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Investimenti PR

Voglio evidenziare un ultimo punto sul PageRank e il suo valore per il LinkBuilding: gli investimenti PR.

Vai su qualsiasi forum relativo al link building e troverai persone che rifiutano i collegamenti, o parlano di filtrare i potenziali links al proprio sito perché la pagina è “solo un PR1”, o “non ha PR”.

Hmm. Poniti in atteggiamento critico e prova a domandarti: è questa una strategia ragionevole considerando quello che si sa circa l’esattezza del PR visibile?

Sappiamo che l’attuale PR potrebbe essere notevolmente differente da quello che vediamo sulla barra di Google (o sui vari plugin dei browsers).

Pensa in questi termini e cerca di considerare da quali siti vorresti ottenere un link…

Usa il buon senso: se un sito è carico di spam, con contenuti di scarsa qualità, anche se ha un PR alto, lo puoi tranquillamente scartare. Tuttavia puoi trovare un sito PR0 ben progettato, ricco di informazioni, aggiornato di frequente e che si presenta complessivamente come costruito per crescere nel tempo. La domanda è: dovremo fare un link su questo sito?

La risposta è ovviamente sì. Tale sito ci fornirà sicuramente un link sempre più forte negli anni a venire.

Il Page Rank è parte del modo in cui Google determina la “potenza” di una pagina, e la forza dei legami che ne derivano. Quindi sì, meglio essere consapevole del PageRank, e se la pagina sembra avere un decente PR dovrai cercare di ottenere un collegamento con questo sito, senza lasciare che il PR divenga l’unico punto di riferimento per decidere da quali siti ottenere un link.

Sembra che Google si stia allontanando dal PR come fattore dominante.

Non c’è stato alcun aggiornamento ufficiale universale del PR dal mese di aprile 2010. Alcune persone riferiscono che i loro siti hanno cambiato PR, da questo si deduce che Google sta aggiornando il PR in piccoli lotti, piuttosto che fare un aggiornamento totale, come accaduto fino all’anno scorso… anche questo è un altro indice di cambiamento da tenere in considerazione!

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto
  22. Il PageRank? Dimenticalo

 

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Il PageRank? Dimenticalo

 

 

 

 

 

 

Focalizzati sul link building, sulla ricerca della giusta nicchia di mercato e sulla conversione dei visitatori in clienti soddisfatti.

Prima ancora dovrai creare con dedizione e professionalità contenuti originali e interessanti per il tuo pubblico.

Ricorda: i contenuti sono il futuro fattore discriminante nella valutazione dei ranks dei motori di ricerca.

Appurate queste precondizioni di base, torniamo al nostro problema. Il PageRank che fine fa? Svolgi bene i compiti appena citati e ti dimenticherai presto del PR.

Detto ciò, vorrei condividere con te due scenari particolari nei quali concentrarsi al 100% sull’aumento del PR è di vitale importanza.

Esatto. Stiamo parlando delle eccezioni che confermano la regola, ma che è bene tenere presente.

Come ho spiegato nel post precedente, alcune persone là fuori sono ossessionate dal PR. Quindi se si vende a loro, un alto PR diventa prezioso. Ci siamo già capiti.

Vuoi vendere siti web? Quale avrà un prezzo più alto, tra due siti identici a identico traffico e reddito?

Quello con il PR più alto sulla sua home page, naturalmente.

Vendere link sul sito? Quale pagina farà guadagnare più soldi, anche se i collegamenti sono nofollow, quello con PR0 o PR4?

Quindi sì, un PR alto importa se si vende alle persone che sono ossessionate da esso.

Un’altra cosa da sottolineare. Il nome PageRank ha una motivazione specifica: è il potere di quella pagina, non del sito nel suo complesso. Dire che hai un sito web “PR6” non significa nulla. Significa che la tua pagina di indice ha un PR6, non che ogni pagina del sito è PR6.

Si otterrà qualche vantaggio da una pagina in stretta relazione a quella con alto PR (a condizione che il link a questa pagina, e il vostro link non siano nofollow naturalmente), ma se veniamo linkati da una pagina del sito che è a 8 links dalla pagina ad alto PR, quanto PR pensi che ci verrà passato?

Per Aggiornamenti sul PageRank vai a questo articolo.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank
  21. PageRank: il parere dell’esperto

 

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PageRank: il parere dell’esperto

 


Se il PageRank è stato rimosso dalle pagine degli strumenti per i webmaster di Google ci sarà un motivo…

Ecco il parere di Matt Cutt sul PageRank nel suo blog:

“Il mio consiglio è di non fissarsi troppo sul PageRank, è uno dei più di 100 fattori diversi nel nostro modo di classificare i documenti”.

Non siete ancora convinti?

Ok, allora provate a leggere le considerazioni di Matt a proposito dell’ultimo aggiornamento dei punteggi di PageRank 1-10:

“Non è un grande evento qui alla Google. Francamente, io non sapevo nemmeno che avevamo fatto l’ultimo aggiornamento di questi dati”.

E ancora…

“Di tanto in tanto potrete notare l’aggiornamento del PageRank nella barra degli strumenti, ma tali valori sono già stati inseriti nel nostro modo di valutazione dei risultati di ricerca. Insomma, mentre  puoi constatare con soddisfazione che la Google Toolbar mostra per una tua pagina un livello superiore di PageRank rispetto a quello solito, non è che questo dato sia necessariamente causa di un cambiamento nei risultati di ricerca”.

E per finire…

“Un sacco di gente pone domande come: Il mio PageRank a che data si riferisce? Davvero, non mi preoccuperei, nemmeno io ne sono sicuro” dice Matt. “Se ti fissi sulla data esatta in cui sono stati presi i dati, probabilmente sei affetto da “Bo” (ossessione backlink) e devi smettere di pensarci o fare qualcosa di diverso per un po’, almeno fino a quando l’ossessione backlink passa.

Pensa piuttosto a nuove analisi delle parole chiave, guarda i log del server per capire i nuovi contenuti da aggiungere, pensa a nuove idee per rendere il tuo sito attraente per un maggior numero di persone, crea contenuti virali, pensa a come migliorare la conversione dei visitatori del tuo sito in clienti, ecc.”

Se dopo aver letto queste affermazioni ritieni ancora che concentrarsi esclusivamente sulla crescita del tuo PageRank sia essenziale, allora per te non ci sono speranze di ottenere successo nella tua campagna di web marketing.

NEWS: A maggior ragione dopo l’aggiornamento di John Mueller di Ottobre 2014, sulla fine dell’aggiornamento del valore del PageRank visibile all’utente. Vedi articolo precedente sul Page Rank.

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza
  20. PageRank

 

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PageRank

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il PageRank è un valore numerico (da 0 a 10) che Google assegna a ogni pagina web del suo database. Indica la qualità del documento e influenza il suo posizionamento nel motore di ricerca.

Il PageRank è frutto delle menti geniali degli allora ventenni fondatori di Google: Sergey Brin e Lawrence Page, da cui ha preso il nome.

Se hai visitato qualsiasi forum SEO avrai già notato almeno un thread di discussione sul PageRank, e un sacco di persone che chiedono come possono aumentarlo.

Quando ho chiesto a queste persone la ragione per la quale lo vogliono aumentare, raramente ho ottenuto una risposta. E le volte in cui è successo di solito la risposta rivelava una totale ignoranza di ciò che effettivamente il PR stava facendo per loro.

Un sacco di gente pensa che un alto PR significhi una posizione alta nella classifica dei motori di ricerca. Non cadere nella trappola di pensare che l’ottenimento di un PageRank alto sia l’obiettivo primario della tua campagna di web marketing.

Non sei convinto? Fai una ricerca su Google per una parola chiave nella tua nicchia di mercato, e per ciascuno dei primi 20 siti (prime 2 pagine) annotati il PageRank, come mostrato nella barra degli strumenti del browser di Google (se l’hai), oppure usando un plugin per firefox o per chrome. I risultati sono in ordine di PageRank?

No, non lo sono! Molto semplicemente, il PR di una pagina web non è certamente correlato con i risultati dei motori di ricerca.

Molte persone guardano quella linea verde nella barra degli strumenti Google e la prendono come la prima misura del successo del loro sito. Ti svelo un segreto: Google in realtà sta cominciando a prendere le distanze dal PageRank e dal pubblicizzarlo, a differenza dell’atteggiamento degli anni scorsi. La temuta barra verde nella barra degli strumenti Google ora è grande circa la metà era 2 anni fa…

Aggiornamento in Ottobre 2014: John Mueller dichiara che “We’re probably not going to be updating it going forward, at least in the Toolbar PageRank…”.
Quindi occhio, noi non conosceremo più il PageRank, ma Google chissà cosa ne farà…

 

Sommario

  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
  8. Web 2.0
  9. Creazione profili
  10. SM & siti “domande e risposte”
  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text
  19. Testo di ancoraggio: rilevanza

 

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Testo di ancoraggio: rilevanza

Quale rilevanza dobbiamo attribuire al testo di ancoraggio?

Al post precedente ti ho chiesto di cercare su google il termine “click here”.

Primo risultato della ricerca: la pagina download di Acrobat Reader.

Eppure sulla pagina non si trova il termine “click here”.

Come è possibile? Ti avevo anticipato che la ragione si sarebbe articolata su tre livelli.

In breve la pagina download di Acrobat Reader si indicizza per un termine apperentemente privo di relazione per tre motivi:

  1. Il “potere” della pagina stessa.
  2. Il volume di link che puntano ad esso.
  3. Il potere dei link che puntano ad esso.

Piccolo consiglio: Adobe ha una opzione di registrazione che permette di creare un account e un link follow nel tuo profilo. Perché non sfruttarlo?

Come puoi vedere, anche se il testo di ancoraggio è importante, non è vitale.

Infatti ricoprono un ruolo altrettanto primario fattori quali il volume dei links e il potere delle pagine web che si collegano al tuo sito.

Ove ti risulterà possibile costruisci dei legami con anchor text ottimizzato per le parole chiave sulla tua nicchia di mercato per la pagina di destinazione.

Su hai due link uguali uno accanto all’altro in una pagina, quale sarà il link che otterrà il massimo beneficio? Quello a cui avrai aggiunto il testo di ancoraggio. Ormai ti sarà chiaro.

Nelle mie campagne di link building ho notato che per i termini di ricerca Long Tail (ne parleremo nei prossimi post), è possibile classificarsi ad ottimi livelli, anche se la maggior parte dei tuoi link sono non-anchor text link. Questo è vero soprattutto se hai un buon numero di links.

Dovrai perciò impegnarti a creare centinaia di questi link (rispetto a una manciata di links a pagine di qualità con anchor text) ma è uno sforzo che può produrre ottimi risultati nel lungo periodo.

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  1. Cos’è un link e perché è importante?
  2. Il potere dei link
  3. Le 3 chiavi dei link
  4. Classificare i link
  5. Link fuoriclasse
  6. Tipologie di link
  7. Blog e directory
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  11. Profili naturali
  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow
  18. Anchor text

 

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Anchor text

 

 

 

 

 

 

 

 

Un link o ha il testo di ancoraggio o non non ce l’ha.

Questa affermazione ovvia nasconde una distinzione fondamentale.

Se un link non ha il testo di ancoraggio, allora è semplicemente un URL (Uniform Resource Locator) e il motore di ricerca lo vedrà semplicemente come un link del tipo “www.tuosito.com/pagina”, che punta a quella determinata pagina.

Al contrario, se un link ha il testo di ancoraggio allora sarà formattato come:

<a href=“http://www.tuosito.com/pagina”>anchor text</a>

I motori di ricerca oggi non si limitano a seguire il link, ma ne capiscono il contesto in funzione dell’anchor text. Non solo vedono dove va il link, ma anche se c’è un nesso contestuale. Nel seguire un link al tuo sito, possono quindi giudicare quanto il contesto di quel nesso corrisponde al contesto della pagina. Ma quanto è importante e rilevante il testo di ancoraggio?

Be’, io personalmente direi che è vitale, ma poi come molti altri fattori coinvolti nel SEO e nel link building è relativo alla situazione. Prendiamo l’esempio classico:

Fai una ricerca su Google per click here. Il primo risultato è la pagina download… Acrobat Reader di Adobe. Ti sembra strano?

Ora visita quella pagina. Riesci a trovare il termine “click here” in quella pagina? Ti risparmio la ricerca: Non c’è! Ma come può essere, ti chiederai, e tutti i miei studi sulla keyword density e sulla on-page SEO?

Come riesci a spiegarti che quella pagina risulta la prima sui motori di ricerca per una parola chiave con la quale non sembra avere nessun nesso apparente?

La ragione si dispiega su tre livelli, e il punto che segue è di vitale importanza.

Adobe è un sito estremamente potente. Milioni di visitatori, milioni di collegamenti ad esso e tonnellate di contenuti. È senza dubbio una “autorità”. PageRank 8: qualcosa che solo pochi siti possono aspirare a raggiungere. Si tratta indubbiamente di un dominio serio ed estremamente influente.

E quindi come possiamo spiegare questo fatto?

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  16. Tag nofollow
  17. Link nofollow


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Link nofollow

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovresti ignorare i link nofollow oppure tenerli in considerazione?

Quello che devi ricordare è che ci sono più di tre motori di ricerca, e molti altri motori ritengono utile questo collegamento. Insomma, un link è sempre un link.

Anche se il PageRank non viene preso in considerazione nei calcoli di Google per i link nofollow, non trascurare che esistono altri valori per determinare come si posizionano le pagine web.

Ricordi che abbiamo spesso sottolineato l’importanza di possedere un profilo di collegamento naturale?

Circa il 10% dei collegamenti on-line sono apparentemente nofollow, quindi assicuratevi di costruire anche alcuni link nofollow e di prevedere quest tag se si permette la creazione di contenuti generati dagli utenti.

Così come internet evolve, anche i motori di ricerca si stanno spostando verso nuovi modi di calcolare la pertinenza dei siti all’interno di una ricerca particolare.

Google PageRank è stato rimosso dagli accounts negli Strumenti per i webmaster, e siamo alle porte di un processo di passaggio per abbandonare il PageRank a vantaggio di nuove metriche.

Se questo processo rivoluzionario avrà luogo effettivamente chi sarà più penalizzato? Di sicuro i proprietari dei siti che si sono focalizzati unicamente sul PageRank o sul traffico generico, piuttosto che su strategie che li aiutassero a ottenere obiettivi di sviluppo e di vendita.

Il PR è diventato un “badge” di cui vantarsi, un sinonimo di “potenza”, anche se il sito ad alto PR ha pochi visitatori, e non li converte in clienti.

È saggio essere consapevoli di quali collegamenti portano l’attributo nofollow, e ottenere link seguiti come priorità. Tuttavia, un link è un link, e vi sono prove che suggeriscono che i link nofollow portano ancora qualche beneficio, nonostante Google stia dicendo che non lo fanno (ricordi la controinformazione?).

Quindi, costruisci links prima e preoccupati del nofollow dopo…

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  15. Il TrustRank
  16. Tag nofollow

 

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Tag nofollow

 

 

 

 

 

 

 

 

“Nofollow”: coriandoli al vento sparsi per i forum.

Che cosa significa esattamente l’attributo nofollow e perchè hai bisogno di conoscerlo?

Uno dei maggiori problemi affrontati da Google qualche tempo fa era la questione dei link a pagamento. Moltissime persone e società pagavano enormi link farms con migliaia di siti per ottenere  tantissimi link che puntassero verso le loro pagine. Insieme al problema dei link  a pagamento si presentava anche la necessità di creare uno strumento per affrontare il crescente spam nei commenti dei blog.

L’attributo nofollow è stato ideato da capo del team web spam di Google Matt Cutts, e Jason Shellen di Blogger.com nel 2005.

Con l’aggiunta dell’attributo no follow il link rimane disponibile per essere seguito e cliccato dai navigatori, ma diventa inutile in termini di aumento del PageRank dei siti di destinazione nel calcolo della classifica nei motori di ricerca.

L’obiettivo era quello di fermare lo spam nei commenti, e di penalizzare persone che pagano per i link che non contengono l’attributo nofollow (eliminando alla radice la ragione per cui si paga un link).

Google, Yahoo, Bing e tutti i principali motori di ricerca ora riconoscono l’attributo nofollow in qualche misura e tendono a ignorare i link che lo contengono. Tuttavia ci sono alcune lacune… Ask per esempio ignora il tag nofollow… non potrebbe questo essere un motivo valido per costruire legami nofollow?

Come riconoscere il tag nofollow?

Se si visualizza il codice sorgente di una pagina e si guarda un collegamento HTML con nofollow sarà simile a questo:

href=”http://tuosito.com” <a Link rel=”nofollow”> anchor text </a>

Un sacco di grandi siti che permettono all’utente di inserire contenuti, come ad esempio Yahoo Answers,  usano il tag nofollow per i link esterni.

È qualcosa di cui essere consapevoli, e un altro motivo per avere sempre il plugin per Firefox “NoDoFollow” acceso quando si è online, in modo tale da poter immediatamente visualizzare che cosa è nofollow.

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  12. Velocità di linking
  13. Link popularity
  14. Pertinenza nel tempo
  15. Il TrustRank

 

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Il TrustRank

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il TrustRank è un elemento importante da tenere in considerazione per l’analisi del potere dei link di una pagina o sito web.

Il metodo TrustRank seleziona un campione di pagine web per essere valutata da un esperto. Una volta che le pagine campione sono stimate e manualmente identificate, un crawl estende verso l’esterno l’analisi e cerca pagine con le stesse caratteristiche di affidabilità. Il valore TrustRank di affidabilità diminuisce man mano che i documenti si allonano dal modello preso a campione “.

Questo in termini tecnici, ma detto più semplicemente come funziona? Presto detto: negli indici dei motori di ricerca esiste un nucleo di siti che sono “di fiducia”.  Questi siti si distinguono per l’alta qualità riconosciuta da tutti e che tutti usano consci della lunga storia di affidabilità che li contrassegna.

I siti che ricevono link da questi siti erediteranno il 99% di fiducia. Questi siti a loro volta avranno link in uscita che porteranno a loro volta ai siti di riferimento un valore di fiducia alto, e via di seguito.

Capisci che significa? Significa che tanto più i link in uscita si allontanano da questi siti attendibili, tanto più il valore di TrustRank sarà inferiore. A tre scatti di livello dal sito centrale, una ricerca di Yahoo stima che nel 2004 il rapporto di spam ammontasse al 14%. Non è poco.

Essere il più vicino possibile al nocciolo di questi “circoli di fiducia” è ovviamente molto benefico in termini di link building. In quest’ottica diventa interessante conoscere chi è linkato a te, a chi sei linkato tu, e chi viene linkato nei livelli successivi.

Nonostante questa curiosità possa essere un’ottimo approfondimento nel tuo processo di link building, non è il caso di rimanere imprigionati troppo tempo dietro un’analisi di questo tipo. Dare un rapido sguardo a un sito e cliccare su alcuni link di solito è sufficiente per vedere se il sito da prendere in considerazione  è un “cattivo vicinato”, cioè potenzialmente privo di fiducia agli occhi dei motori di ricerca.

Non so se vorrai trascorrere del tempo in questo tipo di ricerca e scoprire come ottenere links da siti vicini ad altri molto attendibili, ma nel caso tu voglia percorrere questa strada per il tuo progetto di link building potrai anche godere di discreti benefici. E visto che è sempre meglio avere la bisaccia piena lungo il cammino, ti consiglio di munirti di uno strumento come Linkscape SEOmoz, che potrà rivelarsi molto utile ad aiutarti a raggiungere il tuo scopo.

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