, ma se prevedi che il ritorno non sia sul lungo periodo, nel breve deve essere molto elevato, non si scappa.

Le risorse da usare come “esche”

Le migliori link bait di fascia alta sono utili in qualche modo, e possono essere anche di natura informativa. Per esempio, il lavoro svolto da analisti e centri di elaborazione dati per fornire i report sui vari mercati (come può essere quello della SEO), richiede molto tempo e denaro. Questi report sono interessanti per tutti, ma soprattutto per coloro che si occupano di analizzare questi dati e fornire delle risposte concrete. Le risorse da usare possono essere strumenti, software, informazioni utili, ovvero qualsiasi cosa che possa soddisfare i bisogni reali delle persone del tuo mercato di riferimento.

Le calamite per link (2 al prezzo di 1)

Quando crei una link bait di fascia alta perché non provi a prendere due piccioni con una fava, ovvero perché non usi la tua link bait per ottenere registrazioni e-mail, ma anche Twitter follower e fan su Facebook? Potresti per esempio creare un tuo e-book disponibile gratuitamente: in questo modo crei una link bait perché molti si linkano ad esso, nel caso sia una fonte utile e apprezzata. Poi ad ogni nuovo aggiornamento puoi creare attesa per l’evento generando un altro buon numero di e-mail di registrazione ogni giorno, così come like e tweet.

Noi di e-max chiediamo di registrarsi per ottenere gli e-book gratuiti ma chiaramente il numero di link scende di parecchio. Per trasformare il tuo e-book anche in una link bait puoi creare una “registrazione inversa”: ovvero il libro si scarica senza nessuna richiesta, ma ci sono incentivi se ti registri. Dipende a cosa sei maggiormente interessato, se ai lead o ai link, ma con un prodotto di qualità valido nel tempo guadagnare più traffico senza barriere all’ingresso potrebbe anche rivelarsi un’ottima formula per ottenere più link e più lead al tempo stesso.

D’altronde non dimentichiamoci che i lead possono venire da un’email di registrazione, ma anche da un tweet su Twitter o da un like su Facebook, perché no, in fondo è come se le persone ti dessero il permesso di comunicare con loro, quindi sono azioni che racchiudono un certo valore per la tua azienda (anche se magari vanno coltivate di più rispetto a una registrazione di mail tramite form).

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Come creare link di qualità in poco tempo: 6 tecniche efficaci

link di qualità

1-Infografiche

Riuscire a creare diagrammi, grafici, schemi e infografiche sugli argomenti che decidi di promuovere può rappresentare un modo eccellente di fare link baiting.
Anche riassumere i risultati di un sondaggio in un grafico può rendere tutto il tuo lavoro più attraente e profittevole.
Le infografiche si possono usare per illustrare idee, relazioni, processi o linee temporali. Chiaramente dipende dalle tue capacità differenziare cosa può essere facile o difficile da creare. Nonostante ci siano ottimi strumenti anche gratuiti per creare infografiche (per esempio: http://piktochart.com/), diciamo che per la maggior parte di noi rappresentano un tipo di link bait di fascia alta. Ecco perché sarà meglio approfondire il discorso quando arriverò a questo tipo di link bait.
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4 tecniche di link baiting di “fascia bassa”: sondaggi, survey, video, immagini

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Quando si progetta una link bait di “fascia bassa” non serve fare tante riunioni operative con il team e discutere chissà quante ore. Non significa nemmeno produrre un contenuto di bassa qualità. Semplicemente si può articolare sul breve periodo o pensarla come un evergreen, in funzione degli obiettivi del momento.
Io preferisco personalmente i contenuti evergreen – il mio motto è “chi va piano va sano e va lontano” – però ogni tanto uscire dagli schemi è divertente.

Fascia bassa (Low end) = Piccolo sforzo

Riassumendo:

  • l’espressione “fascia bassa” non si riferisce alla qualità del contenuto;
  • l’espressione “fascia bassa” significa che si crea alla svelta;
  • quella di “fascia bassa” può essere una link bait a breve termine o un evergreen.

Sondaggi

I sondaggi sono una forma semplice di link bait che puoi sia commissionare in esterna sia decidere di ospitare direttamente sul tuo sito web.
Fai una domanda. Tutto inizia da qui. Fai una domanda in relazione al settore del quale ti occupi e fai in modo che sia rilevante per il tuo pubblico (tanto per capirci, “Qual è il vostro animale preferito?” generalmente non funziona).
Le migliori domande sono quelle relative a temi caldi del tuo ambiente, dei quali le persone stanno ancora dibattendo.
Come sfruttare i sondaggi nel migliore dei modi?
Rendendoli un evento ricorrente, come il “sondaggio della settimana”, nonostante il sondaggio una tantum rimane comunque una buona risorsa nel caso si verifichi un tema di discussione molto acceso nell’area del tuo pubblico di riferimento.
Con i sondaggi puoi creare aspettativa in due fasi con un solo contenuto (come ottenere due caramelle al prezzo di una): quando pubblichi il sondaggio e quando rendi visibili i risultati, soprattutto se ribaltano le previsioni iniziali.

Indagini di mercato

Le indagini di mercato o survey sono come i sondaggi, ma con più di una domanda.
Molto interessante diventa anche prevedere uno spazio in bianco come parte della risposta, al fine di collezionare un sacco di opinioni per dei post di commento all’indagine sul tuo blog.
Anche in questo caso ottieni due “caramelle di aspettativa” al prezzo di una:

  1. Quando riordini le risposte;
  2. quando posti i commenti liberi più interessanti.

Se l’indagine copre diversi argomenti puoi guadagnare ancora più caramelle postando i commenti e i risultati di ogni parte in maniera separata.
Puoi invitare un gruppo di esperti del settore affinché forniscano le loro risposte alle tue domande, valorizzando il loro ego e catturando l’attenzione del loro pubblico, oppure puoi anche decidere di invitare tutti a rispondere.
A seconda della durata dell’indagine e di quante cose vuoi metterci dentro, le survey possono sconfinare nel territorio delle high-end link bait, le link bait di “fascia alta” (come per il termine low-end non ci si riferisce alla qualità del contenuto quanto all’impegno stimato in tempo/risorse impiegati per crearlo).

L’arma segreta: Google

Da tenere in considerazione come una grande risorsa è sicuramente Google Consumer Surveys, un servizio messo a disposizione da Big G. dove puoi fare domande e ottenere risposte spendendo davvero poco.
Pagare per avere una risposta è comunque molto più economico ed efficace della fatica che puoi fare per portare traffico alla tua survey.
Capisci anche tu che finché il tuo pubblico ti fornisce le risposte che cercavi ti va alla grande, ma questo Google Consumer Surveys ti permette di segmentare la ricerca demograficamente e geograficamente, ottenendo inoltre risposte in un lampo.

Praticamente il meccanismo funziona così: Google inserisce nei siti di editori online o affini la pubblicità della survey al posto di adv “normali” – cosa che conviene molto anche anche chi la ospita, perché genera maggiore visibilità grazie ai contenuti interessanti. Sembrerebbe tutto perfetto, se non per il fatto che il mercato Italia non è ancora previsto, con il suo relativo panel di utenti (un pochino ci possiamo consolare con Google Trends, anche se funziona in modo diverso).

Video e FotoLink-bait-Lol-cat

Video e immagini sono una ottima fonte di link bait: l’utente si trova subito a contatto con uno slogan immediato e quindi si riesce a coinvolgerlo più facilmente. Inoltre sono anche veloci da capire e semplici da linkare. Hai solo bisogno di un’esca che lo renda tanto interessante da condividerlo. Potresti addirittura non avere bisogno di un’esca se chiedi al tuo pubblico di scrivere una didascalia sotto un’immagine divertente. Basti pensare al fenomeno dei LoLcat e al sito http://icanhas.cheezburger.com/ che ha fatto fare tutto il lavoro ai propri utenti. Niente male come idea vero?
L’importante è seguire strategie di link baiting centrate su argomenti che possono interessare al tuo pubblico: solo in questo modo gli utenti saranno davvero invogliati a collaborare.

Puoi mixare qualsiasi tipo di contenuto con immagini o video: per esempio, se devi promuovere un articolo puoi farlo tramite un video che lo introduca, ne evidenzi i punti focali e poi lo richiami con un bel link formato call to action grafica, ben visibile e colorata.

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