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Classificare i link

Classifichiamo i link in tre modi, semplicemente sulla base di quanto sono facili da ottenere.

(Il metodo di classificazione dei links me lo ha fornito un famoso web marketer americano, direi che ci possiamo fidare…). Ricordiamoci che i links di cui parlerò da adesso alla fine di questo documento sono i “link a una via” o inbound links.

I link di Classe 1 sono collegamenti che assolutamente tutti sono in grado di generare in gran numero, in modo rapido e senza bisogno di particolari competenze o conoscenze. Intendiamoci, sto parlando di link che presi singolarmente sono praticamente privi di valore, ma che diventano potenti se li aggreghiamo in massa. Puoi posizionarti molto bene con un gran numero di link di scarso valore, ma è importante sapere che probabilmente classificherai il tuo sito meglio e più a lungo se riesci a trovare un numero relativamente basso di link di qualità eccellente. Fatta questa premessa, è anche vero che i motori di ricerca (soprattutto Google) danno molto più valore al numero complessivo di link di quello che mai ammetteranno. Una cosa è sicura: troverai molti presunti esperti secondo i quali i links massivi non servono più a niente… be’, i miei studi dicono il contrario, e se è vero che è più saggio cercare link di qualità, escludere un alto numero di link “facili” lo ritengo un errore (c’è parecchia controinformazione là fuori, stai in occhio).

Perché la strategia “molti link di scarso valore” funzioni, ci deve essere un lavoro continuo di aggiornamento dei links stessi, avrai capito: potenzialmente è un lavoro che non finisce mai. Ecco perché quando fai ricerche sui motori di ricerca ti chiedi come faccia quel dannato sito concorrente a posizionarsi così bene (diciamolo, sopra il tuo) senza avere link particolarmente validi. È semplicemente perché il webmaster mantiene un volume elevato di link “freschi”.

E i link di Classe 2 e 3?

Al prossimo post!

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link

 

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Le 3 chiavi dei link

Tanti esperti di SEO sostengono che l’età del dominio conti molto in termini di forza di un sito (e quindi il valore dei links che può offrire) mentre altri diranno che i nuovi domini possono essere altrettanto potenti.

Personalmente penso che i nuovi siti ottengano una leggera spinta iniziale, per poi crollare fino a quando non “provano sul campo” di essere affidabili. Ah, non dimentichiamoci quelli convinti che la potenza di un sito stia tutta nel suo PageRank.

Be’, si tratta di un fattore tra tanti che finiscono nel calderone dell’algoritmo segreto di Google… insomma, il PR è solo il più famoso di una serie di oltre 100 misure prese in considerazione per determinare l’autorità di un sito. Tuttavia, come con tanti dettagli in ambito SEO, le uniche persone che sanno cosa rende un sito potenza sono le persone che scrivono il motore dell’algoritmo di ricerca. Tutto il resto è un educato congetturare, e non importa quanto autorevole sia l’esperto SEO che esprime il parere. Le tre chiavi che sembrano contare di più, basandomi sulla ricerca di prove con i miei strumenti di SEO, oggi a mio avviso sono:

1. Link Popularity – il volume di link al tuo sito.

2. Pertinenza del testo di ancoraggio di destinazione contenuto nella pagina.

3. La ricerca di una corretta nicchia di mercato.

Ci sono chiaramente un sacco di altri parametri di collegamento per determinare la forza di un backlink, ma sembra che il buon vecchio volume di traffico e la pertinenza del testo di ancoraggio siano ancora in cima alla lista dei fattori che influenzano la forza di un link. In maniera indiretta, quindi, la ricerca della nicchia di mercato e l’uso corretto delle keywords in tutto il sito determinano il successo di una campagna di link building e del sito stesso. Il semplice fatto che alcuni siti siano più “potenti” di altri in termini di spinta che vi daranno sulle SERP è spesso la ragione per la quale si creano molta confusione e falsi miti sul corretto modo di fare link building (a volte ci sono vere e proprie campagne di contro-informazione a proposito).

Per questo motivo faccio riferimento a parole come “potenza” e “forza” di un link, evitando misurazioni esatte, perché di fatto nel costruire la tua campagna di link building scoprirai cosa funziona per te e cosa no, e quali sono le strategie più giuste per migliorare il posizionamento dei tuoi siti sui motori di ricerca.

Buon lavoro!

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link

 

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Il potere dei link

Sono tanti i fattori che rendono un link “potente”.

Quali siano questi fattori è una questione che rimane aperta al dibattito. Si può anche sentire la parola linkjuice, che è un altro termine che si riferisce alla quantità percepita di potere ottenuto da un link verso il proprio sito web. Detta in parole povere, ogni link a una pagina web è un voto, e la pagina con

  1. il maggior numero di voti,

  2. il contenuto più rilevante,

sarà vincente e otterrà il miglior piazzamento nelle SERP. Troppo semplice? Non è detto. Ricorda: non tutti i link hanno un voto uguale.

Alcuni esperti SEO di alto profilo affermano che termini molto utilizzati come autorità del dominio e tema del sito in realtà non sono fattori di cui Google e altri motori di ricerca tengano conto. Si dice che il potere di un sito provenga unicamente dalla sua struttura di link interni, grandi quantità di contenuti sempre nuovi e un sacco di link che puntano a esso (compresi molti deep-link). Ecco perché, sostengono questi esperti, Wikipedia si posiziona così bene. Ma è così vero? Non direi, perché considerando l’autorità delle singole pagine in realtà Wikipedia in molti casi è piuttosto scarsa.

Ho notato, per esempio, un dominio con una pagina di indice principale PR3 che, secondo i miei software di controllo di links, ha solo due link in entrata per l’intero sito. Un link in entrata è da una pagina PR4 e uno da una pagina PR0. Tuttavia la homepage per entrambi i siti in cui compaiono questi link ha PR4. Mi seguite? Ora, un link su una pagina PR4 è un legame potente, ma non dovrebbe essere sufficiente per rendere tale dominio un PR3 (sempre se ci basiamo sugli studi del logaritmo che determina il PageRank). Ma in questo caso è così! Cosa potremmo dedurre? Forse che il PR4 del dominio si propaga anche da una sua pagina con PR0, se il dominio è altamente attendibile. Ecco perché sono convinto che il potere e la fiducia globale del dominio potrebbero influenzare il PR che si riceverà da un link su una pagina.

In breve, il PageRank non è solo riferito alla pagina, come molti credono, ma anche al Page Rank del dominio: un fattore più importante di quanto in generale si creda…

 

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?

 

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Passo 1: ascolta il tuo pubblico

social media marketing passo 1Il Social media marketing non è, come il marketing del passato, prevalentemente una comunicazione a senso unico. Si tratta piuttosto di una conversazione.

Il marketing convenzionale descrive i vantaggi del tuo prodotto o dei tuoi servizi vendendo l’idea che tu saresti il primo acquirente di te stesso. Un po’ come se una persona gridasse col megafono per ottenere la tua attenzione.

Quando dico “Social media marketing” invece, intendo una comunicazione a due vie. Parliamoci chiaro, le aziende che sfornano messaggi “a una via” senza sosta e non ascoltano il loro pubblico finiscono col rovinare, piuttosto che migliorare, la reputazione del loro marchio.

Hai bisogno di entrare in sintonia con il perché e il per come la tua nicchia di destinazione attribuisce “il senso” a certi comportamenti di consumo. Non comunicare se non sei sicuro di cosa vuoi ottenere. Fai così: scendi “in strada” ed esplora ogni minima componente dell’ambiente che il tuo pubblico di riferimento considera importante. Aspetta, non subito, prima ti devi munire degli strumenti utili a selezionare e monitorare le conversazioni sulla rete. Vediamo di cosa si tratta:

  1. Imposta i Pipes per creare un feed RSS che aggreghi i risultati da Flickr, Digg, YouTube, Technorati e altri siti di social media. Yahoo Pipes è una risorsa ampiamente impiegata per aggregare, manipolare e miscelare contenuti provenienti da tutto il web.
  2. Social Mention è un motore di ricerca specializzato sui social media che cerca contenuti generati dagli utenti come articoli sui blog, commenti, segnalibri, segnalazioni di eventi, notizie, video e servizi di microblogging. I risultati sono aggregati dalle migliori fonti di social media, come Flickr, YouTube, Digg, Delicious, Twitter e altri. Come gli altri servizi è possibile ricevere gli aggiornamenti tramite RSS o email.
  3. BlogPulse è un altro motore di ricerca specializzato che ti aiuta a pattugliare la blogosfera con quattro strumenti – (1) Ricerca per trend, (2) Trend del momento, (3) Conversation Tracker e (4) Profili BlogPulse. Usali per rintracciare dibattiti su di te o sui tuoi concorrenti.
  4. Trendpedia è un servizio di monitoraggio del buzz che ti permette di esplorare il mondo dei blog tramite il confronto tra parole chiave differenti.
  5. Keotag offre un semplice strumento di ricerca per uno o più tag attraverso vari motori di ricerca e siti di social media, tra cui Google, Technorati, Del.icio.us, Twitter, BlogPulse, Newsvine, Digg, YouTube e altri.
  6. Summarize è uno strumento di ricerca progettato per Twitter che ti permette di scoprire chi è su Twitter relativamente a qualsiasi argomento.

Ora che ti sei armato di alcune conoscenze e strumenti, scegli quelle parole chiave che ti permettano di ottenere i risultati più utili e inizia a costruire una lista di blog rilevanti da leggere per la tua nicchia di mercato. La parte difficile è quella di scoprire e ordinare i risultati della ricerca più rilevanti per la tua azienda. Cerca di usare parole chiave specifiche.

La ricerca di parole chiave richiede tempo, ma se condotta in maniera appropriata, porterà tante visite pertinenti al tuo settore. Sto parlando della base fondamentale che ti serve per costruire il tuo business.

 

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Cos’è un link e perché è importante?

Un link è il modo in cui una pagina Web si connette a un’altra.

È importante capire le due ragioni per cui i link esistono:

  1. la prima ragione è permettere alle persone che navigano nei nostri siti di avere accesso a contenuti rilevanti interessanti;
  2. la seconda ragione è quella che andremo a trattare in queste pagine: i link sono un fattore fondamentale nel miglioramento dei risultati delle nostre pagine web sui motori di ricerca.

Quali tipi di link posso costruire?

Tra i principali tipi di link che potrai creare il primo e più “antico” metodo è quello dei link reciproci, anche chiamati  backlinks a due vie; sono ottenuti scambiando links con altri siti, insomma, come avrai capito sto parlando del classico scambio link. Oggi ormai questi link hanno un valore decisamente basso per i motori di ricerca e sono visti da Google come un tentativo ovvio di forzare i risultati delle ricerche.

Come funzionano i links a 2 vie (reciprocal links, two-way links)?

Semplicemente 2 webmasters si accordano per inserire nelle loro pagine un link reciproco: il sito A inserisce un link al sito B e il sito B lo inserisce al sito A. Questa strategia non funziona più neppure se si inseriscono i links in pagine diverse dei 2 siti: sito A – pagina 2 con link a sito B pagina 1 e sito B – pagina 4 con link a sito A pagina 1. Questa strategia è molto “innaturale” per i motori di ricerca moderni, e andrebbe usata solo con siti molto rilevanti nella propria nicchia di mercato, clienti e/o fornitori della nostra azienda. Ma perché dovresti spendere il tuo tempo cercando di fare scambio di link reciproci quando ci sono 1000 modi per fare link a una via che sono molto più utili ai fini del posizionamento sui motori di ricerca? Non ha avrebbe molto senso, per questo ci focalizzeremo sui backlinks a 1 via (one way links, inbound links, non-reciprocal links).

I backlinks a 1 via, che d’ora in poi chiamerò semplicemente “links” o “backlinks”, sono links ottenuti da una pagina web senza che ci sia reciprocità. Insomma, qualcuno ha linkato i nostri contenuti senza che sul nostro sito sia stato richiesto di inserire links di nessun genere.

Ecco, questo deve essere il nostro obiettivo. Perché? Hai sicuramente capito: più links a una via il tuo sito riceverà, meglio apparirà sui motori di ricerca.

Esiste anche un altro tipo di backlinks. Si tratta dei backlinks a 3 vie.

Lo chiarisco subito, sì, è un modo per ingannare i motori di ricerca e ottenere backlinks.

Come funziona? Semplice, la pagina A manda un link alla pagina B che manda un link alla pagina C e così via, creando links a una via “pilotati” per tutte le pagine da promuovere. Questa pratica viola palesemente i termini di utilizzo di Google ed è facile da scoprire una volta che la struttura del linking viene svelata. Il mio consiglio è di non cadere in queste trappole e non aderire a campagne di questo tipo, anche se oggi come oggi sono molto di moda, soprattutto negli USA.

Ma quanto sono importanti i backlinks per la promozione di un sito web?

Ecco una statistica di SEOMOZ.org, una fonte molto autorevole nel mondo SEO che elenca le “stime” dei più quotati web marketers mondiali sull’incidenza dei vari fattori che determinano il posizionamento sui motori di ricerca (google). Sono ipotesi, ma rappresentano la media delle stime dei più quotati del settore:

24% Credibilità / Autorità del dominio

22% Link popularity della specifica pagina

20% Anchor text dei links esterni

15% Uso delle keyword nella pagina

7% Traffico e dati di click-trough

6% Social graph metrics

5% Dati di registrazione e di hosting

I link costituiscono il 42% dei fattori che influiscono sul posizionamento di una pagina web nei motori di ricerca. Dal dato sull’anchor text emerge anche la necessità di una corretta ricerca della nicchia di mercato. Argomento che tratterò nei prossimi approfondimenti.

 

 

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